giovedì 10 novembre 2016

Un caffè a Visso

Visso: Chiesa di S.Agostino e Collegiata di S.Maria
Come talora mi è già accaduto, non riesco a passare oltre senza soffermarmi per qualche momento sul brano della volta scorsa, in questo caso il mirabile "Crucifixus" di Antonio Lotti.
Spero che lo abbiate ascoltato e riascoltato
In caso contrario, fatelo ora se potete, lasciando che il suo splendore polifonico vi pervada in ogni sua sfumatura.

Inizia sottovoce il canto, quasi un'introduzione per enunciare il tema che verrà successivamente ripreso, ripetuto e scavato fino a farne emergere ombre e luci, dolcezza e grido in un crescendo di struggente intensità. 
E l'alternanza di passaggi tra l'iniziale tonalità di do minore e quella maggiore con cui - tra l'altro - il brano si conclude, ci apre prospettive sempre nuove tra il dramma e la speranza, in una meravigliosa fusione di voci. Un pezzo di altissima espressività che va ben oltre la portata di tante parole, inutili - del resto - di fronte all'incombere del dramma.

Visso: panorama
Tuttavia, oggi mi permetto di condividere qui un ricordo di parecchi anni fa che mi riporta proprio ad alcuni paesetti devastati dal recente terremoto e in particolare a Visso.
Devo tornare indietro all'estate del 1994, una stagione per me difficile, segnata da problemi di salute in famiglia.  
Niente vacanze quindi, ma solo assistenza a chi ne aveva bisogno.  
Poi, quando l'orizzonte si era un po' schiarito, prima che ricominciasse la scuola, io e mio marito tra i vari impegni ci eravano ritagliati tre giorni liberi - quasi una fuga - ed eravamo andati in centro Italia.

San Severino Marche, Tolentino, Ussita, Norcia....sono luoghi che ho visitato allora e porto nel cuore da quell'estate.  
Ci eravamo riempiti gli occhi e l'anima del loro splendore, della dolcezza del paesaggio e - dopo mesi di pressanti incombenze - quel viaggio, pur nella sua brevità, ci aveva regalato la gioia di una dimensione in cui perdersi, lasciandosi semplicemente vivere e ritrovando il gusto del quotidiano.
Ricordo la pacificante serenità di una mattina trascorsa indugiando tra le bancarelle del mercato a San Severino Marche, nella splendida Piazza del Popolo dalla forma simile a un fuso e più tardi nel chiostro del Convento di San Domenico. Un tempo tranquillo per ritrovare il proprio ritmo interiore insieme al luminoso e rassicurante respiro della bellezza.

Visso: chiostro della Chiesa di S.Agostino
E poi Visso.
E' che davvero ero tornata a vivere, che mi ero sentita pervadere di nuovo da un senso di gioiosa leggerezza, mentre prendevamo un caffè seduti in piazza, godendoci il sole del primo pomeriggio sotto un cielo terso come nella foto in alto.
Nella pace luminosa di quella piazzetta, avevo avuto l'impressione che il tempo si fosse dilatato e - in realtà - è proprio il tempo dell'anima che certi luoghi sanno risvegliare per restituirci un incanto capace di nutrirci anche a distanza di anni.

Visso: il centro
Di quel giorno ricordo tutto, persino com'ero vestita: una lunga e morbida gonna a fiori che portavo sempre in viaggio per la sua praticità. 
E se talora desidero riandare a un momento di profonda serenità, è lì che il cuore mi riconduce, tanto mi aveva afferrato e restituito alla vita il fascino di quel borgo di pietra chiara incastonato nel verde.
Per questo, quando l'onda di terremoti degli ultimi mesi ha devastato anche Visso - nonostante nutra la certezza che la tenacia degli abitanti saprà riportare ogni angolo al suo primitivo splendore - mi è sembrato di aver perso una parte di me.

Oggi però - dopo il dolore e lo sgomento, dopo il lamento e il grido - desidero lasciare spazio alla speranza con un brano ricco di aperture: il secondo movimento, "Adagio", dalla "Sinfonia n.4 in Si bemolle maggiore op.60" di Ludwig van Beethoven (1770 - 1827).
Si tratta di un pezzo che - come sempre accade - si compone di due elementi fondamentali, talora alternati, talaltra sovrapposti: il ritmo di fondo e il tema. Qui, fin dall'inizio, intrecciato alla soavissima melodia, è il ritmo a colpirci: puntato, scandito con forza, quasi ad esprimere una pulsazione ansiosa, una tensione che sembra prevalere su tutto. Poi, dopo passaggi fortemente drammatici, tale tensione gradatamente si smorza per lasciare spazio alla melodia. 
Di nuovo ancora il brano si snoda in un'alternanza tra momenti di forte drammaticità e altri più sereni, finchè il tema finisce per prevalere, dipanandosi con una delicatezza e una leggerezza ariosa quasi simile a una danza.
Una musica forte come un dramma e dolce come la speranza che tanta bellezza ferita torni a splendere non solo nell'onda del ricordo, ma anche nella realtà.

Buon ascolto!
 

12 commenti:

frida ha detto...



La tua esperienza, cara Annamaria, è una testimonianza che fa riflettere sul " poco e sul molto" che la vita a ciascuno assegna. Godiamone - quando e possibile - e siamo solidali - quando è un dovere- esserlo.
La tua musica ( come sempre ) mi accompagna.


frida

Annamaria ha detto...

Grazie di essere passata qui e del tuo commento, cara Frida.
Sono felice che la musica ritmi anche il tuo cammino.
Sto facendo un giro nel tuo blog: quanta ricchezza umana e culturale...è stupendo!
Buona serata!!!

Nella Crosiglia ha detto...

Musica stupenda che tra chiari e scuri da adito alla speranza ma anche al timore della realtà, come questa tua splendida esperienza , purtroppo macchiata dalla possibilità della distruzione..
Un bacio enorme cara amica mia!

Annamaria ha detto...

Sì, cara NELLA, è proprio una musica che non ignora la tensione: quel ritmo in certi passaggi è come un battito di cuore ansioso. Ma poi dolcemente si fa danza e soavità.
Speriamo, mia cara, che la serenità abbia il sopravvento anche per questi paesi così tormentati.
Abbraccio da stritolo, naturalmente!

egle eglissima ha detto...

Che bello il racconto del tuo breve viaggio nello snodarsi dei paesi magici del Centro Italia. Anch'io ne conservo un ricordo molto bello. E ora tutto quel patrimonio non esiste più, raso al suolo da un terremoto crudele. Mi consolano l'opera dei volontari e la generosità di tanti italiani. E questa speranza di rinascita la si ritrova anche nel pezzo del nostro grande Beethoven che ci regali.
Grazie, cara. Un abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Speriamo davvero, cara Egle, in una rinascita di questi paesi, che la bellezza ferita possa risplendere ancora, anche se lo sciame sismico continua anche oggi....
Grazie e buon pomeriggio!!!

Elle ha detto...

Non conosco molto quella zona, sono stata solo ad Assisi, dopo il suo terremoto era stata ricostruita, spero che si ricostruiscano presco anche i paesi delle Marche colpiti stavolta, e che tutte le persone tornino alla vita, come sei tornata alla vita tu durante quel tuo viaggio. Sei stata molto poetica nel raccontarlo, il giusto accompagnamento per questa musica che hai scelto. Continuo ad ascoltare, ciao Annamaria :)

Annamaria ha detto...

Grazie, cara Elle!!! Il centro Italia ha sempre esercitato su di me un grande fascino, dalle città più grandi ai centri più piccoli. Sarà che abito in pianura e i paesaggi collinari hanno per me un che di fiabesco. Ma senza dubbio è anche la straordinaria ricchezza artistica che troviamo in queste regioni, senza nulla togliere al resto del nostro Paese. C'è uno splendore che ti resta dentro.
Speriamo che questa ondata di terremoti abbia fine....
Sono felice che ti piaccia la musica che ho scelto, continua,continua ad ascoltare e grazie!!!!

Stefyp. ha detto...

Cara Annamaria, eccomi qui di nuovo, per riprendere da dove ho lasciato. Grazie per questo bellissimo viaggio nel ricordo, grazie per questa musica che mi ha catturato. Bellissime le sua alternanze ritmiche, i passaggi tensivi racchiusi in una melodia di fondo di struggente dolcezza, abbandonarmi ad essi è stato piacevolissimo, mi sono trovata a pensare e ad associarli ai moti spesso altalenanti dell'animo umano. Certamente un brano che parla al cuore.
Un abbraccio a te, e buona serata, Stefania

Annamaria ha detto...

Cara Stefania, bentornata prima di tutto!
Poi mille grazie e non solo di questo commento: ho visto infatti che nel tuo profilo su Google+ hai condiviso diversi miei post!....
E poi la musica, sì...parla al cuore davvero e grazie di aver ascoltato questo brano con profonda sensibilità.
Ti abbraccio e ti auguro anch'io buona serata!!!

Stefano ha detto...

Cara Annamaria
Anch'io conosco bene quei splendidi paesi e borghi distrutti,
perché ho fatto il militare in Umbria; poi sono ritornato
diverse volte da turista. E' molto triste, ma spero nella rinascita
di quei luoghi. Il brano musicale che hai scelto è da sogno!!!
Grazie. Un carissimo abbraccio. Stefano G.

Annamaria ha detto...

Speriamo tutti, caro Stefano, nella rinascita di questi splendidi luoghi, nonostante le cronache quotidiane parlino ancora di scosse...
Sì, Beethoven è da sogno!
Grazie a te, un abbraccio e a presto!!!