Torno oggi con gioia a parlare di un'artista contemporanea della quale avevo già pubblicato alcune opere proprio qui verso la fine dello scorso anno.
Si tratta di Antonietta Masetti Lucarella, pittrice che - come scrivevo in passato - opera con successo da una trentina d'anni sia in Italia che all'estero. È sulla figura femminile che si concentra la maggior parte dei suoi dipinti, anche se non ne mancano altri con ritratti maschili e sull'astratto.
A suo tempo, avevo messo in luce l'eleganza di uno stile fatto di rigore e morbidezza, la ricorrente tonalità di rosso scuro nella sua tavolozza di tinte e la capacità di introspezione dell'artista che delle donne raffigurate coglie spesso l'universo interiore. Ma al di sopra di ogni altro carattere, era stata l'espressività dei volti a colpirmi insieme allo spessore dell'entroterra culturale che da queste opere affiora. Proprio su tale espressività mi piace soffermarmi ancora, proponendovi qualche altro ritratto.
Inizio da quello che vedete in alto, intitolato "Grande volto" : una giovane donna apparentemente ripresa di prospetto, ma che in realtà volge lo sguardo fuori dal quadro con una lieve torsione della testa rispetto al busto.
Affascinante la nitidezza di linee del collo e del viso, il disegno pieno delle labbra, fino agli occhi dall'espressione indefinita e bellissima nella quale possiamo leggere un che di soave e carezzevole insieme a lieve malinconia, ma soprattutto l'attitudine assorta di chi osserva il mondo con la propria anima. Sfondo scuro, poche ombre sfumate a definire il viso e, unico gioiello, quegli orecchini che fondono elegenza ed essenzialità, mentre alcune ciocche di capelli sfuggono dall'acconciatura con naturalezza. Un'immagine che non finirei mai di contemplare e che mi parla suggerendomi mille storie come pure le altre che vedete qui sotto.
Più netto e deciso questo "Profilo di ragazza", così come seria la sua espressione e l'atteggiamento che la vede protesa verso qualcosa al di fuori del quadro. E ancora una volta è l'orecchino a suggestionarmi non solo per la sua bellezza, ma per la sua centralità quasi potessimo ricostruire tutto il fascino del dipinto proprio a partire da tale dettaglio. Tra l'altro, considerando la posizione della pietra del gioiello in rapporto all'altezza del quadro, potremmo ipotizzare che essa ne segni esattamente la sezione aurea, elemento tipico della proporzione rinascimentale. Del resto, sono tanti in queste opere i rimandi al Rinascimento, e se il ritratto di profilo può ricondurre alla pittura del Quattrocento dal Pollaiolo a Piero della Francesca, gli orecchini ricordano le donne dipinte dal Parmigianino, dal Bronzino e più avanti dal Caravaggio o da Vermeer.
Al contrario, vi sono anche composizioni in cui lo sguardo delle protagoniste si fissa in viso allo spettatore con piglio imperioso e quasi protervo, come vedete nell'opera intitolata "Ragazza con turbante".
Stessa essenzialità delle altre, stesso incarnato chiaro su fondo scuro, ma occhi vivissimi che ci guardano dritti scavando in noi, mentre il turbante con le sue linee ricche e avvolgenti sembra l'emblema della disinvoltura che leggiamo in viso alla donna.
Un'iconografia che sa fondere universi lontani e vicini, Rinascimento e contemporaneità, eleganza insieme a moderna, raffinata essenzialità. Allo stesso modo, potete osservare qui a lato quanta ricchezza espressiva spira anche solo dal disegno preparatorio del viso, nella pulizia delle sue linee quasi plastiche come nell'intensità dello sguardo. Oserei dire che basterebbe questo esempio - in una fase del lavoro che vede l'opera ancora incompleta - a testimoniare il valore artistico della pittrice nella sua capacità introspettiva e nella sua attitudine a muoversi tra passato e presente con freschezza d'ispirazione.



















