giovedì 12 luglio 2018

Gli amici tedeschi

Mese di luglio, piena estate, clima già abbastanza caldo e tempo di villeggiatura almeno per alcuni. 
E allora un'aria di leggerezza vacanziera tira anche in questo blog che - se propriamente in ferie non va ancora - si concede tuttavia qualche momento di svago.

Il fatto è che, insieme agli esiti degli esami di maturità usciti in questi giorni con i nomi degli studenti distintisi per i loro risultati eccellenti, si è arricchito anche lo stupidario degli errori candidamente spiattellati da altri e puntualmente riportati poi sui giornali o sul web. 
E leggerli mi ha suscitato una certa ilarità perché, nonostante si tratti talora di vere e proprie sciocchezze, in tanti casi alcuni strafalcioni finiscono per tradursi in battute d'involontario umorismo.

Ignoravo però che esistessero anche stupidari musicali, dedicati alle risposte degli allievi agli esami di musica dalle medie fino al conservatorio.  
Confesso che vi ho letto tali assurdità che, se per un po' mi hanno fatto ridere di gusto - tipo "Le sinfonie di Beethoven sono tre: la terza, la quinta e la nona" - a livelli più alti mi hanno lasciato di stucco, soprattutto davanti a musicisti che muoiono e risorgono a distanza di secoli a piacimento del candidato.
Non intendo tuttavia dilungarmi su certe amenità, ma sottolineare il fatto che, in tempi neppure troppo lontani, a conoscere un minimo di storia della musica non erano solo gli allievi dei conservatori o comunque gli appassionati, ma un po' tutti. Almeno fino a un certo punto infatti, alcune nozioni erano patrimonio comune, a cominciare dall'opera conosciuta a menadito dai nostri genitori e nonni indipendentemente dal loro livello di studi. Verdi e Puccini erano di casa, come pure tanta musica sinfonica, ed era in famiglia che nascevano consuetudini e fiorivano passioni talora anche al di là dell'insegnamento scolastico. Ed era così che un primo insieme di conoscenze passava alle nuove generazioni.
È tanto vero che, citando i brani più famosi, non era neppure necessario ricordarne l'autore. Era ovvio che parlare di "Toccata e fuga in re minore" o di "Variazioni Goldberg" significasse riferirsi a Bach, o che citare la "Jupiter" fosse ricordare una sinfonia di Mozart e l' "Eroica" una di Beethoven. 
Non occorreva precisare che è stato Verdi a comporre "Il trovatore" e Vivaldi "Le quattro stagioni": bastava l' incipit di una romanza o un titolo perchè tutti riconoscessero il compositore.

Oggi però - senza nulla togliere alla competenza di tanti giovani e appassionati cultori di musica e al lodevole impegno di parecchi insegnanti! - in genere la cosa è un po' più difficilotta.
"Il trovatore" qualche volta si è trasformato nel "trovatello", le "Variazioni Goldberg" diventano spesso e volentieri le "Variazioni di Goldberg", mentre Bach è defenestrato dal mondo della musica senza troppi complimenti perchè scambiato per il medico ideatore dei fiori di Bach, appunto! 
Dite che esagero??? Niente affatto. 
Anni fa, ascoltando per caso una frase in cui avevo citato i "Brandeburghesi", una persona mi ha chiesto garbatamente se fossero dei miei amici tedeschi. 
Al momento ho sbarrato gli occhi, però devo confessare che, dopo un primo moto di sorpresa, la cosa mi è piaciuta. In fondo, tra le tante questa è carina, dai! Pensare agli splendidi concerti, pilastri del genio bachiano come a degli amici non è fuor di luogo, nè molto lontano dal vero! 
E capita a volte che siano proprio gli errori a svelarci aspetti inusitati delle cose, dimensioni che magari non avevamo considerato e che, nonostante tutto, arricchiscono il nostro rapporto con esse.

Così, oggi ho scelto un brano di Bach tratto proprio da uno dei miei "amici tedeschi": il terzo tempo, "Allegro", del "Concerto brandeburghese n.5 in Re maggiore BWV 1050".
Rigore e inventiva, ritmo e fantasia caratterizzano questo splendido pezzo in cui flauto traverso, violino e clavicembalo dialogano tra loro alternandosi e sovrapponendosi in precisissimi intrecci. Un po' fuga e un po' giga, con il brio danzante che si addice al movimento finale di una composizione barocca, il brano ci accompagna con la sua energia e ci risolleva l'anima con la sua vibrante vivacità. Proprio come farebbe un amico!

Buon ascolto!

6 commenti:

egle eglissima ha detto...

Grande Bach sempre! Però, abituata anch'io a sentir suonare Puccini sul pianoforte da mio padre o ad ascoltare bambina per radio Verdi con mia madre che mia raccontava la storia del Rigoletto, non mi stupisco che la mia nipotina tredicenne impazzisca per canzonette che non hanno nulla di musicale, ma inorridisco per l'ignoranza di fronte a tanta bellezza come quella delle Fughe di Bach o l'armonia di tante arie dei melodrammi pucciniani. Siamo vecchie? Mah! Pensare che sento alla tv, di fronte ad una nota massima in latino pronunciata da un giudice, a una elegante signora (o s'ignora?), la seguente frase:"Mi spiace, non so l'inglese!".
Bye bye, my dear! Are we old or educated?
Love.

egle

Annamaria ha detto...

Certo che anche scambiare il latino con l'inglese è ben grossa, cara Egle!
Quanto alla musica, intendiamoci, non voglio far torto a nessuno dei tanti giovani e giovanissimi che l'adorano e vi si dedicano con passione, così come tanti insegnanti.
Purtroppo però, l'esperienza dice che certe conoscenze non sono più patrimonio comune come un tempo quando, accanto ai Beatles - solo per citare gli esponenti di maggiore spicco della mia adolescenza - si ascoltava anche Beethoven, Bach e Mozart e l'amore per la musica, prima ancora che a scuola, nasceva in famiglia, come anche tu mi hai testimoniato.
Grazie e buon pomeriggio!!!

frida ha detto...


Divertente ( di quei sorrisi un po' amari ) il tuo ultimo post. In effetti molta della cultura ( e non solo musicale ) anche solo di qualche decennio fa sembra caduta fra i reperti della preistoria. Con questo non voglio dire che non vi siano più persone interessate o preparate, ma si tratta di " singoli " che - per lavoro o per diletto studiano e approfondiscono argomenti culturali vari. Il resto delle persone mi pare invece diversamente orientata ( anche perché - come osservavi tu -
una volta, parte di questa cultura veniva trasmessa in famiglia, mentre oggi - fra il tempo che stringe e gli orientamenti diversi - questo non accade più. Ed è già molto quando rimane in piedi la famiglia!
Comunque, molto bello il pezzo, gioioso e frizzate che pare un augurio ( data l'ora presta ) a trascorrere una buona giornata.

Annamaria ha detto...

Grazie, Frida, di questo bel commento così mattutino! In effetti, hai ragione: il riso che suscitano certe uscite è un po' amaro e se alcuni svarioni si possono perdonare ai più giovani, dopo la situazione è un po' più triste.
Consoliamoci con l'amico Bach e con l'inesauribile ed inestimabile ricchezza della musica!!!
Buona giornata a te!!!

Rossana Rolando ha detto...

Molto simpatico lo spunto degli "amici tedeschi" e profondamente vera la conclusione che se ne ricava:
"E capita a volte che siano proprio gli errori a svelarci aspetti inusitati delle cose, dimensioni che magari non avevamo considerato e che, nonostante tutto, arricchiscono il nostro rapporto con esse."
Grazie e buona giornata.

Annamaria ha detto...

Grazie, Rossana!!!
Sì, a volte certi errori ci offrono lo spunto per riconsiderare le cose e coglierne lo spessore. Come in questo caso in cui il riferimento agli amici ci aiuta a scoprire la ricchezza anche umana che si cela nella musica.
Buona serata!!!