martedì 18 novembre 2014

Parole d'amore

Marc Chagall: "Gli amanti"
Ci sono musiche che abbiamo sentito in passato, che abbiamo apprezzato e consideriamo ormai un durevole patrimonio di bellezza da tenere da conto.
Tuttavia, a volte restano un po' come certi libri negli scaffali di una biblioteca: sappiamo che ci sono e hanno un valore, ma li lasciamo lì, ordinati e ben chiusi, talora anche dimenticati.

Poi un giorno ci capita di riascoltare una musica che non sentivamo da tempo e ci accorgiamo invece che non stava nello scaffale come quei libri, ma viveva da sempre in noi. 
Così le sue note - o le parole che l'accompagnano - si fanno più vere che mai e ci sorprendono, raggiungendoci di nuovo nel desiderio di essenziale che ci portiamo dentro.

E' quanto succede di frequente con i grandi della classica e chi ha una minima frequentazione con essa lo sa. Ma ciò può accadere in realtà con tutti i generi di musica, quando è lo splendore delle note o del testo a parlarci, talora quasi con prepotenza.
Quindi, oggi perdonatemi se vado a prendere una canzone, peraltro conosciutissima, sulla quale già fiumi di inchiostro sono stati versati e le mie quattro osservazioni risulteranno solo banali. Ma è quella che stamattina mi ha fatto un effetto dirompente, come quando la bellezza ci coglie all'improvviso indifesi e ci interpella a tu per tu.

"Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.

Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai...."


Avrete certo riconosciuto "La cura", forse la canzone più famosa di Franco Battiato, scritta con la collaborazione del filosofo Manlio Sgalambro per il testo e tratta dal cd "L'imboscata" (1996). 
Parole mirabili, aperte a molteplici piani di lettura ma sempre, da qualunque angolatura si vedano, una vera terapia del cuore, come se chi parla avesse una tale capacità introspettiva nei confronti della persona alla quale si rivolge, da poterla salvare anche da se stessa.
Una canzone che non è solo il toccante messaggio di un amante all'amata, o di un padre alla figlia come qualcuno ha ipotizzato, ma può richiamare l'amore di un Dio per la propria creatura.
Una promessa di protezione e di salvezza ("Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore...Ti salverò da ogni malinconia...E guarirai da tutte le malattie..."), di guida ("Conosco le leggi del mondo e te ne farò dono") e di sostegno e accompagnamento nel cammino alla ricerca del senso dell'esistenza ("Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza").
Ma troviamo anche una promessa di vita e di giovinezza ("Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare....") e il riconoscimento, al di là delle fragilità umane, del valore unico di ogni persona ("...perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te"). 

L'itinerario musicale di un artista poliedrico come Battiato che lo ha condotto ad esplorare svariati generi dalla classica al rock, si affianca al suo cammino intellettuale che, nel tempo, lo ha visto cultore dell'esoterismo e aperto a filosofie orientali.
E tuttavia, certe espressioni del testo di questa canzone non possono non ricordare i versetti biblici del profeta Isaia:

"Ora così dice il Signore che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha plasmato, o Israele: Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni.
Se dovrai attraversare le acque, sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno;
se dovrai passare in mezzo al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bruciare......perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo"
(Is.43, vv.1-2 e 4).

Espressioni che sono il vertice dell'amore, dell'attenzione, del prendersi cura dell'altro. E mi sembra molto bello questo sovrapporsi e convergere di temi tra il testo biblico e una semplice canzone alla ricerca di risposte che colmino il cuore dell'uomo.

Ma al di là delle parole, resta certo dentro di noi anche il fascino della musica di Battiato dove la melodia, che si dipana distesa e scorrevole, riesce a conciliarsi e a trovare un mirabile equilibrio con la concitazione del ritmo di fondo. 
Armonie diverse che s'intrecciano e camminano insieme, così come la fragilità dell'essere umano - quel tu a cui la canzone si rivolge - trova accoglienza nel significato pacificante del testo.
Parole che testimoniano un sentimento senza limiti, fatto anche di follìa, un amore che "supera le correnti gravitazionali" e governa le leggi di natura perchè è l'unica forza che - come direbbe Dante - "move il sole e l'altre stelle".

Buon ascolto!
 

10 commenti:

Ambra ha detto...

E' bellissimo e vero quello che dici. E' una profonda emozione scoprire che quella musica che stava come un libro sulla libreria era invece dentro di noi. Ma questo vale per qualsiasi forma d'arte conosciuta, nel momento in cui la rivivi dopo tanto tempo.

Annamaria ha detto...

Certo, Ambra, il discorso vale anche per altre forme d'arte che restano vive noi con la loro magìa e sono capaci di sorprenderci anche dopo tanto tempo.
Grazie e buona giornata!!!

Pia ha detto...

Annamaria carissima,
mi piace la tua sensibilità che sembra non avere limiti.
Battiato è un uomo colto ed è un poeta. È tra i tanti artisti che ho scoperto tardi e questa canzone è profondamente nel mio cuore perché è stata la prima a indurmi a conoscerlo davvero.
Mi piace ciò che hai scritto è profondo e veritiero e condivido il tuo pensiero abbinato alla fede.
Sei stata grande. Grazie!!!
Ti abbraccio, ciao.

Annamaria ha detto...

Cara Pia, i miei sono solo brevi cenni: di Battiato si potrebbe parlare all'infinito tanti sono gli stimoli che ci offre. Ho scritto solo ciò che mi sembrava più evidente.
Ora vado a leggere la tua architettura contemporanea.
A presto e un bacione!!!

egle eglissima ha detto...

Grazie, cara Annamaria. Il mio CD "La Cura" di Battiato è in alto sul mio porta CD, e non solo perché l'autore ha il cognome che inizia per B. Credo sia il vero capolavoro di questo musicista così profondo, spirituale, buddhista, conoscitore del mondo e delle sue ferite.
Tu posti anche un dipinto di Chagall, che è un pittore che io considero sinfonico tanta è la musicalità dei suoi tratti e spirituale nel suo mondo fantastico.
Grazie ancora.
Un abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Cara Egle, mi piace la definizione che dai di Chagall come pittore "sinfonico" perchè è proprio una sinestesia - ricordi il post della volta scorsa??? - nel senso più positivo del termine.
Quanto a Battiato, ovviamente sono d'accordo, trova posto nello scaffale in primo piano!!!
Abbraccioni serali e grazie!!!

Lucia Nadal ha detto...

Ogni tanto passo di quà e vorrei fermarmi ad ascoltare per ore. Ma ora è tardi e domani una nuova giornata impegnata.Ti sono grata per la bella musica e i bellissimi pensieri. Vale anche per il post precedente. Io questa sera ho inserito Bach (musica sacra) Ciao a presto.

Annamaria ha detto...

Grazie, cara Lucia, che gioia trovarti qui!!! Prendi tutta la musica che desideri, è qui per voi e questa condivisione mi rende felice!!!
Buona giornata!!!

Nausica ha detto...


mi piace moltissimo Battiato,in questa canzone coniuga musica e poesia.., come è del resto, nel suo stile inconfondibile. Peccato, a mio modesto avviso, l'accompagnamento: quel tam tam stride un poco..Senza quello la melodia sarebbe perfetta...De gustibus si potrebbe dire ...
Grazie Annamaria, un saluto.

Annamaria ha detto...

Sono d'accordo con te Nausica.
De gustibus, appunto...
Grazie della tua presenza qui e un caro saluto!!!