domenica 7 maggio 2017

L'infinito garbo della musica

"Suonatore di flauto" - Tomba dei leopardi - Tarquinia
Oggi inizio con una domanda, un interrogativo semplice semplice che tuttavia può stimolare qualche piccola riflessione.
Perchè ci avviciniamo alla musica e che cosa andiamo cercando in essa?
  
Una terapia dell'anima? 
Un coinvolgimento dello spirito capace di farci vivere ora serenità e pace, ora trascinanti passioni? 
Un ritmo che riempia di entusiasmo ed energia la nostra quotidianità? 
Una scintilla che ci apra il cuore facendo sgorgare da noi mille vite che neppure immaginavamo di possedere???

Penso tutte queste cose insieme e ancora di più. 
Talora ci si avvicina alla musica per godere del puro piacere dei suoni, talaltra in cerca di riposo o divertimento, ma spesso per appagare la nostra tensione verso un'armonia più profonda. 
A condurci verso il mondo delle note è il desiderio a volte inconscio di ritrovare un' antica, originaria sintonia con noi stessi e col creato che - lo sentiamo - è sostanziato di musica. Esiste infatti un'affinità profonda tra l'essere umano e il mondo dei suoni non solo perché tutta la natura ne è pervasa e con essi ci parla, ma perché forse il suono è addirittura all'origine del mondo. Forse l' input che ha dato - per così dire - il la all'universo è stata una nota, un'energia la cui vibrazione si è propagata come un'onda sonora che ancora non ha fine.

La cosa non è molto lontana dal vero. Recenti ricerche di un gruppo internazionale di scienziati stanno infatti scoprendo che il big bang da cui si è originato l'universo avrebbe proprio un suono, una vibrazione paragonabile a quella di un flauto. Così pure, altri studiosi hanno appurato che la realtà fisica è governata da ordini geometrici basati su frequenze di suono e che la materia probabilmente si è formata rispettando un'armonia musicale. 
E sempre a un suono primordiale fa riferimento - per esempio - San Giovanni nel prologo del suo Vangelo quando esordisce dicendo: "In principio era la Parola". Discorso affascinante e complesso che ora mi limito ad accennare, ma che meriterebbe ulteriori studi e approfondimenti.

Penso quindi che nella musica si vada cercando quella con-sonanza tra noi e il creato intero che essa ci aiuta a cogliere, come se l'ispirazione dei compositori attingesse ad una fonte viva nell'energia dell'universo e ce la regalasse nei modi e caratteri che la multiforme fantasia della musica suggerisce. Tra questi, il suo infinito garbo. 
Garbo, sì: non solo il fuoco, la tempesta o il tormento di tante mirabili opere, ma anche la brezza leggera, quella carezza che spesso agisce su di noi e sulla nostra anima con un tocco di lieve e terapeutica discrezione. 
Si tratta di un particolare sguardo sulla realtà che ce ne restituisce dolcemente lo splendore e l'incanto, simile al gesto di una persona amica che ci accompagna piano, con mano ferma e insieme leggera.

E parlando di garbo, come non pensare a Mozart
Non si tratta tuttavia - a mio modesto avviso - dell'attitudine galante e salottiera che ha reso famosi svariati suoi brani, o almeno non solo di quella. Ma il suo garbo è proprio uno sguardo tutto interiore sulla vita, una sorta di eleganza e levità del cuore che ricompone luci ed ombre dell'esistenza in una visuale di supremo equilibrio.
A questo proposito, uno dei tanti esempi mi pare possa essere rappresentato dalla "Sinfonia in La maggiore n.29 K.201" della quale oggi vi propongo l'"Allegro" iniziale.
Vi si avverte subito la freschezza del compositore appena diciottenne insieme - qua e là - all'eco dei luminosi concerti per violino scritti proprio in quegli anni. Infatti, fin dall'esordio il pezzo è venato di stupore, pervaso da un senso di attesa gioiosa che la musica dispiega poi con qualche passaggio ombroso, ma senza mai ferire. Mentre più spesso si dipana con una vivacità ricca di fremiti e una concitata leggerezza creata dalle frequenti note ribattute.

Un garbo che è misura e che si traduce anche in una mirabile chiarezza compositiva: basta osservare la partitura orchestrale che ci offre la clip-video. Sappiamo tutti quanto Mozart sia famoso per la sua scrittura musicale nata spesso di getto e già perfetta, senza necessità di correzione alcuna. Ma qui mi pare di leggervi ancora di più: non occorrono particolari competenze per notare con quale limpido ordine, nitidezza ed equilibrio sono strutturate le varie parti strumentali. 
E anche tale costruzione mi sembra specchio di uno spirito toccato dalla grazia di una suprema armonia.

Buon ascolto!

16 commenti:

Pia ha detto...

Carissima Annamaria,
grazie del tuo sempre graditissimo saluto da me.
Come sempre apprezzo molto le cose meravigliose che scrivi.
Un forte abbraccio e buona settimana. Ciao.

Annamaria ha detto...

Grazie di essere passata di qui e del tuo apprezzamento, cara Pia!
Un grande abbraccio di buona settimana a te e a presto!!!

egle eglissima ha detto...

Molto interessante la tua pagina. Potrebbe stupire, ma non mi stupisce. Quando ero bambina e magari in un momento di solitudine in un bosco dove si soleva andare durante le passeggiate delle vacanze estive, nel silenzio sentivo musica bellissima, anche simile a quella di Mozart che tu posti. Mi trovai a parlarne con un'amica qualche anno fa (lei è un medico, non una musicista anche se canta molto bene) e mi confessò di avere avuto la medesima esperienza durante l'infanzia. Io penso che questa musica cosmica (un azzardo definirla così?) poi resti nella mente e nel cuore dei grandi musicisti che sono in grado di comporre ed eseguire pezzi eccellenti che ci trasportano in un'altra dimensione, forse quella da dove arriva la musica.
Grazie Annamaria cara.
Un abbraccio.
egle

Luigi ha detto...

cara Annamaria, mi hai fatto pensare alla musica che sentiremo in paradiso, se avremo un giorno la grazia di andarci; provo ad immaginare quale melodia "celestiale" allieterà l'eterna beatitudine!!!
Un sorriso

frida ha detto...



Cara Annamaria, ti dirò, non finisci mai di stupirmi: che tu scriva tecnicamente bene e sempre col cuore, è un fatto che ho rilevato da sempre ( e che più volte ti ho anche comunicato ). Ma con questo " pezzo" ( e apposta lo chiamo così! ), secondo me ti sei superata!
Ma ancora di più ( e qui mi sbilancio ) : il tuo brano - per il contenuto profondo, la leggerezza del tocco e per quanto arriva al cuore - mi pare addirittura " terapeutico". tanto quanto - e in modo diverso - è la musica di Mozart. Almeno, così è l'effetto che mi fa.
E puoi credermi, giusto perché sai che non sono avvezza a dire cose che non sento
nè tantomeno a fare complimenti da salotto...
Sai che potresti scegliere i brani che " senti" di più, raccoglierli e pubblicarli?
Ne uscirebbe un bel libro, con la " dote" del garbo. Come piace a te.

Annamaria ha detto...

Non credo, cara Egle, che quanto scrivi a proposito di una "musica cosmica" sia un azzardo. Recenti studi stanno ipotizzando che l'intuizione e la sensibilità dei grandi artisti capti, anche in modo inconsapevole, delle informazioni presenti in un'altra dimensione. Discorso complesso, ma affascinante.
Grazie e un grande abbraccio di buona serata!!!

Annamaria ha detto...

Oh sì, Luigi! La musica in paradiso non può mancare, ma io mi spingo anche oltre. Ammesso che riesca ad andarci.....pregusto la gioia di conoscere Bach e Mozart, ma soprattutto di manifestare loro una sconfinata gratitudine per come hanno reso bella la vita!!!
Grazie e un sorriso a te!!!

Annamaria ha detto...

Grazie davvero con tutto il cuore, cara Frida, delle tue parole che vengono - lo so bene - da una profonda schiettezza!
Terapeutica è la musica, soprattutto certa musica. E più la si ascolta e la si vive fin quasi - oserei dire - a sentircela scorrere nelle vene, più anche il nostro modo di raccontarla può diventare altrettanto vivo e terapeutico. Ma ciò dipende anche dalla sensibilità di chi legge e dalla sua capacità di ascolto interiore. E di questa, doppiamente, ti ringrazio!!!
Quanto alla proposta di scegliere e pubblicare una selezione di brani...non so, forse non è ancora il momento. Ma ti prometto che ci penserò.
Un forte abbraccio!!!

Anonimo ha detto...

In accordo con ciò che scrivi sul suono generatore del mondo un'interpretazione rabbinica sulla Parola creatrice dice che Jahve colpì il vuoto con il suono potente delle Sue parole (la lingua ebraica è ricca di questi forti suoni) e benché le onde sonore non siano trasmettibili nel vuoto per un mistero dei più segreti fu proprio questo suono a far vibrare il punto scintillante origine della creazione.
Mi piace pensare che questo suono aleggi ancora nell'universo e crei melodie avvertite da sensibilità artistiche che riescono a trasformarle in note musicali.
Grazie cara Annamaria come sempre per ciò che scrivi e per la musica che ci proponi.
Un abbraccio
Rosi

Annamaria ha detto...

Grazie, cara Rosy, di questo tuo commento che arricchisce il discorso con uno splendido contributo. Quello di un suono originario generatore del mondo al quale attinge la sensibilità degli artisti è un argomento senza dubbio da approfondire, ricco di interesse e di fascino.
Ti abbraccio e ti auguro buona serata!!!

Stefyp. ha detto...

Cara Annamaria, stupenda proposta anche questa settimana! Mentre ascoltavo questo brano mi è venuto da pensare a "Sogno di una notte di mezza estate" di "W.Shakespeare, mi sono vista i folletti dispettosi di questa opera teatrale... forse proprio per la vivacità, la leggerezza del brano o forse perchè la musica ha il potere di sollecitare l'immaginazione, di trasportarci in mondi parallelli. Certamente è coinvolgimento. Ha, su di noi, effetti terapeutici, proprio per la sua capacità di strapparci dai ritmi del quotidiano,di farci sognare, e soprattutto, la cosa più importante, di farci entrare in comunicazione con noi stessi.
Grazie per questo momento di trasporto. Un abbraccio, e buona giornata a te, Stefania

Annamaria ha detto...

Grazie, Stefania, del tuo ascolto e delle tua immaginazione. Il brano è vivace, leggero, coinvolgente e lo sccpo principale della sua "terapia" mi pare proprio - come tu hai scritto - quello di farci entrare in comunicazione con noi stessi, come del resto tante altre pagine di Mozart. Una musica che porta via, ma per farci tornare a noi in modo più pieno e profondo.
Ancora grazie e un abbraccio di buon pomeriggio!!!

Nella Crosiglia ha detto...

La musica mia cara , molto bello questo tuo post , ma dire che è una componente essenziale di noi stessi anche senza che noi ce ne avvediamo , mi sembra cosa molto ovvia.Tutto ha un suono, una vibrazione, un campanello d'allarme che ci fa mettere le ali alla nostra anima, o colpire talmente profondamente il nostro corpo da non saperlo spiegare , perchè cosa naturale e talmente ovvia da non essere talvolta neppure avvertita
Bellissimo post e la scrittura del nostro Mozart vibra già senza donarci una nota di un'armonia che riusciamo a sentire.
Ti stringo da stritolo!

Stefano ha detto...

Cara Annamaria
Bellissimo post con una interessante domanda.
Per me ascoltare musica è un sentimento che mi crea emozioni interne, ma specialmente quando sento alcuni brani o autori che mi piacciono!
Ecco, per esempio, i brani di Mozart mi coinvolgono. Comunque brava, come sempre!!!
Un caro abbraccio.
Stefano G.

Annamaria ha detto...

Sì, cara NELLA, è cosa molto ovvia che la musica sia una componene essenziale del nostro essere e immagino che lo sia a maggior ragione per te che della musica e della danza hai fatto il centro della tua attività artistica.
Ed è altrettanto vero che tutto ha un suono che può mettere ali alla nostra anima....
Bellissimo e vibrante il nostro amico Mozart!
Grazie e un abbraccio grande!

Annamaria ha detto...

Grazie, Stefano!!! Certo, ciascuno di noi ha autori che s'incontrano e si fondono più intensamente di altri con la nostra sensibilità, come se la loro musica fosee in qualche modo misteriosamente in noi e la ritrovassimo, ritrovando insieme una parte di noi stessi.
Un caro abbraccio a te!!!