lunedì 3 febbraio 2014

Germogli

Nevica. 
Sui vetri obliqui della mansarda è rimasto uno strato di fiocchi che smorza il biancore esterno e pervade l'ambiente di una bellissima luce ovattata, discreta, quasi la neve fosse una tenda all'interno della quale sentirsi dolcemente al riparo. 
E mi sembra che la stanza, zeppa di libri e un po' disordinata, diventi un rifugio ancora più intimo e pieno di silenzio.

Mi piace quest'atmosfera, questo sentirsi protetti dalla neve come fossimo terreno invernale che aspetta paziente di germogliare covando una vita in segreto.

Tuttavia mi rendo conto che non sempre è così. Può accadere talora di sentirsi terra arida, battuta dai venti o indurita dal gelo, quasi il cuore non riuscisse più a nutrire emozioni e a far verdeggiare la speranza. O forse è solo il susseguirsi delle stagioni che - come si avvicendano nel cielo - si alternano anche in noi in una sorta di meteorologia dell'anima: giorni di pioggia o di grigiore ed altri di sole pieno, tempeste che pensavamo non dovessero finire mai e inattese albe sfolgoranti di colori. 

Sempre più sperimento che la vita è alternanza, ma proprio questo ci consente di avvertire l'energia di un ritmo più dinamico dopo il riposo o il sollievo della distensione dopo la fatica; di sorridere a una sorpresa che vivacizza il quotidiano, ma anche alla pacificante tranquillità dell'ordinaria amministrazione.
Colori diversi e sfumature differenti di quell'arcobaleno di cui, in fondo, si compongono le nostre giornate e le alterne vicende delle nostre stagioni.

Tuttavia non è mai facile - e lo si coglie soprattutto in questi tempi - attraversare i periodi in cui le nubi si addensano o, peggio ancora, il cielo appare vuoto, privo di prospettiva o di aperture al sereno. 
Occorrono perseveranza e fiducia per tenere salde le speranze e intuire, vedendoli già con lo sguardo del cuore, i fiori che sbocceranno a primavera, come i bucaneve della foto si aprono sopra la bianca coltre invernale. 
Fragili e teneri, certo, ma vivi e ammantati di assoluto splendore come neppure sapremmo pensarli, piccoli segni leggiadri di una vita che non cessa di avvolgerci, dentro e fuori di noi.

E la loro delicatezza oggi mi ha fatto pensare a un brano di Franz Joseph Haydn (1732 - 1809): il secondo movimento, "Adagio", dalla "Sonata in Fa maggiore Hob XVI/23".  
Si tratta di una melodia nitida e semplice nella quale mi pare di cogliere da un lato reminiscenze mozartiane e dall'altro accenti di una modernità che Haydn ci testimonia, del resto, anche altrove.
Il pianoforte solo conferisce grande dolcezza a quest'aria che - nella sua alternanza di fa minore e la maggiore - sembra simile a un cielo che si offusca qua e là di nuvole e poi s'illumina di luci di speranza. 
Il tema infatti, accompagnato dai pacati arpeggi della mano sinistra, si anima e si placa in morbidissime fioriture di note, luminoso e lieve come i piccoli bucaneve della foto, teneri germogli a ricordarci che dal buio invernale rinasce lo splendore.

Buon ascolto!
 

20 commenti:

Anonimo ha detto...

cara annamaria....dopo aver letto e ascoltato la musica ad occhi chiusi, una parola si è fatta largo nel mio cuore...cristallo....cristallino. La musica sembrava evocare il suono della parola stessa. Poi un'immagine, successivamente alla parola, si è messa a fuoco....una sorgente dalle acque cristalline al disgelo. Domenica

Annamaria ha detto...

Grazie, Domenica! Parlando di "cristallo" hai trovato la parola giusta per questa musica e con la tua percezione ne hai completato lo splendore.
Un abbraccio di buona serata!

Gus O. Orsini ha detto...

A volte il cuore è in tumulto. I fatti della vita ti rendono agitato. Vai a leggere qualcosa che ha scritto un'amica e le parole e la musica riescono a tranquillizzarti.
Più che un commento lascio un grazie.
Ciao Annamaria.

Nella Crosiglia ha detto...

La musica è semplicemente deliziosa e si accomuna con la fioritura del bucaneve come dolce speranza.
Cosa che mi manca totalmente in questo periodo di disastri alluvionali, dove l'acqua la fa da padrona sopra la natura madre che diventa matrigna.
Mi viene in mente la musica di una notte sul monte Calvo...togliendo la speranza del finale!!!!
Un bacio dolce adorabile e sensibile amica mia!

Annamaria ha detto...

Grazie a te, Gus! Sono contenta che le note di questo brano ti abbiano rasserenato. Del resto la musica è spesso terapeutica e Haydn in particolare!
Buona giornata!

Annamaria ha detto...

NELLA carissima, sì, questo Haydn è delicato come quei dolci bucaneve.
Quanto alle alluvioni e all'acqua che fa da padrona, hai ragione, viene in mente l'impeto di Mussorgski di Una notte sul mmonte Calvo.
Ma dai, deve pur finire....lo spero di cuore con te!!!
Abbraccione!!!

Ambra ha detto...

Trovo splendida quell'immagine di "meteorologia dell'anima". Non ci avevo mai pensato, ma niente di più vero. Quell'alternarsi di umori, che gli eventi o un suono o una sensazione della pelle determinano in noi pur se con più capricciose cadenze, è in perfetta rispondenza con il rinascere, il rifiorire delle stagioni e la loro fine.

Anonimo ha detto...

Molto gradevole questo pezzo di Haydn con passaggi gioiosi alternati ad altri melanconici. E anche se presenta aspetti mozartiani, lo trovo estremamente moderno. Del resto ciò che è bello non ha tempo.
Grazie sempre Annamaria cara.
Un abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Certo, Ambra, anche noi abbiamo la nostra meteorologia interiore fatta proprio di luci ed ombre, nuvole e sole, inverni e rinascite, proprio come le stagioni.
Grazie e un abbraccio!

Annamaria ha detto...

Verissimo, Egle! "Ciò che è bello non ha tempo." Grazie di questa condivisione e un abbraccio!

Carla, i colori...pensieri della mia mente. ha detto...

Molto bello questo pezzo e te sei sempre elegante e raffinata nel proporci brani stupendi. ciao Annamaria

Costantino ha detto...

In effetti mi manca molto, in questo inverno tiepido ma piovoso, una giornata di coltre di neve. Una neve che fa riposare la natura per un migliore risveglio,e permette di riscoprire le tenui gioie della vita in casa.

Carmine Volpe ha detto...

la natura ha gia iniziato quel processo del risveglio che culmina nella primavera è una cosa magnifica vedere quei germogli, anche sul mio balcone ci sono già i primi germogli anche se il tmepo rimane freddo e nevoso

Annamaria ha detto...

Carla carissima, prima di tutto grazie a te che sei un'artista e fai nascere splendidi quadri dal tuo sguardo e dalla tua abilità!
Sono contenta che questo brano ti sia piaciuto.
Un abbraccio nel segno della musica!

Annamaria ha detto...

Ciao, Costantino! Mi piace il collegamento che fai tra la neve e il riposo della natura,"per un migliore risveglio". E mi fa pensare come una bella nevicata - quando non crea eccessivo disagio - possa costituire anche per le persone un momento di tranquillità e di pace.
Grazie!!!

Annamaria ha detto...

Grazie, Carmine del tuo commento! E' vero, la primavera inizia da lontano ed è bellissimo spiare la nascita dei primi germogli, piccoli segni di risveglio primaverile, anche in un fazzoletto di terra.
Buon pomeriggio!

Bianca Botes ha detto...

Complimenti ,ho scoperto il tuo
blog mi piace molto ,anch'io amo
la pittura e anche la musica !
Con piacere verrò a trovarti !
Un caro saluto Bianca

Annamaria ha detto...

Benvenuta qui, Bianca, e grazie!!!
Ho visto che sei una pittrice! Tornerò anch'io a visitare con calma il tuo splendido blog.
Un abbraccio nel segno della musica e dei colori!

Aldo ha detto...

Scendono lievi queste note e ricordano sicuramente i fiocchi di neve. Amo questa musica. Ottima scelta. Ciao

Annamaria ha detto...

Aldo, bentornato, che bella sorpresa!!!
Sono felice che questa musica ti piaccia e grazie del tuo apprezzamento.
Ciaoooooo!!!!!!