mercoledì 12 maggio 2021

Lezione di latino

Leggo con gioia che, da alcuni giorni, hanno riaperto i battenti teatri e cinema e - certo con le dovute precauzioni - è possibile assistere in presenza a spettacoli e concerti.
A Milano infatti, la Scala ha ripreso ad accogliere il
pubblico e lo stesso hanno fatto diversi altri prestigiosi luoghi di cultura.
Ma insieme vedo che, da giugno, sarà possibile
tornare a frequentare anche palestre, centri sportivi, scuole di danza e - nella leggerezza della ritrovata libertà - mi torna in mente un piccolo episodio che, a suo tempo, mi aveva fatto sorridere. Così ve lo racconto.

Siamo forse nel 2019, in ogni caso la pandemia è ancora lontana.
Sono in giro per compere e incontro la giovanissima figlia di una coppia
conosciuta solo un paio di settimane prima in casa di amici.
È lei a salutarmi con un sonoro "Ciao!" mentre cammino immersa nei
miei pensieri tanto che rischio di non vedere chi mi sta davanti. Sorride nello splendore dei suoi diciotto anni o forse meno, e quando la ravviso mi fermo un attimo a scusarmi di non averla riconosciuta al volo. Non importa, lei continua a sorridere e ricorda il giorno in cui ci siamo incontrate, mentre il discorso si dipana con una cordialità che - per essere due persone di età molto diverse che si sono viste una volta sola - mi sorprende.
Simpatica e spigliata questa ragazza: ha occhi chiari, una zazzeretta bionda e porta una
vivace gonna a palloncino sopra dei leggings neri, attillatissimi.
Parliamo ancora per qualche momento, poi si piega un attimo verso di me come
per farmi una confidenza, ma in realtà si scusa perchè è di corsa e deve andare:
"Sai, ho lezione di latino e non voglio arrivare in ritardo!". E vola via.

Per carità! La lascio andare subito, la lezione è più importante delle nostre chiacchiere e riprendo la mia strada con un sorriso.
Ma guarda un po' questi giovani, se ne parla tanto male mentre in realtà sono studiosi e
diligenti. Rivedo me stessa ai tempi del liceo: avevo preso anch'io per un certo periodo lezioni di latino, ma - diciamo la verità - ci andavo con questo gioioso entusiasmo??...Ma quando mai??!!
Strano però che la ragazza non avesse in mano un libro, nè un quaderno, un notebook, nè
uno zainetto che lo potesse contenere. Anche l'abbigliamento, a pensarci, era un po' originale: la gonna sopra i leggings...ma di sicuro è la moda! Rimugino questi pensieri per qualche istante mentre lo sguardo va alle vetrine e alle case vicine dove, fuori da un portone, mi colpisce una targa e all'improvviso mi si accende in testa una lampadina!!!

Stordita che sono!...Certo che la ragazza va a lezione di latino! E come no?... Ma di ballo latino!!!
Resto un attimo a bocca aperta, poi mi esce irrefrenabile una risata e rido da sola
in mezzo alla strada per la mia ingenuità, mentre una vocetta dentro di me dice: "Ma quanto sei indietro, mia cara, ti devi aggiornare!".
In ogni caso, qualunque fosse il contenuto della lezione di latino - Cicerone o un
paso doble, Tacito o una rumba - la ragazza era e resta simpatica, ragion per cui oggi le dedico una bella musica.

Ora lo so, penserete subito che, data la situazione, qui occorrerebbe come minimo una salsa o un brano di merengue. Ma ho deciso diversamente.
Da un lato, per la fanciulla danzante sono andata a cercare proprio un brioso
compositore latino-americano, e va bene. Ma dall'altro, il pezzo che ho scelto ha chiari riferimenti bachiani e Bach, nella storia della musica, è un pilastro fondamentale - lasciatemelo dire! - proprio come il latino nella nostra cultura. Entrambi antichi e moderni insieme, rigorosi, sistematici e - nonostante talora non ce ne rendiamo conto - vivissimi ancora oggi, uno nelle forme e strutture musicali, l'altro in quelle della nostra lingua.

Così, è il brasiliano Heitor Villa-Lobos (1887 - 1959) l'autore che ho scelto perchè nelle sue composizioni ha fuso melodie popolari del suo paese di origine con lo stile di Bach del quale è stato appassionato cultore fin dalla giovinezza.
Lo dimostra il fatto che tra le sue opere spiccano le "Bachianas brasileiras": nove
composizioni per diverse formazioni orchestrali in cui ha inteso realizzare proprio una fusione tra lo stile della musica brasiliana e quello dei Concerti brandeburghesi.
Il brano di oggi tuttavia, a dimostrazione di quanto l'amore per la musica bachiana
permei un po' tutta la sua produzione, non è preso da qui.
Si tratta infatti dello "Studio n.1 per chitarra W235", primo dei dodici studi che
Villa-Lobos aveva dedicato al chitarrista Andrés Segovia.
A parte il brio e la vivacità del pezzo,
talora nel suo insieme, talaltra in particolari passaggi si possono individuare precisi richiami a diverse creazioni bachiane. Nella sua struttura, io risento - per esempio - l'eco del celebre "Preludio n.1 in Do maggiore" dal primo libro del "Clavicembalo ben temperato".
Ma ancor più viva, per i continui arpeggi ripetuti su accordi diversi, avverto la
somiglianza col "Piccolo preludio in do minore BWV 999"  che chissà quanti di noi avranno suonato nei primi approcci a Bach. E ancora, in certi passaggi dall'andamento discendente, colgo un ricordo della cadenza del primo tempo del "Concerto brandeburghese n.5".
Sono riferimenti dei quali Villa-Lobos ha esaltato soprattutto il ritmo, creando un
brano antico e moderno insieme, uno Studio esuberante e acceso che, per la gioia della nostra giovane fanciulla, potrebbe anche essere danzato!

Buon ascolto!

 

17 commenti:

giorgio giorgi ha detto...

Forse mi sono lasciato influenzare dal tuo racconto, ma la musica che hai scelto mi ha fatto pensare alla parte finale di un bel rapporto d'amore con una grande energia vitale che, simbolicamente, non ha età.

Farfalle Libere ha detto...

Questa bellissima musica ha resuscitato in me ricordi del passato, ricordi di quando frequentavo il liceo e studiavo il latino. Un tuffo piacevole nella memmoria.

Annamaria ha detto...

Hai sempre una grande immaginazione, Giorgio, ma quanto hai detto ci sta. Ed è bella l'idea di una grande energia vitale senza età, proprio come la musica che attraversa il tempo e appassiona ognuno di noi.
Grazie!

Annamaria ha detto...

Che bei ricordi, Caterina! Sono contenta che questa musica te li abbia suscitati, latino compreso!!!
Grazie!

Gus O. ha detto...

Ci sono giovani educati e giovani inaffidabili.
Ho gioito con Heitor Villa-Lobos.
Ciao Annamaria.

Annamaria ha detto...

Certo, Gus! La mia fanciulla danzante era educatissima.
Grazie di aver gioito con Villa-Lobos!
Ciao!

Unknown ha detto...

Ciao Anna , mi hai regalato il piacere di leggere il tuo racconto e la vibrante emozione della musica...che dopo ho tentato anche di ballare....senza riuscirci!! Sono giù d'allenamento, ma mi sono consolata pensando che con "latino" me la sarei cavata meglio. Un abbraccio

Annamaria ha detto...

Ciao Unknown! Il tuo commento mi dà una grande gioia perché lo scopo di questi post è proprio regalare - come scrivi - la "vibrante emozione della musica" e anche un po' di quella leggerezza che ti porta a tentare un passo di danza. Che bello!
Grazie di cuore e un abbraccio a te!!!

Rajani Rehana ha detto...

Beautiful blog

Rajani Rehana ha detto...

Please read my post

Annamaria ha detto...

Thank you, Rajani Rehana!

Marina ha detto...

Quanta maestria in quelle dita sulla chitarra!
Il tuo racconto mi ha fatto sorridere: ci sono cascata e pensavo di raccontarti quanto il latino (lingua classica) sia il benvenuto nella nostra famiglia (mio figlio ne è un appassionato). Invece il ballo latino ci vede un po’ meno entusiasti e preparati! :D

Nella Crosiglia ha detto...

Insolito in effetti questo incontro , interrotto dal dovere del latino inteso come lingua morta, che io pur avendo preso una piccola laurea in lingue, odiavo con tutta me stessa, andando a volt a lezione da un professore spocchioso, che aumentava il disamore per questa lingua morta. Capisco l'entusiasmo per il latino, che rende tutti gli animi" friccicarelli" compreso il tuo brano per chitarra, ( molto brava la ragazza) Con tutta sincerità non avrei trovato nulla del grande Bach, ma qui , provvidenziale entri tu a togliere la mia ignoranza. Abbraccio sempre da stritolo

Annamaria ha detto...

Sul ballo latino, mi trovi del tutto impreparata, cara Marina, mentre il latino come lingua classica è il benvenuto anche per me.
La fanciulla però era simpatica e allora ho giocato sul termine "latino" per dedicarle quel brano. Grazie e buona serata!

Annamaria ha detto...

Hai sentito, cara NELLA, che brava questa chitarrista ? Le sue dita volano, letteralmente. Quanto a Bach, nel brano di Villa-Lobos c'è davvero!
Grazie della tua sincerità e dell'abbraccio da stritolo che ricambio con gioia!!

Luz ha detto...

Che meraviglia. Ogni volta che ascolto virtuosismi del genere, immagino tutto lo studio, i sacrifici che ci sono dietro...
Molto carino il passaggio sul ballo latino! :D

Annamaria ha detto...

Eh sì, tanta bravura nella maggioranza dei casi non si improvvisa, ma comporta altrettanta fatica. Che poi ripaga ampiamente come in questo caso.
Grazie, Luz!!