Di musica in musica e di post in post, questa volta a darmi lo spunto per un bel brano è stato il riferimento a Puccini ispiratomi dal pezzo della scorsa settimana. Così, sono andata a riascoltare quanto del compositore lucchese avevo pubblicato incantandomi naturalmente su certe sue arie, ma senza trascurare quelli che youtube ci offre come video correlati. Proprio qui ho scoperto il brano di oggi, opera di un musicista grande amico di Puccini ma nuovo per questo blog.
Si tratta di Umberto Giordano (1867 - 1948), compositore verista, rimasto famoso soprattutto per l' "Andrea Chenier" e la "Fedora", ma a suo tempo accusato dalla critica di indulgere troppo al gusto del pubblico per l'eccessiva enfasi di alcuni pezzi. Tuttavia, è lo splendore disteso della melodia italiana quello che troviamo nelle sue opere, in particolare nel brano che ho scelto e che ha risvegliato in me antichi ricordi.
In passato, non ho mai coltivato una grande passione per la lirica, mentre il mio amore per la musica è nato soprattutto con quella sinfonica e organistica. In casa mia però era il contrario. I miei genitori erano appassionati di lirica e, per quanto non frequentassero i teatri, non mancavano di ascoltare alla radio prima e in tv poi le opere dei più celebri compositori. Mia mamma ne sapeva a memoria le arie più famose e qualche volta me le canticchiava, con particolare predilezione per quelle di Puccini che anche mio papà talora accennava, subito sdegnosamente zittito da lei perchè era stonato!😂
Io all'epoca non mi lasciavo molto allettare e rimanevo ancorata al mio Bach per organo e ai miei mitici Swingle Singers, però inevitabilmente qualcosa mi restava dentro: un seme che sarebbe germogliato molto più avanti, insieme al ricordo di certe musiche che si erano sedimentate in me senza che me ne accorgessi. Proprio così è stato per il brano di oggi.
Si tratta dell' "Intermezzo sinfonico" dal secondo atto della "Fedora".
Nonostante la vicenda sia ambientata prima a San Pietroburgo, poi a Parigi, infine in Svizzera, e nella composizione amore e morte s'intreccino in una trama molto drammatica, il pezzo ci offre quella cantabilità ricca di pathos tipica della tradizione italiana del secondo Ottocento. È una melodia che ci prende subito e che, sostenuta anche dal morbido accompagnamento dell'arpa, si fa simile a un mare dalle onde ora tranquille, ora agitate e impetuose, mentre nel finale il loro moto va placandosi con dolcezza.
Due aspetti mi hanno particolarmente colpito. Il primo è il fatto che l'aria che fa da tema portante dell'Intermezzo è la stessa della romanza "Amor ti vieta", la più celebre dell'opera che trovate qui nell'interpretazione di Placido Domingo. Di tale romanza è interessante anche il testo che esordisce con le parole "Amor ti vieta di non amar"...e come non ricordare l'ancora più celebre verso dantesco "Amor ch'a nullo amato amar perdona" ?
Ma c'è un altro riferimento - stavolta non letterario ma musicale - che la melodia mi ha suscitato. È un richiamo che mi riecheggia dentro a 0.35 dall'inizio e così per una ventina di secondi, riportandomi nientemeno che a Rossini. Forse è solo follia pensarlo, ma ci risento per qualche momento uno dei temi della Sinfonia del Barbiere di Siviglia, quello che esordisce con un passaggio di note discendenti proprio qui, a 0.55 dall'inizio e sempre per una breve manciata di secondi.
A tutta prima sembra che non ci sia niente di più lontano dal brano della Fedora che ha una distesa cantabilità ricca di sentimento, mentre la musica di Rossini nel Barbiere è giocosa, ammiccante e vivacissima.
Tuttavia, sapendo che Giordano conosceva bene le partiture del compositore pesarese morto nel 1868, mi è venuto il sospetto che il passaggio musicale che ho citato dal suo Intermezzo possa essere stato ispirato proprio da Rossini. Immaginiamo che, ascoltandolo, a Giordano sia piaciuto, ma che abbia pensato di cambiargli stile, trasformando quella successione di note così ritmata e spiritosa in un passaggio tenero e colmo di passione.
Un gioco da ragazzi in fondo, come fanno tanti bravi arrangiatori che prendono un tema e lo rielaborano a modo loro dall'antico al moderno o da uno stile all'altro...chissà! A questo proposito, è doveroso aggiungere che in tempi più vicini a noi anche l'Intermezzo è stato rimaneggiato e ne esiste una versione jazz della quale però non riesco a riportarvi il link. Ma, detto tra noi, non mi entusiasma.
Buon ascolto!
(La foto, che rappresenta "Il mare a Fécamp" di Monet, è presa dal web)
Nessun commento:
Posta un commento