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| Mausoleo di Galla Placidia (part.) (foto presa dal web) |
Sono tornata, giorni fa, a Ravenna. Non ci andavo da parecchi anni, e rivedere i suoi monumenti mi ha dato un'emozione straordinaria.
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| Basilica di San Vitale: Giustiniano e la sua corte (foto mia) |
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| Basilica di San Vitale: abside (foto mia) |
Rivedere i suoi monumenti è stato quindi un accostarmi alla Bellezza con la maiuscola: luce, colore e uno sfavillìo di mosaici che risalta ancor di più, se paragonato alla semplicità degli esterni dei vari edifici spesso in un cotto severo e spoglio.
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| Mausoleo di Galla Placidia (part.) (foto mia) |
Si tratta di una ricchezza decorativa e descrittiva evidente sia nei mosaici che raffigurano episodi biblici, che in quelli ricchi di riferimenti storici, come ad esempio - nell'abside della basilica di San Vitale - la celeberrima rappresentazione dell'imperatore Giustiniano e della moglie Teodora circondati dalle rispettive corti.
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| Mausoleo di Galla Placidia (part.) (foto mia) |
Nel Mausoleo di Galla Placidia, è senza dubbio il blu a incantare: lapislazzuli e oro a regalarci lo splendore del cielo insieme a una decorazione sorprendente per ricchezza inventiva, ma anche per essenzialità.
Straordinaria, a questo proposito, la raffigurazione delle colombe che si abbeverano alla fonte, semplice e modernissima nelle sue linee; mentre le stelle, ordinate nei loro raggi di luce simili a preziosi ricami, a mio avviso potrebbero aver suggestionato anche Van Gogh quando ha dipinto la sua "Notte stellata", pur così espressionista ed onirica.
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| Basilica di Sant'Apollinare in Classe (foto mia) |
È percepire subito una dimensione "altra" non solo per le proporzioni dell'edificio in rapporto alla figura umana, ma soprattutto per quello spazio che si dilata man mano che si procede al suo interno. Più ci si avvicina infatti al grande catino absidale, accompagnati dalla fila di colonne di marmo grigio, più la navata centrale sembra aprirsi nella luminosità discreta delle finestre sul fondo e di quelle laterali.
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| (foto mia) |
Imponente eppure semplice, alta eppure raccolta, la basilica - che non differisce nella struttura da quella paleocristiana di Santa Sabina a Roma - ha il suo fascino proprio nella luce. Una luce discreta, creata dal contrasto tra le pareti chiare e la copertura a capriate, ma anche dal clima assorto e dalla straordinaria armonia che vi si respira e che attrae il visitatore.
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| (foto mia) |
Ci si ritrova così a percorrerlo con lentezza perchè in esso tutto - dalle decorazioni alle colonne e agli antichi sarcofagi - ha ordine, ritmo e una pace che consente di rientrare in se stessi, in una dimensione interiore di silenzio.
E per commentare queste immagini, ricorro a splendide note da un passato lontano, dando il benvenuto nel blog ad uno dei più celebri compositori di polifonia rinascimentale: Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525 - 1594).
Mi pare infatti che il suo "Jesu Rex admirabilis", mottetto a tre voci tra i più conosciuti, possa rispecchiare l'atmosfera di stupore e di contemplazione che si offre a chi entra in questi monumenti ravennati.
Sappiamo tutti quanto risuoni diversamente la musica in rapporto alle dimensioni e all'altezza dei vari ambienti. L'interpretazione che ho scelto ci consente di cogliere proprio il riverbero di note che si percepisce talora quando si canta in un ambiente molto vasto. E mi pare possa restituirci quel senso spaziale e quel silenzio contemplativo che avvolge il visitatore all'interno di Sant' Apollinare in Classe.
Un patrimonio di bellezza in cui affondare lo sguardo e dissetare l'anima, uno spazio custode del passato e offerto a chi cerca un profondo senso di ristoro anche per il presente.
Buon ascolto!




















