venerdì 13 luglio 2012

L'orto di Elena

Sono salita nel mio angolo di montagna per sfuggire al caldo afoso della pianura e, come ogni anno, ho ritrovato paesaggi che, nel tempo, mi sono divenuti familiari quasi fossi davvero una del posto e non una turista, sia pure affezionata da sempre a questi luoghi.

E' il silenzio, di solito, il primo ad accogliermi quando - affacciandomi al balcone che guarda verso il Gran Paradiso - non sento altro che la fontanella sotto casa e, giù in mezzo ai prati, il suono del torrente che arriva come una colonna sonora sommessa e discreta.
Un suono lieve vicino e un fragore lontano che però mi giunge attutito dalla distanza: uno sfondo musicale leggero che non turba la pace circostante, ma se mai la sottolinea e - pur nella sua leggerezza - richiama la grandiosità del panorama ricordandomi che quell'acqua scende dall'alto, dall'anfiteatro dei ghiacciai sopra di me.


Ma ci sono anche particolari più quotidiani a prendermi, aspetti della vita ordinaria del paese dove laboriosità e bellezza s'intrecciano indissolubili.
Gli orti, per esempio: piccoli, ma rigogliosi, folti, fitti di verdure e - ai margini - di fiori, come usa qui.

Aggirarsi per vicoli e stradette è immergersi in un itinerario di pace, ma è anche compiere un percorso costellato di orticelli, ogni baita il suo, uno più bello dell'altro dove - se la stagione è buona - le file di coste, patate, pomodori ed erbette aromatiche, sono una vera gioia per gli occhi.

Ho proprio sotto casa l'orto di Elena, un rettangolo di terreno coltivato a fiori, carote, aglio e insalatine varie, oggetto delle sue assidue cure. Col caldo di questo periodo, anche se siamo a più di 1700 metri, le piantine verdeggiano già alte; ma lo scorso anno, dopo una stagione particolarmente fredda, ai primi di luglio l'orto contava ancora pochi germogli.
Ricordo la costernazione di Elena dipinta nel suo sguardo azzurro sul reticolo di rughe scurite dal sole, mentre mi raccontava come tutto fosse indietro di una luna
.
E consideravo quanto in montagna, forse più che altrove, la vita sia scandita dai ritmi della natura e, di conseguenza, qui più che mai tutto si debba adattare alla pazienza dell'attesa. Attesa della neve in
autunno, del disgelo in primavera, delle prime faticose fioriture e dei pochi mesi di caldo.
Niente serre termoregolate, niente irrigazione a goccia, solo fatica, tenacia e lo sguardo azzurro di Elena che, osservando il cielo, sa dire che tempo farà domani.


Ma quale immensa gioia quando finalmente le piantine crescono fitte e ordinate nelle loro parcelle o quando i fiori a margine dell'orto s'illuminano di colore!
E' la pazienza che dà luogo alla festa!

Allora - omaggio alla forza e alla perseveranza di questa gente semplice e tenace - a Elena e a tutti coloro che, come lei, rendono più bello questo angoletto di mondo, dedico un brano di Mozart pieno di sorriso e luminosità.
Dal "Concerto in Do maggiore K.299 per flauto, arpa e orchestra" del quale tempo fa ho postato l'Andantino, oggi sia l'Allegro iniziale a regalare gioia e leggerezza attraverso la vivacità del flauto e la dolcezza dell'arpa.
Un Mozart sempre splendido e capace di celebrare quella Bellezza che ritroviamo ovunque, nel grande e nel piccolo, dallo splendore dei ghiacciai alle piantine dell'orto di Elena.


Buon ascolto!

14 commenti:

Ambra ha detto...

Quando il contatto con la Natura è stretto e quando i suoi cicli diventano profondamente i tuoi, allora credo che la vita venga vissuta in una dimensione diversa, più intima, più profonda e vera.

Anonimo ha detto...

L'armonia dei cicli della natura in accordo con l'armonia dell'uomo e della musica. Un racconto che sembra leggero come l'aria della montagna ed è, invece, assai profondo.
Grazie, Annamaria! Buona montagna!

egle

Massimo Caccia ha detto...

Magia della montagna ed incanto della musica.
Buone vacanze.

Carla, i colori...pensieri della mia mente. ha detto...

Dal tuo scrivere ho assaporato il silenzio del tuo angolo familiare ed ho immaginato anche il viso di Elena ora soddisfatto per la rigogliosa verdura.
AnnaMaria la tua scrittura leggiadra e scorrevole mi ha fatto star bene e poi Mozart ha completato questo attimo di serenità.
Ciaooo

viola ha detto...

Splendido questo brano musicale, meraviglioso il tuo scritto che lo accompagna... la pazienza, la natura, gli occhi azzurri di Elena, orti e fiori, fatica e sudore, la vita insomma. Una buona serena vacanza cara Annamaria:)

Annamaria ha detto...

E' proprio come dici, Ambra: la vicinanza con la natura ci consente di vivere in una dimensione più vera.
Grazie!

Annamaria ha detto...

Grazie Egle!
E' anche l'armonia di Mozart che ci regala leggerezza e profondità insieme!

Annamaria ha detto...

Certo Massimo, magia della natura e delle note!
Bentornato qui e buone vacanze anche a te!

Annamaria ha detto...

Carla, grazie di aver colto il silenzio....E' forse ciò che nelle nostre città manca di più e che qui mi suscita maggiore impressione!
E questa natura, insieme a Mozart, fa proprio star bene dentro!
Un abbraccio grande!

Annamaria ha detto...

Viola, è proprio la vita - come dici - fatta di piccole cose, gioie e fatiche quotidiane!
E Mozart, nella sua magìa, ce la racconta in note!
Grazie di essere qui e un abbraccio!

LaFlautista ha detto...

... a parte le ruspe ...

Annamaria ha detto...

Certo Chiara....a parte le ruspe...!
Ma per fortuna oggi nella casetta di fronte i lavori sembrano terminati....
o sarà la pausa weekend?

Sandra M. ha detto...

Deve essere proprio un luogo incantevole. Quell'orto...quanto amore! E la musica corona tutto quanto. Buon soggiorno !

Annamaria ha detto...

Un incanto davvero Sandra!
Vedrò di postare altre foto.
Grazie!