Sono solo tre minuti scarsi, un breve estratto da un pezzo di più largo respiro ma, appena l'ho sentito, ho deciso d'istinto che a settembre avrei riaperto il blog proprio con questo.
Ma che cos' ha di particolare? Intanto sono variazioni che arrangiano un brano composto a sua volta da altre variazioni, e già questo è fonte di duplice fascino: da un lato un tema articolato in mille modi, e dall'altro arrangiato con l'uso di strumenti, ritmi e forme diverse dall'originale che ne possano sviscerare ulteriore bellezza. Ma nel video che vedrete, entrano in gioco anche le interpretazioni del solista e del direttore che - come sempre, ma in questo caso più che mai - costituiscono, ciascuna per aspetti differenti, un meraviglioso valore aggiunto.
Entriamo allora nel vivo dando il benvenuto in questo blog a un nuovo autore. Si tratta dell'ungherese Ernst Dohnányi (1877 - 1960), figura dalle molte sfaccettature essendo stato, oltre che compositore, anche pianista, direttore d'orchestra e insegnante. Tra le numerose composizioni che ci ha lasciato, ho scelto le sue "Variazioni su di una ninna-nanna per pianoforte e orchestra op.25" che rielaborano le celeberrime " Dodici variazioni in Do maggiore sulla canzone Ah, vour dirai-je, Maman K.265" di Wolfgang Amadeus Mozart con le quali tanti musicisti in erba si sono almeno in parte misurati.
Confesso che il tema mozartiano nella sua spoglia semplicità che vedete nella foto non mi ha mai entusiasmato, mentre il modo in cui il compositore salisburghese lo ha poi rielaborato mi prende molto di più. Si arricchisce infatti di abbellimenti, infiorettature, arpeggi, scambi tra mano destra e sinistra nel suonare il tema e l'impianto accordale, trasposizioni in minore e via dicendo: tutti espedienti tecnici per variarne la resa pianistica ora più virtuosistica, ora decisamente più intima. E - per la vostra gioia - eccovi appunto l'intero originale mozartiano.
Diverso è l'effetto del brano di Ernst Dohnányi sia perchè, oltre che al pianoforte, è affidato all'orchestra, ma anche perchè il musicista ungherese lo ha rielaborato di volta in volta secondo forme differenti. L'intera composizione che, se volete, potete ascoltare qui, è formata da una maestosa parte introduttiva, poi dall'esposizione del tema ripreso anche nel finale, e in mezzo da 11 variazioni.
Sono proprio queste ad offrirci il meglio della fantasia del musicista che con esse non solo amplia la prospettiva del pezzo originale attraverso sonorità e timbri orchestrali, ma adotta di volta in volta forme diverse tra cui la marcia, il valzer, la fuga, la passacaglia, attraversando le epoche con esiti ora drammatici, ora squisitamente giocosi. Andatevi a sentire, per esempio, la quarta variazione e resterete incantati, ma anche quelle successive alternano suggestioni che possono ricordare ora Prokofiev, ora Beethoven o addirittura qualche brano della celebre Fantasia di Walt Disney. Per certi aspetti un Mozart irriconoscibile, ma una composizione indubbiamente affascinante.
Tuttavia il bello, a mio modestissimo avviso, non è ancora questo. È proprio nell'estratto che vi propongo: una piccola chicca tutta da gustare che, dopo la parte introduttiva, inizia davvero col botto: un fortissimo accordo cui segue l'esposizione del tema insieme alle prime tre variazioni. Purtroppo il video s'interrompe proprio nel bel dialogo tra il pianoforte e l'orchestra, ma pur nella sua brevità, è sufficiente a farci apprezzare l'inventiva del compositore e la passione degli interpreti.
A proposito, avete visto l'espressione del giovane solista giapponese Mao Fujita? Nel suo sguardo ammiccante, nei suoi occhi sgranati mentre a fior di labbra canticchia la melodia, possiamo leggere sorpresa, stupore, gioia, divertimento insieme a una grande partecipazione emotiva. E tutta la prima variazione ci regala un'atmosfera giocosa che potremmo anche immaginare come colonna sonora di un vivace cartone animato, mentre più disteso e romantico è il resto.
E il dinamismo del direttore Gabor Takács-Nagy? Sarà perchè vi colgo una vaga somiglianza col celebre Philippe Leroy, ma mi è stato subito simpatico nel suo sorriso e nella gestualità rigorosa e vivacissima.
Insomma, musica e interpreti davvero entusiasmanti e capaci di toccare anche noi con la loro gioiosa energia.
Buon ascolto!











