Mi capita spesso di pensare, soprattutto negli ultimi tempi, che se un giorno dovessi cambiare nome a questo blog, lo chiamerei "La sedia di Glenn".
Che dite...troppo pretenzioso?
E perchè mi è sorta questa strana idea? Quale rapporto potrebbe mai esserci fra la sottoscritta e il mitico Glenn Gould (1932 - 1982), raffinatissimo interprete della musica di Bach e non solo?
Come oso, sia pure ipoteticamente, accostare le spensierate divagazioni di questo
piccolo spazio web a un pianista così ricco di originalità e genio da
essere considerato uno dei più grandi di tutti i tempi? La cosa non suona forse un po' dissacrante? E perchè poi di Glenn m'interessa proprio la sedia?
Intanto perchè l'oggetto ha una storia singolare che molti di voi conoscono. Certo vi sarete accorti, dalle foto o dai video, che la posizione di Gould davanti al pianoforte è spesso inusuale nel senso che la sedia è più bassa del solito rispetto alla tastiera. Questo per esplicita volontà del pianista che al padre, che gliel'aveva costruita, aveva dato precise istruzioni. Per poter suonare al meglio infatti, Gould aveva disposto che la distanza dalla seduta al pavimento fosse di soli 35 cm., che lo schienale fosse rigido e la sedia pieghevole in modo da portarsela dietro senza difficoltà nei vari concerti.
Certo Gould famoso, oltre che per la sua ipocondria, per la sua maniacale ricerca della perfezione, era un eccentrico. Ma evidentemente, anche se a noi può sembrare bizzarra, una seduta del genere gli facilitava la posizione davanti alla tastiera consentendogli maggiore scioltezza e facilità di movimento. Del resto, sappiamo tutti quanto sia importante sentirci a nostro agio in ciò che facciamo: è la comodità di trovare la posizione giusta, lo spazio più adatto per esprimerci, la nostra nicchia insomma dalla quale osservare meglio il mondo. Bella o brutta, ognuno ha la sua. La sedia del pianista esteticamente non è granchè, dalle foto sembra vecchia e consunta, tuttavia è servita allo scopo.
Ma io che c'entro?... C'entro perchè nel corso degli anni - e a ottobre saranno la bellezza di sedici! - mi sono resa conto che anche questo blog per me è un po' come la sedia di Glenn: una nicchia, uno spazio per tanti versi limitato che però mi esprime perchè è l'angoletto in cui mi ritrovo e dove - a contatto con la musica o talora con altre forme di arte - recupero motivazione, serenità e voglia di fare. Uno strumento piccolo e modesto certo, ma capace di farmi sentire a mio agio. Ci si può esprimere da mille angolature e magari ciò che ci rende il compito più facile sta a soli 35 cm. da terra o davanti a un computer. Da qui non suono, ma ascolto, osservo e condivido con gioia ciò che trovo proprio da questa postazione. Ecco spiegato l'arcano.
E allora godiamoci insieme il brano che ho scelto e che il nostro amico pianista, dall'alto - pardon! - dal basso della sua sedia, suona incantandoci. Non è di Bach il pezzo che ascolterete, ma di Ludwig van Beethoven (1770 - 1827): sono infatti le "15 Variazioni e Fuga su di un tema in Mi bemolle maggiore op.35" conosciute anche come "Variazioni Eroica" che avrete sentito chissà quante volte dato che il loro tema ricorre anche nel finale della celebre terza Sinfonia.
Ma quella che m'interessa qui è l'interpretazione di Gould che sembra godere al massimo dello splendore della musica. Ne cogliete infatti la gioia nel lieve sorriso che gli si disegna in volto mentre la mano sinistra a tratti si solleva quasi a segnare il ritmo o, più ancora, a dirigere se stesso! Senza dimenticare le volte in cui canticchia a mezza voce la melodia come spesso gli accade.
Il video vi riporta solo un breve stralcio del pezzo. Trovate poi a questo link l'intera esecuzione che vi farà apprezzare la spaventosa bravura del nostro Glenn: non solo virtuoso del pianoforte, ma insieme interprete di genio straordinario. Seguendo l'andamento del brano la sua espressione è ora giocosa e divertita, ora tenera e sognante, ora energica e rigorosa come il braccio sinistro che si solleva in uno scatto improvviso e imperioso alla fine di certi passaggi.
E penso che anche Beethoven - dal Paradiso dei musicisti dove avrà recuperato un formidabile udito - sia grato di sentire la propria musica così splendidamente vissuta e valorizzata!
Buona visione e buon ascolto!
(La foto è presa dal web)
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