Non mi è possibile.Quando ogni mattina, qui in vacanza, verso le otto e mezza esco di casa e, già scendendo le scale, lo sguardo mi si apre verso prati, abetaie, cielo limpido e fiori, è tale lo splendore circostante che - dicevo - non mi è possibile non desiderare di condividerlo con tutte le persone che mi sono care.
Non con una, ma proprio con tutte.
E soffro di non poterlo fare materialmente perchè, senza una simile condivisione, mi sembra di non assaporare in pienezza la gioia e il godimento che offrono i panorami in cui sono immersa. La gioia infatti è di per sè comunicativa e se condivisa con altri, a dispetto della parola, non si divide affatto, anzi si moltiplica.
Sono ormai anni che passo le vacanze nel Parco del Gran Paradiso - praticamente una vita - ma non mi stanco mai.
Per quanto ami molto anche altri tipi di paesaggio, ritornare qui ogni volta è stupore che si rinnova infinitodavanti alla magnificenza della natura nei suoi colori e nel suo splendore ancora incontaminato.Così, nel tempo, questo è diventato per me una sorta di luogo del cuore: non solo un rifugio vacanziero per fuggire il caldo estivo, ma un angolo in cui ritrovare, nella bellezza e nel silenzio, quella parte incontaminata che abita anche dentro di noi, e farla rifiorire.
Allora non mi resta che postare qui qualche piccola foto per dare un'idea, sia pure lontana e scarsamente efficace, del paesaggio circostante.
So bene che c'è grande distanza tra l'essere spettatori esterni e trovarsi immersi nella natura.Una cosa è osservare un'immagine e un'altra camminare su di un prato occhieggiando i crochi viola che, dalla sera alla mattina, sbocciano dopo lo sfalcio, o scoprendo una radura verde che si apre tra versanti scuri di abeti, o contemplando le nuvole che si alzano liberando alla vista rocce e ghiacciai.Ma una foto, anche nei suoi limiti, può suggerire un sogno, e non si sa mai dove i sogni possono portare....magari dentro di noi, proprio in quel nucleo segreto di purezza che ci abita, risvegliando l'infinito che portiamo dentro.
Così, a commento di queste immagini, mi sembra particolarmente adatto il primo movimento - Allegro ma non troppo - dalla Sinfonia n.6 in Fa maggiore op.68 "Pastorale" di Ludwig van Beethoven, pezzo in assoluto tra i più famosi del compositore tedesco.
E la ripetizione di alcuni passaggi ci permette di addentrarci in modo sempre più coinvolgente nel vivo della musica così come nel cuore della bellezza della natura.
Buon ascolto!













