Non è stata solo la mia passione per Franz Joseph Haydn (1732 - 1809) a farmi scegliere il video di oggi. In effetti, avevo già pubblicato diversi anni fa il brano che esso riporta, ma questa volta c'è un'interessante novità che a suo tempo avevo trascurato scegliendo un'esecuzione che esaltasse solo la vivacità e lo splendore del pezzo. Così non avevo fatto caso a certe registrazioni live che si soffermano anche sulla direzione in tutta la sua affascinante gestualità.
Allora rimedio oggi, ripresentandovi con immensa gioia il quarto movimento, "Allegro con spirito", dalla "Sinfonia n.88 in Sol Maggiore" del nostro amico Franz Joseph. La gioia, del resto, è una delle caratteristiche precipue di tanta sua musica e questo è forse uno dei brani più rappresentativi a tale riguardo, ricco di una freschezza e di un'ammiccante vivacità che, per certi aspetti, possono ricordare Mozart. Ma vengo alla parte più importante di questo post: la direzione del grande Leonard Bernstein (1918 - 1990).
Sappiamo tutti che, al di là delle regole base della direzione orchestrale - dare il tempo, gli attacchi, le dinamiche e soprattutto stabilire un'intesa con chi suona - ogni Maestro ha poi un suo stile che si esprime nei gesti delle mani, nell'espressione del viso e talora nei movimenti di tutto il corpo.
C'è chi usa la bacchetta e chi no, e come non ricordare Gergiev, famoso per sostituirla con uno...stuzzicadenti? C'è chi sul podio è energico e scattante, chi si limita a pacati movimenti delle braccia e chi dirige certo con le mani, ma soprattutto con gli occhi. Dalla vivacità di Dudamel all'eleganza di Kleiber allo sguardo di acciaio di Karajan - solo per fare qualche esempio - tutti abbiamo spesso notato tali differenze.
Ma al di là dei gesti, a volte plateali e altrove più misurati, ciò che affascina lo spettatore è spesso la gioia che essi esprimono, il gusto per la musica assaporata in ogni minimo passaggio cui l'orchestra dà forma. E vi si coglie una fusione di anime: da quella del compositore che ci parla dalla partitura a quella del direttore e degli orchestrali che la interpretano, fino al pubblico che, coi suoi silenzi o col suo entusiasmo, diventa parte attiva di una vita che fiorisce in una sorta di circolarità.
E Bernstein? La sua passione nel dirigere, da immenso direttore qual è stato, ha sempre coinvolto orchestrali e pubblico, ma il video di oggi ce lo mostra in maniera ancora più singolare. Troverete il finale della Sinfonia di Haydn eseguito due volte di seguito. Nella prima Bernstein dirige con la consueta eleganza talora quasi danzante che coinvolge tutto il corpo; ma nella seconda resta fermo, senza muovere mani nè bacchetta, ma solo gli occhi.
E qui sta il bello perchè la sua espressione, nel seguire lo sviluppo e il ritmo del brano dando insieme l'attacco ai vari strumenti, si fa ora giocosa, ora ammiccante, ora seducente, ora spensierata e briosa o per qualche attimo ombrosa e scura. Non è solo competenza musicale quella che vediamo, ma vi cogliamo insieme la personalità di Bernstein, la sua originalità, il suo garbo e la sua ricchezza interpretativa. Questo ci suggerisce che il dato essenziale del dirigere è immergersi nella musica stabilendo un'intesa con chi suona non solo per guidarlo in una corretta esecuzione del pezzo, ma per condividere una passione che non è elemento accessorio, ma assolutamente essenziale!
Certo, dirigere comporta anche fatica fisica, ma divenire una cosa sola con la musica è gioia impagabile. Lo vediamo dal modo in cui Bernstein guida l'orchestra col sorriso e con lo sguardo insieme ad un'emozione che si trasmette a tutti, simile a un'onda che si allarga a dismisura raggiungendo anche chi - come noi - sta dietro lo schermo di un computer.
Buona visione e buon ascolto!
(La foto è presa dal web)

Nessun commento:
Posta un commento