mercoledì 4 maggio 2016

Basta una nota...

Dal "Requiem in do minore" di Cherubini
Ci sono talora giornate piene di grigiore in cui il paesaggio è spento, l'aria ferma, il cielo coperto o denso di foschia.
Poi, accade che un raggio di sole filtri piano da una nuvola, e quando poi la luce piove di cosa in cosa, gli oggetti cominciano a prendere rilievo, gli spazi vengono scanditi nella loro prospettiva, nel loro spessore e il panorama sembra riprendere vita e forma.

Così è per tutto il resto. Anche in un dipinto, basta un tocco di luce o di colore più vivo ad animare tutta la rappresentazione, o una tesserina blu oltremare ad illuminare un antico mosaico, o il fondo oro di certe icone a donar loro un particolare splendore. E' sufficiente talora una sola sfumatura a cambiare l'atmosfera di un paesaggio o di un'immagine, a farne risaltare l'insieme, a renderla unica.

Ma è così anche in musica. Tutti conosciamo i cambiamenti creati dai passaggi di tonalità, soprattutto se da una frase musicale in maggiore passiamo in minore o viceversa: dalla gioia alla tristezza o più ancora da un'ombrosa malinconia a una serena luminosità. L'abbiamo osservato in numerosi brani, ma spesso è evidente anche in poche battute e a volte basta una sola nota per aprire un mondo totalmente nuovo.

Per questo, oggi vi chiedo di tornare per qualche momento al pezzo pubblicato lo scorso Venerdì Santo: l'Introitus del "Requiem in do minore" di Cherubini che potete ritrovare subito cliccando qui.
Si tratta di una composizione di rara bellezza, intima e drammatica al tempo stesso, e originale rispetto ad altre simili sia perchè non prevede voci soliste, sia per un certo timbro scuro dell'organico orchestrale dovuto alla mancanza dei violini. Ma non intendo farne qui una presentazione che lascio a chi ha competenze più ampie, quanto invece condividere con voi le mie impressioni su di un semplice passaggio che da giorni mi affascina.

La musica esige tempo, ma ripaga sempre. 
Così, riascoltando il brano, nello splendore dell'intero Introitus mi sono accorta di una frase musicale che a me pare di un incanto assoluto, esattamente tra i 2,45 e i 3 minuti circa dall'inizio.
Qui infatti, dopo un crescendo in tonalità minore, si apre una parte in maggiore; ma il culmine del passaggio, pur preparato dalla crescente intensità orchestrale, si risolve poi tra due soli accordi dai quali emergono soprattutto le due note del soprano: un mi bemolle e un mi naturale, proprio come si vede dalla foto in alto.  
L'ascolto è certamente più chiaro delle mie parole e vi si coglie bene che il mi bemolle - anche se è seguito da una pausa con la corona che ne prolunga l'eco - in realtà non è la conclusione, ma l'apice della frase musicale precedente e, dopo la pausa, questa prosegue con il mi naturale in un'atmosfera completamente diversa.
Solo due note, vicine per giunta, ma cambia un mondo come se dal buio passassimo alla luce. Sembra quasi di arrivare, dopo un'aspra fatica, in cima a un monte e di lì contemplare un paesaggio nuovo e rasserenante, mentre la tristezza precedente si scioglie in un clima di straordinaria soavità.
E come spesso accade, testo e musica si fondono ad arricchirsi reciprocamente di senso ed è indicativo che ci troviamo all'interno del Requiem proprio dove si canta "...exaudi orationem meam, ad te omnis caro veniet", segno non di una fine, ma di un approdo, un'apertura, un incontro.

Dal "Requiem" di Mozart
Ma mi piace ricordare qui anche un altro passaggio musicale per me molto significativo, in un genere di composizione simile alla precedente, ma dal clima in parte diverso.
Sto parlando sempre di un "Introitus", ma questa volta mi riferisco al "Requiem in re minore K.626" di Mozart.  
Nella struggente malinconia della parte introduttiva dove l'orchestra sembra quasi riprodurre i singhiozzi di un pianto, a un tratto un'apertura ci illumina disegnando non la fine, ma una prospettiva di luce.
Dopo l'esordio in tonalità minore, si passa infatti in maggiore ed esattamente a 1,34 dall'inizio della clip audio il coro canta "et lux perpetua...".  
Si tratta di un grido forte, sostenuto e - come si vede nella foto della partitura qui sopra - la prima volta risuona in fa maggiore, ma poi è ripetuto su di un accordo di settima (quello col mi bemolle) che non chiude la frase musicale, ma cerca, apre e attende il successivo "luceat eis".
Accordi e sonorità attraverso cui il genio di Mozart arriva a mostrarci proprio la luce: non un semplice spiraglio, ma un fiotto che c'inonda
E anche se il brano prosegue poi nel suo canto dolente, quei pochi accordi restano un varco immenso aperto alla speranza, una porta spalancata sull'Infinito.

Buon ascolto! 

6 commenti:

egle eglissima ha detto...

Grandioso lavoro, Annamaria cara. Qui mostri la tua elevata cultura musicale e la tua sensibilità.
Ascolto e dico grazie.
Un abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Grazie Egle....ma non esagerare. Io non ho la competenza tecnica per fare un'amalisi del testo musicale come la farebbe chi ha frequentato il conservatorio. Le mie sono solo impressioni personali maturate attraverso - questo sì - un ascolto prolungato e appassionato...
Ti abbraccio forte!!!

Stefyp. ha detto...

Sempre affascinante ascoltare le tue proposte e leggerne la presentazione. Mi colpisce la tue capacità di rapportarti alla musica spiegandola in ogni minima sfumatura e passaggio. Come non appassionarsi e rimanerne a sua volta coinvolti? Certamente se ne deduce una grande passione che riesci a trasmettere a chi ti segue. Grazie Annamaria, davvero grazie du cuore, un abbraccio Stefania

Annamaria ha detto...

Sono felice che tu sia rimasta coinvolta dalla musica, cara Stefania, ma questo dipende prima di tutto dalla musica stessa, un pochino da chi la illustra, ma poi è essenziale anche la sensibilità e ricettività di chi ascolta. Ogni operazione culturale è infatti un incontro tra anime.
Grazie e un caro abbraccio!!!

Silvana Planeta ha detto...

Brava, Annamaria! Sai sempre cogliere le più piccole sfumature non solo della musica, ma anche del nostro animo. Bacio forte.

Annamaria ha detto...

Grazie, Silvana! Queste sono musiche che ci parlano!!!!!
Un abbraccione!