martedì 15 settembre 2026

Scanzonata nonchalance...

Oggi vi propongo una chicca invitante almeno quanto quella della scorsa settimana, e per qualcuno forse anche di più. 
Si tratta ancora una volta di un live, un video
tratto da un'edizione del celebre Concerto per Milano che da anni si svolge alle soglie dell'estate in Piazza Duomo, con programmi di musica sinfonica - e in qualche caso lirica - che spaziano dal passato al presente. 
L' iniziativa è conosciuta da tutti anche perchè l'evento è teletrasmesso e vede come
protagonista la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly, ogni volta insieme a solisti di primissimo piano: da Martha Argerich a Lang Lang, da Maxim Vengerov a David Garrett solo per citarne alcuni.   

Garrett, appunto. È stato propro lui, giorni fa, a comparirmi davanti su youtube con quella sua aria un po' sorniona e la suprema disinvoltura di chi è un fuoriclasse e lo sa, mentre alla fine del Concerto per Milano del 2015 suonava il famoso "Carnevale di Venezia op.10" di Niccolò Paganini (1782 - 1840). Un'esibizione brevissima, un piccolo pezzo di bravura che il solista ha offerto al pubblico come bis, facendo cantare il suo prezioso violino nelle difficoltose variazioni che il brano prevede e suscitando calorosissimi applausi.

Paganini mi perdonerà se non mi soffermo sul suo Carnevale che non mi ha mai particolarmente affascinato, neppure quando me lo imponevano al pianoforte tra le sonatine per principianti, anzi, forse proprio per quello. Nè mi soffermo sulla bravura di Garrett che già mi aspettavo insieme al suo look volutamente un po' tragressivo.  
Certo, se sul piano del rigore interpretativo la critica è divisa e talora i
puristi arricciano il naso, la sua tecnica resta straordinaria insieme alla facilità con cui sa trarre una miriade di suoni dal violino. Non dimentichiamo che a soli 13 anni (!) ha firmato un contratto con la prestigiosa Deutsche Grammophon. Bambino prodigio insomma!

Tuttavia in questo video, oltre sua alla grande agilità, a prendermi sono stati anche altri aspetti. 
Bello all'inizio del brano il gesto di Chailly che, dopo aver guidato l'orchestra nell'introduzione,
quatto quatto se n'è andato lasciando l'intera scena al solista. Immagino che tutto fosse preparato per dare all'ospite il maggior rilievo possibile, ma pure all'interno di questo spettacolo nello spettacolo, mi sono piaciuti i tanti sorrisi dei protagonisti e soprattutto quelli con cui gli orchestrali hanno seguito l'esibizione mentre sostenevano il brano con i loro pizzicati. Guardateli, ci sono inquadrature in cui attenzione, gioia e un senso di ammirato stupore si disegnano sui vari volti, dai più giovani agli anziani, con quella spontaneità che viene dal profondo, come spesso capita quando si ascolta musica e la bellezza apre il cuore al desiderio di farne parte.

Tante volte abbiamo osservato quanto, superato un certo livello di difficoltà tecniche, le note sgorghino naturali come acqua che scorre e suonare divenga un'esperienza di gioia profonda e comunicativa. Qui pare proprio che tale meraviglia si sia realizzata e che lo studio che, dietro l'apparente leggerezza, avrà segnato intensamente l'esperienza musicale di Garrett, si sia tradotto in maestria, divertimento e in quella scanzonata nonchalance che fa parte del suo stile.

Buona visione e buon ascolto!

(La foto è presa dal web) 

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