venerdì 7 ottobre 2016

Un viso pensoso di fanciulla

Andrea Mantegna: "Presentazione di Gesù al tempio"
Prima di lasciare che i ricordi delle mie scorribande estive svaniscano nella bruma autunnale, desidero regalarvi lo splendore di un dipinto che ho avuto la possibilità di ammirare lo scorso agosto a Berlino.

Si tratta di una tavola di Andrea Mantegna (1431 - 1506), conservata in quello scrigno di tesori pittorici che è la Gemaldegalerie, luogo veramente magico non solo per il pregio delle opere esposte, ma anche perchè ve ne sono numerosissime di artisti italiani. 
Si procede infatti attraverso un itinerario di bellezza che da Giotto conduce al Beato Angelico, a Masaccio, al Mantegna, e poi a Crivelli, Botticelli, Raffaello, Tiziano, Caravaggio, solo per citare alcuni dei pittori più rappresentativi.  
Una raccolta ben più ampia di quanto riportasse la mia guida e che è stata per me fonte di sorpresa ad ogni sala.  
Che gioia poter contemplare dal vivo la "Dormitio Virginis" di Giotto, incantarsi di fronte al "Trittico del giudizio universale" dell'Angelico o ritrovare predelle di antiche pale d'altare, conosciute solo sui libri di storia dell'arte magari nei lontani tempi del liceo!

Ma torniamo al Mantegna
Insieme alla "Madonna col bambino dormiente" e al "Ritratto del Cardinale Ludovico Trevisan", sono rimasta particolarmente affascinata dalla tavola che raffigura la "Presentazione di Gesù al tempio".
E' un dipinto del quale a tutta prima colpisce la severità, forse per lo sfondo scuro e i colori contrastanti ma non vivaci che vanno dal nero a una svariata gamma di beige.
Ma a restare impressi sono poi i volti dei personaggi che - come sempre in Mantegna - hanno una profonda espressività in cui dolcezza e forza, severità e malinconia si fondono in modo mirabile.  
Sono i contrasti che essi manifestano a costituire - a mio avviso - gli elementi più vivi del quadro, contrasti molteplici che si colgono tra il volto di una giovanissima Maria e quello dell'anziano Simeone, insieme a differenze di sguardi, di espressione, di atteggiamento
Simeone che accoglie il bambino e Maria che sembra trattenere a sè il piccolo col gesto della mano. Il volto barbuto e autorevole del sacerdote, i suoi occhi severi, quasi corrucciati, e quelli della Vergine pensosi e forse un po' smarriti, nel viso di fanciulla che stringe a sè un bimbo avvolto in fasce da morticino.

Una rappresentazione dalla quale traspare un reiterato richiamo alla morte: nella fredda cornice marmorea in cui la scena è inserita, nel Bambino stesso, nel nero dello sfondo ripreso anche dal manto di Maria e nello sguardo di Simeone che sembra attraversarla, mentre le predice che una spada le trapasserà il cuore.
Anche i volti dei personaggi in secondo piano che emergono dall'ombra, riflettono la consapevolezza di un dramma al quale la Vergine pare offrirsi con la semplicità e il candore pensoso del suo volto di fanciulla.
Un dipinto pieno di compostezza e di silenzio, nel quale il rilievo statuario delle figure e i tocchi di raffinatezza nei panneggi damascati, se accrescono la solennità della scena, non distolgono però dalla percezione di un senso di tristezza.
Giovanni Bellini: "Presentazione al tempio"
Atmosfera che risulta ancor più evidente se si confronta questa tavola con quella di Giovanni Bellini qui a lato - conservata a Venezia presso la Fondazione Querini Stampalia - che prende spunto proprio dal Mantegna. L'opera ha infatti una struttura compositiva molto simile, ma tinte vivaci che rivelano una diversa sensibilità luministica e coloristica che si avvicina di più ai caratteri della pittura veneta.

E per passare alla musica, confesso che - prima di scegliere la clip audio - sono stata molto incerta, non perchè manchino composizioni ispirate a Maria, anzi, ma perchè da giorni mi risuonano dentro le note di quel canto sublime e famosissimo che è "La Vergine degli Angeli" tratto da "La forza del destino" di Giuseppe Verdi (1813 - 1901).
Non so se un brano simile si possa accostare a un tema come la presentazione al tempio, probabilmente no. Sarebbe più adatto per una festa dell'Assunzione, magari a commento di uno dei tanti dipinti dove Maria è portata in cielo proprio dagli angeli. 
Ma - lo scrivevo prima - in questi giorni le note del coro verdiano hanno continuato ad avvolgermi con il loro fascino dolce e forte, con la delicatezza dei sottovoce e la potenza dei crescendo.  
Allora eccolo, per voi e per me: un coro lieve come una brezza e intenso come una preghiera. Un canto nato tra le nebbie padane, dolce e forte, pervaso da quella fusione di robustezza e malinconia che è il segreto della musica di Verdi ma che - in fondo - possiamo leggere anche in queste immagini del Mantegna.

Buon ascolto!

12 commenti:

egle eglissima ha detto...

Grandioso il Mantegna che ci proponi. Grandioso sempre. Le bellezza delle sue opere presentate bisogna ammirarla all'estero. E perché non nel nostro paese? Ricordo un amico amante dell'arte che, ad ogni furto di quadri importanti diceva: "Almeno li vedremo esposti degnamente." Rammento la guida cinese che invitai a Milano e sbarrò gli occhi, mentre io provavo vergogna, nel vedere cataste di quadri per terra a Brera.
Molto in armonia il coro verdiamo che accompagna la tua bella pagina.
Grazie, cara Annamaria. Ti abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Grazie, cara Egle! Per quello che ho visto, abbiamo molti Mantegna anche in Italia, dalla camera degli Sposi a Mantova ai vari dipinti conservati a Milano a Brera, alla pala di San Zeno a Verona e anche a Venezia. Poi, sulla positività o meno di certi allestimenti espositivi non mi pronunzio, ma so che ci sono state polemiche anche per la nuova collocazione del Cristo morto. In effetti, quanto ho visto a Berlino era esposto più che degnamente!!!
Un abbraccio sulle note sublimi di questa pagina di Verdi!!!

Luigi ha detto...

Cara Annamaria, come sempre i tuoi post sono un esempio di grazia e sensibilità: splendido il dipinto di Mantegna e meraviglioso il brano di Verdi; pensa che Mantegna è di casa qua a Verona, e raggiunge il suo apice nella magnifica pala d'altare della basilica di san Zeno.
Verdi è stato il primo musicista che mi ha affascinato da bambino, con il preludio della Traviata, che mia mamma mi faceva ascoltare spesso.
Ti auguro uno splendido fine settimana

Nella Crosiglia ha detto...

Sempre centrata e sorretta da questa tua sensibilità così espressiva e palpitante da farci amare tutto quello che posti.
Si in effetti il Mantegna ha un che di previsione funesta contrapposto alla dolcezza e all'innocenza della vergine.E lacosa che mi hai fatto notare è verissima, chi circonda il tutto è come volesse darci un presagio di morte e sacrificio.
Ben diverso il Bellini che pur , si può dire?, copiando il Mantegna, ne ha dato un tratto diverso..compreso le mani pronte a prendere il bambinello e i visi e colori vividi degli astanti.
Vivace ma nello stesso tempo foriero di sorprese la parte musicale che può essere interpretata in vari modi: o un inno al dolore virginiano o un ode per questa donna con suo figlio martire e per tutte le sofferenze che dovrà patire.
Post sublime!
Un abbraccio da stritolo!

Elle ha detto...

Artista a tutto tondo, sei, cara Annamaria. Della pittura e dell'arte in genere, mi sentire la voce di chi sa cogliere qualcosa che va oltre; io invece mi limito ad osservare, da profana, come è stato realizzato il dipinto. Insomma mi sarei limitata a constatare i colori scuri ;) Idem per la musica, ascolto la melodia, individuo l'ingresso in scena di un nuovo strumento e me la godo. Stop.
Fortuna che tu mi illumini :)
Buona serata!

Annamaria ha detto...

Grazie, Luigi! Ho presente la splendida pala in S.Zeno a Verona, la prima volta mi ci hanno portato in gita scolastica. Quanto a Verdi, adoro anch'io il preludio della Traviata e proprio come te l'ho sentito da bambina perchè anche i miei genitori amavano l'opera.
Buom pomeriggio domenicale e buona settimana!!!

Annamaria ha detto...

Non sbagli, cara NELLA, quando dici che Bellini ha "copiato" dal Mantegna. Dopo alcune incertezze, i critici hanno infatti collocato cronologicamente la sua tavola dopo quella del Mantegna dal quale ha ripreso l'impostazione. Ma non ti sono sfuggite neppure le differenze.
Bellissime poi le tue osservazioni sul brano di musica che integrano molto opportumanemte quanto ho scritto.
Grazie di cuore!!!

Annamaria ha detto...

Sono felice, cara Elle, che musica e immagini ti abbiano toccato.
Dici di essere una profana in queste cose...io non credo. Si comincia tutti così come te, osservando semplicemente con gli occhi, e già non è poco. Poi la consuetudine e il tempo ci abituano a vedere e ascoltare col cuore...e sono certa che accadrà anche a te!!!
Grazie e un abbraccio!!!

Mariella ha detto...

Come sempre riesci ad arricchirci con la tua sensibilità e cultura, in maniera chiara e semplice.
Mi riconosco altamente ignorante, sia in pittura che in musica e devo dire che l'unica cosa notata dal mio sguardo profano era la cupezza degli sguardi e il nero funereo che avvolgeva tutto.
Grazie a te sono riuscita ad andare oltre.
Bellissimo il brano che hai inserito a completamento del post. In perfetto clima da Festival Verdiano!
Un abbraccio e buona domenica.

Annamaria ha detto...

Sì, Mariella carissima! "La Vergine degli Angeli" è uno dei brani più sublimi di Verdi e resterà nel cuore anche a te.
Ti ringrazio per la chiarezza e la semplicità che mi attribuisci. Sono proprio gli obiettivi che mi pongo e che tento di raggiungere ogni volta che mi metto a scrivere per condividere musica o altro. Però non so se ci riesco sempre....
Un abbraccio di buona settimana!!!

Stefyp. ha detto...

Cara Annamaria, sono un po' profana, sia in pittura che in musica, apprezzo l'arte in tutte le sue forme, ma non ho una vera preparazione in merito, pertanto molto spesso non riesco a cogliere molto le sottigliezze, cosa invece che tu sai fare benissimo. Secondo me pur nei toni cupi e scuri, trovo grandioso il Mantegna, la tela presenta tratti, per esempio sulla veste di Maria e il mantello di Simeone, curati e precisi. Altrettanto affascinante Verdi in questa ode che ha la solennità che ben si addice al quadro del Mantegna. Bellissimo tutto, è stato bello leggerti e farsi trasportare da questa musica divina. Un abbraccio Stefania

Annamaria ha detto...

Non mi pare cara Stefania, che tu sia profana in certe cose, perchè il tuo commento testimonia un notevole spirito di osservazione.
Mantegna. certo, è sempre grandioso e sono contenta che anche a te piaccia quest'associazione con il brano di Verdi decisamente divino....
Un caro abbraccio!!!