Come ho già scritto in diverse occasioni compresa la volta scorsa, è sempre bello cogliere nei vari interpreti della musica la gioia di suonare, di dirigere o di cantare.
Così oggi proseguo nel piacere di condividere qui altri esempi dopo quello dei coristi dei VOCES8.
Nelle mie navigazioni su youtube, infatti, sono approdata alle performances di una solista che già conoscevo, ma della quale non avevo ancora esplorato lo spessore artistico.
Si tratta di Lea Desandre, classe 1993, mezzosoprano di origine italo-francese e interessante interprete di musica rinascimentale e barocca, ma non solo. Ascoltando svariati brani cantati da lei - da Purcell a Haendel, da Rameau a Vivaldi o da Mozart ad Haydn - cogliamo l'incanto della sua voce, la sua freschezza appassionata insieme a una grazia fanciullesca che si esprime nel sorriso e in un empito di traboccante felicità.
Ce lo dimostra il brano di Purcell che trovate proprio qui, tratto dall'opera "The Fairy Queen" e intitolato “Now the night is chased away".
Notiamo fin dall'inizio quell'irrefrenabile attitudine gioiosa e giocosa che porta la Desandre a muoversi ritmando col corpo il procedere della musica e traendone un andamento quasi sincopato. C'è infatti una suprema libertà interpretativa che la solista può permettersi per la sua padronanza della partitura, per la straordinaria vocalità, ma insieme per quella fusione di vita e arte che appartiene ai grandi.
E qui la musica si fa proprio vita perchè ciò che la nostra Lea ci offre non è semplicemente un ruolo, ma lo splendore di una melodia così profondamente interiorizzata da riaffiorare in lei non solo con la voce, ma con tutta la persona, dal sorriso alle movenze. Movenze ricche di un'eleganza che potrebbe esserle derivata, oltre che da doti innate, dalla danza classica studiata per dodici anni.
Ma non mi fermo qui e vi propongo anche un altro brano in cui tali caratteri, a mio modesto avviso, sono ancora più evidenti.
Nel video che troverete, la Desandre canta un pezzo di un autore nuovo per questo blog. Si tratta dell'aria "Vieni, corri, volami in braccio" dal terzo atto dell' "Antiope" di Carlo Pallavicino (1630 - 1688).
Siamo in piena epoca barocca e il compositore - attivo non solo a Padova e a Venezia, ma anche a Dresda al servizio dei principi di Sassonia - scrive l'opera alla fine della sua vita senza riuscire però a terminarla. La vicenda, ricca di figure mitologiche, si basa sul libretto del figlio di Pallavicino, Stefano Benedetto, dove Antiope è regina delle Amazzoni, guerriera forte ma non priva di una delicata femminilità, duplice aspetto che la Desandre ci restituisce con versatilità nel corso dell'opera.
Qui la vediamo immergersi nella musica seguendone il ritmo con viva espressività e un'attitudine danzante, accompagnando la melodia con gesti delle mani quasi a dirigerla e articolando le dita come a suonare uno strumento. E proprio con ogni strumento la sua voce duetta in una fresca fioritura di virtuosismi e con una maestria che, superate le difficoltà tecniche, si fa pura gioia, sorriso e meravigliosa leggerezza.
Buona visione e buon ascolto!
(La foto è presa dal web)
5 commenti:
Stavolta sono passata subito al video senza prima leggere quanto scrivi, e di questa splendida interpretazione ho pensato che evidenzia una tecnica perfetta ma, proprio come dev'essere, non ridotta a virtuosistica ginnastica bensì utilizzata in quanto mezzo sopraffino attraverso il quale far emergere l'essenziale, ovvero il contenuto testuale e musicale che s'interpreta, in tutta la sua espressività.
Forse non mi trovo del tutto lontana, e non può che farmi piacere, da alcune delle tue stesse considerazioni.
Si tratta comunque di un'interprete che definirei eccezionale e che ti ringrazio di avermi fatto conoscere, in cui si fondono con verità ed intensità davvero non comuni il canto e il corpo, le note magistralmente emesse e le espressioni, i movimenti.
Caratteristiche che impreziosiscono anche il brano di Purcell di cui hai messo il link, così come altri che ho trovato in rete e che davvero non ci si stancherebbe di seguire: in virtù, proprio come dici tu, di "quella fusione di vita e arte che appartiene ai grandi", e che ci fa godere dello "splendore di una melodia così profondamente interiorizzata da riaffiorare non solo con la voce, ma con tutta la persona"...
Un sorriso, quello che Lea ci regala, davvero contagioso e dal quale si vorrebbe rimanere abitati a lungo.
P. S. Come se non bastasse, è nata un 17 luglio come mio figlio ;-))
Anche stasera tornando dal coro, ho trovato il tuo bel commento mentre ero in treno.
È davvero una bravura eccezionale quella di Lea che tu hai colto benissimo quando hai scritto che la sua non è "virtuosistica ginnastica", ma un mezzo sopraffino per far emergere l'essenziale.
Imbattersi in queste interpreti ti fa venire davvero il desiderio di approfondire la conoscenza del loro repertorio e andare avanti così, di musica in musica e di sorriso in sorriso "dal quale si vorrebbe rimanere abitati a lungo". E che bella la coincidenza della data di nascita di tuo figlio!
Grazie di cuore Siu, e un abbraccio serale!
Così giovane e così talentuosa. Bravissima e con una vocalità davvero particolare: corposa, densa. Che fortuna che ci siano persone come te che sappiano parlare così bene di arte e musica. Sempre piacevole leggere la puntualità delle tue osservazioni.
Talentuosa davvero, la Desandre!
Grazie Marina delle tue parole, ma ci sono tante persone che sanno parlare molto meglio e con maggiori competenze rispetto alle mie. Importante è l'ascolto, un ascolto costante e di lunga data che alla fine riesce a offrirti anche le parole. E sono sicura che tu, se ti mettessi a scrivere del bravissimo pianista che hai in casa, da brava scrittrice quale sei ci sapresti incantare.
Grazie 😊
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