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martedì 8 gennaio 2019

Nostalgia d'amore

Caravaggio: "Suonatore di liuto", particolare. (foto presa dal web)
Riscoprire antiche musiche e restituirle al pubblico in chiave di attualità senza tuttavia privarle della loro aura di pregio, è operazione lodevole che svariati compositori e cantanti hanno compiuto nel tempo.
Tra questi Sting che ha ripreso spesso melodie del passato, facendo riferimento ora a Bach, ora a Purcell, ora a Prokofiev, ora tornando invece al Rinascimento.
Così oggi, per inaugurare il nuovo anno, mi sono lasciata prendere dal fascino con cui il cantante interpreta un brano di John Dowland (1563 - 1626), autore che chi frequenta questo blog già conosce e del quale ho pubblicato la canzone "Now, o Now I needs must part..." che potete ritrovare qui.

Questa volta si tratta di "Come again", altro celebre madrigale del compositore inglese, inserito sempre nella prima raccolta dei suoi canti del 1597.
A somiglianza di tanti suoi pezzi, il tema del brano è pervaso di malinconia ed è stato ripreso nel tempo in differenti interpretazioni: per voce solista e liuto, per coro polifonico, ma anche in rivisitazioni più moderne.
In questa che vi propongo, Sting duetta con il violino di Joshua Bell che - sia nell'introduzione che nel corso del brano - s' inanella in una fioritura di abbellimenti e variazioni che accompagnano e commentano la melodia.

Il testo - di autore anonimo - è il lamento di un amante abbandonato che supplica l'amata di fare ritorno presso di lui e al tempo stesso sogna di poterla di nuovo abbracciare con una passione che va a coinvolgere progressivamente anche i sensi. Ma la donna è sorda alle sue richieste: nè la fedeltà, nè le lacrime dell'uomo riescono a scalfire il suo cuore di pietra e a lui non resta che il pianto e lo struggimento d'amore.
Interessante l'ultima strofa nella quale - come nei congedi delle antiche ballate - il protagonista non si rivolge più all'amata, ma all'Amore in persona che sta preparando i suoi dardi per trafiggere il cuore della donna. Ma l'uomo, ormai sconsolato, prevede che ogni tentativo sarà vano poichè di quel cuore ha già saggiato la durezza.
Un testo intriso di nostalgia, ma anche di una sensualità sottolineata musicalmente dai vari crescendo, dove il timbro un po' roco della voce di Sting ora contrasta, ora si fonde in mirabile duetto con quella melodiosa e acuta del violino, tesa ad esprimere ciò che le parole solo adombrano.

Ma del brano mi piace aggiungere anche una versione per coro polifonico tratta dall'album "Fine Knacks for Ladies" del "Collegium Vocale Bygoszcz", quartetto polacco specializzato in musica medioevale e rinascimentale. 
Mi pare che il pezzo, armonizzato con splendida grazia, metta particolarmente in luce il contrasto tra la delicatezza e la trasparenza dei passaggi iniziali di ogni strofa e l'intensità con cui poi la melodia si accende di passione.

Interpretazioni differenti, ma - a mio avviso - ricche entrambe di un fascino capace di parlarci della medesima Bellezza, sia pure con accenti e sfaccettature diverse. Note che provengono da un passato remoto ma ancora oggi vivissimo, grazie alla loro magia e all'incanto di queste voci che lo rendono meravigliosamente presente al nostro cuore.

Buon ascolto e Buon Anno!