E mi ha sempre colpito il fatto che diversi autori - e qui parlo naturalmente di musicisti - abbiano composto veri e propri capolavori tra l'adolescenza e la giovinezza, intorno a quei vent'anni - ma talora anche prima - che sempre parlano di speranze, di passioni, di freschezza o di tempestosa irruenza.
Ciò non significa affatto che il cammino successivo verso l'età adulta non abbia valore e che l'esperienza acquisita poi nell'evoluzione esistenziale e artistica non costituisca una ricca e sfaccettata risorsa interiore destinata ad alimentare l'ispirazione. Tant'è vero che, nel percorso di un artista, le opere della maturità sono spesso contrassegnate da profondo spessore o da nuove aperture.
Tuttavia, resta il fatto che svariati compositori hanno scritto ancora giovanissimi alcune delle loro più celebrate creazioni nelle quali hanno profuso una parte non indifferente del loro genio.
Basti pensare a Mozart e ai suoi cinque incantevoli Concerti per violino: K.207, K.211, K.216, K.218 e K.219, composti nel giro di pochi mesi nel 1775 e cioè quando l'autore aveva solo diciannove anni!
Ma talenti precoci furono anche Rossini, Paganini - solo per citarne alcuni - e numerosissimi altri grandi del mondo delle note.
Certo, in molti casi si tratta di autori che hanno - per così dire - respirato musica già in famiglia, essendo nati da genitori musicisti e in mezzo a fratelli avviati a loro volta allo studio di uno strumento. Tuttavia, al di là di questo terreno decisamente favorevole, è fondamentale l'insopprimibile desiderio espressivo che li ha mossi spesso nell'impeto di un'età ancora adolescenziale.
Ci si rende conto di ciò se si considera, per esempio, che Bach scrisse il corale "O Gott du frommer Gott" poco più che quindicenne e, se parliamo di Chopin, scopriamo che debuttò come compositore a soli diciassette anni.
E arriviamo a Chopin, appunto.
E' lui che oggi desidero proporre all'ascolto con il primo movimento, "Allegro maestoso", del "Concerto n.1 in mi minore op.11 per pianoforte e orchestra" qui diretto dal compositore Krzysztof Pendereckj insieme all'Orchestra Filarmonica di Varsavia.
Ho scelto proprio questa clip video perchè mi piace l'idea che sia un autore polacco a dirigere la musica di un altro autore polacco, ma anche che sia un giovane a interpretare un altro giovane.
E' infatti sulle mani del pianista che si concentra la mia attenzione: il russo Daniil Trifonov, classe 1991, esponente di quella splendida generazione di solisti che stanno emergendo come astri nascenti in taluni casi del pianoforte, in altri del violino e via dicendo.
In questo caso, il giovanissimo interprete si misura con il capolavoro di un compositore - in fondo - coetaneo, se si pensa che il concerto che propongo è stato registrato quando Trifonov stava per compiere vent'anni e Chopin ha scritto i suoi concerti per pianoforte più o meno alla stessa età.
E il genio del musicista polacco si esprime qui con freschezza e intensità senza pari, come quelle che solo la giovinezza sa regalare e che Trifonov fa sue con altrettanta passione, entrando nella partitura e rivivendola ora con decisa irruenza, ora con delicatezza e intimità.
Ma si tratta di un concerto che ha segnato anche la mia giovinezza.
La scoperta di Chopin, infatti - all'alba, questa volta, dei miei vent'anni - più che attraverso altri pezzi, coincide proprio con l'ascolto dei due concerti per pianoforte.
A dire il vero, all'inizio la mia passione è andata tutta per il secondo, quell'incantevole op.21 di cui - se lo desiderate - potete ritrovare il Larghetto qui. Ne ero talmente attratta che - come spesso mi capitava - lo ascoltavo in continuazione. Ma il suo splendore mi ha poi ricondotto al primo che ho cominciato ad apprezzare proprio dal movimento iniziale.
Si tratta di un brano che alterna sonorità grandiose - è giustamente un Allegro maestoso - a melodie più dolcemente cantabili.
L'esordio è costituito da una lunga introduzione orchestrale ricca d'intensità tesa a preparare l'entrata del solista che, a sua volta, riprende il tema esposto dall'orchestra declinandolo in registri di vigoroso virtuosismo, ma anche di incantevole dolcezza espressiva.
Uno Chopin giovanissimo, ma già intenso e compiuto nella sua profondità capace di superare il tempo, e insieme nella sua ricerca di equilibrio tra serenità e malinconia, intimità e irruente passione, così come nel suo scandagliare e restituirci ogni sfumatura dell'anima.
Buon ascolto!
(La clip video riporta solo la prima parte del brano, qui ritrovate la seconda: www.youtube.com/watch?v=NyGW7Uq0GoY. )
























