venerdì 24 gennaio 2014

Una musica costante

A qualche giorno di distanza dalla scomparsa del Maestro Claudio Abbado, desidero ricordarlo da queste righe, mettendomi idealmente in fila come fossi una dei tanti che, a Bologna, si sono incamminati verso la Basilica di Santo Stefano per rendergli omaggio.
Una grande folla di persone unite dal dolore per la sua morte, ma certo anche animate da profonda gratitudine per quanto Abbado ha dato a tutti indistintamente, in termini di ricerca rigorosa e di passione.

Non sta a me citare qui tappe ed eventi della sua vita come altri hanno giustamente fatto con titolo e competenza, ricordando le numerose iniziative di cui il Maestro è stato promotore nel suo inesausto desiderio di condivisione dello splendore della musica.
Tuttavia, mi piace sottolineare un aspetto ribadito in diversi articoli e testimonianze, uno dei frutti che la consuetudine col mondo delle note produce e che arricchisce anche sul piano umano. Musica e umanità, infatti, non si possono disgiungere e - quasi sempre - in coloro che essa chiama e ai quali chiede dedizione totale, alla passione musicale si affianca una rara finezza interiore. 
Parlo della capacità di ascoltare cui Abbado ha fatto più volte riferimento mettendo in luce l'importanza e la bellezza di un ascolto autentico come dote primaria ed essenziale, ineliminabile premessa per ogni tipo di dialogo. 
Lo hanno ricordato gli allievi delle sue varie orchestre, ma anche lo stesso Abbado con queste parole:

"Far musica assieme è la mia passione, ma è anche importante sapersi ascoltare. Ascoltarsi collettivamente è una grande lezione reciproca che dovrebbe essere seguita a tutti i livelli. È una lezione di vita."
  E ancora:
"Per me l'ascolto non è soltanto un concetto musicale; Elias Canetti, uno degli autori che stimo, scrisse d'essere rimasto commosso dopo avere incontrato una persona che lo aveva ascoltato con attenzione."

Verità profonda e in fondo semplicissima, che affonda le radici nel rispetto per gli altri e nella capacità di far loro spazio in una dimensione di reale accoglienza.
E a questo proposito, mi viene in mente quello splendido romanzo dello scrittore indiano Vikram Seth che è "Una musica costante" nel quale - al di là dei diversi piani su cui si snoda la narrazione - emerge coniugato in vari modi proprio il tema dell'ascolto. 
Vi affiora nella sua dimensione strettamente fisica - si narra infatti di una pianista che perde progressivamente l'udito - ma soprattutto come attenzione interiore, ricerca, capacità di sintonizzarsi con un compositore, una partitura, con i propri strumenti e le persone insieme alle quali si esegue un brano.
Ma, oltre alle numerose citazioni musicali, nel romanzo si coglie anche quella profondità di ascolto che porta a sentire tutta la vita come il fluire di una musica costante, armonia che risuona in ciascuno di noi fino a dominare l'esistenza, dando progressivamente forma alle scelte e ai rapporti umani che ne conseguono. 

Proprio questo senso di dedizione esigentissima e totale, ma anche di gioiosa apertura alla condivisione è ciò che mi comunica la figura del Maestro Abbado. Possiamo osservarne alcuni tratti nel seguente video in cui dirige il famosissimo "Adagietto" della "Sinfonia n.5 in do diesis minore" di Gustav Mahler, uno dei compositori da lui più amati. 
Una direzione rigorosa e intensa, attentissima e misurata, trascinante e dolce, come l'espressione leggera e un po' schiva del suo sorriso.

Grandissima lezione, Maestro, che non finisce con i tuoi ottant'anni, ma continua nei nostri cuori!

Buon ascolto!

12 commenti:

amicusplato ha detto...

Molto bello il post :-) Abbado non era solo un grande direttore d'orchestra, ma un fine interprete e un finissimo concertatore.

Nessuno ha saputo far gustare meglio di lui Mahler e Bruckner, per citare due autori emblematici. Ne è esempio lo stupendo Adagietto che hai riportato.

Forse in questi autori tardoromantici, così pieni di chiaroscuri e di travaglio interiore, il Maestro Abbado ha trovato lo specchio della sua stessa vita.

Un abbraccio, carissima Annamaria :-)




Anonimo ha detto...

Davvero una grande lezione ci ha lasciato il Maestro Abbado: lezione di musica, del bello, di umanità. Ci mancherà molto, ma sono certa che la storia gli darà il posto che merita per quelli che verranno dopo di noi.

Un abbraccio, cara Annamaria. Siamo tutti un po' orfani.

egle

Annamaria ha detto...

Antonio, credo proprio che tu abbia ragione quando dici che Abbado si è forse rispecchiato in certi autori tardoromantici. Lo dimostra anche la sua direzione così attenta ai chiaroscuri e alle sfumature.
Grazie del tuo commento e un grande abbraccio!

Annamaria ha detto...

E' vero, cara Egle, siamo tutti un po' orfani. Però, ci sono tanti musicisti, allievi di Abbado e ora prestigiosi esecutori, che custodiranno la sua lezione e la faranno vivere a lungo!
Un abbraccio di buona serata!

Tiziana Bergantin ha detto...

Prima di ogni cosa era un grande uomo e oltre a lasciare un grande vuoto lascerà un segno in tutti noi.

Annamaria ha detto...

Certo, cara Tiziana, un segno indelebile!
Grazie!!!

Stefano ha detto...

Cara Annamaria
Sto tornando da Piazza della Scala
perché ho ascoltato la Marcia Funebre della Filarmonica, a porte aperte, in memoria di Claudio Abbado. E' stato molto commovente! C'erano tantissime persone. E' stato veramente ''Grande''!
Ti abbraccio

Annamaria ha detto...

Caro Stefano, sarei venuta anch'io di corsa, ma oggi non mi era proprio possbile... Però ho visto tutto su Rai5 e ho "sentito" l'atmosfera intensissima tanto che anche davanti alla tv mi sono commossa.
Grande Abbado!!!
Sono felice che tu sia riuscito ad andare e ti ringrazio tanto per questa tua condivisione!!!
Un abbraccio di buona serata!!!

Ambra ha detto...

Aspettavo, ero certa che tu avvresti scritto un post su Abbado e la sua grandezza. E lo hai fatto con grande sapienza e con senso del gusto.

Nella Crosiglia ha detto...

Una grande perdita, daltronde tutte le perdite a loro modo lo sono...
Lo ricordo, certo per le sue grandi doti di direttore ..ma lo ricordo sempre con quel sorriso sulle labbra, anche se severo nella sua preparazione e nei giudizi, ma dati a fior di labbra e mai con toni aspri.
Una dolcezza innata , soffusa di allegria e malinconia..
E si capisc equesta sua predilezione a Mahler..
Grazie come sempre dolce amica mia...un bacio lieve!

Annamaria ha detto...

Certo, Ambra, Abbado lo portiamo nel cuore! Vive per sempre con la grandezza che ci ha regalato! Grazie!!!

Annamaria ha detto...

Cara NELLA, hai colto nel segno! E' proprio il sorriso di Abbado, così schivo e dolce, che ce lo ha fatto sentire vicino, oltre che le sue doti di direttore. E oserei dire che la vecchiaia e la malattia lo avevano reso ancora più dolce...
Un grande abbraccio!