mercoledì 28 dicembre 2011

Vicinanza

Osservo da qualche giorno la riproduzione della "Natività" di Giotto che ho pubblicato la mattina di Natale.
E mi piace sempre più non solo perchè Giotto ha un tratto grandioso nel dare espressione ai visi e profondità agli sguardi; non solo perchè - come tanti artisti medioevali - rappresenta episodi diversi nella stessa scena; ma anche per la quotidianità del racconto.


L'evento è solenne, eppure nell'affresco si respira un senso di familiarità che ce lo rende vicino.

Saranno forse i gesti, l'umiltà dei personaggi che esprimono con semplicità i propri sentimenti, o forse l'intensità degli sguardi, i sorrisi che accomunano angeli e pastori, Maria e le donne che accudiscono il Bambino.

Così pure, il blu dello sfondo - tipica novità di Giotto rispetto al passato - colloca la Natività non in un infinito baluginante e lontano, ma entro il nostro cielo, in un "qui e ora" di inoppugnabile vicinanza
.

Proprio questa vicinanza dai tratti così concreti ho ritrovato in un altro pittore che, come tanti artisti di scuola giottesca, riproduce la Natività con la medesima iconografia inserendo nell' affresco - insieme a Maria e a un San Giuseppe quasi sempre assorto o dormiente - le donne che accudiscono il bimbo, l'annunzio ai pastori e naturalmente un certo numero di animali.

Si tratta del cosiddetto Maestro di Tolentino - poichè è lì, nel santuario di San Nicola, che ha lasciato le sue più significative testimonianze artistiche - anche se la critica più recente identifica l'autore dell'affresco in Pietro da Rimini.
Delizioso, a mio avviso, il particolare riportato qui in alto: il Bambino accudito da Maria e da un'altra donna mentre fa il bagnetto!

Tenerissimo il gesto del piccino che si ritrae timoroso di fronte all'acqua o forse davanti a un viso estraneo, cercando rifugio verso le braccia della mamma!
Una Natività ancora una volta calata nella semplicità dimessa del quotidiano
e lontana dai futuri sfarzi rinascimentali, ma quanto più vera!!!
Una scena che ci racconta un Dio vicino, venuto ad abitare la precaria tenda dell'uomo e ad attraversarne tutta la fragilità per riempirla di splendore.


A commento di questo dipinto, l' "Adagio" dal Concerto grosso
op.6 n.8 "Per la notte di Natale" di Arcangelo Corelli.
Insieme alla più famosa "Pastorale"
sempre dallo stesso concerto, è uno dei brani natalizi più dolci e intensi. Il ritmo lento che - tranne la parte centrale più vivace - caratterizza tutto il pezzo, ben si adatta a mio avviso alla familiarità delle immagini che ci parlano di sorrisi, di sguardi pacati e di una quotidianità divenuta ormai sacra in ogni piccolo gesto.

Buon ascolto!

10 commenti:

Jean ha detto...

Con Giotto l'arte sacra finisce, dopo abbiamo pittori meravigliosi che rappresentano soggetti sacri per raccontare se stessi ed il loro estro.
Nel '900 c'è il tentativo di un ritorno dell'arte per il sacro, Rouault, Congdon e pochi altri.
Gli iconografi invece non hanno mai smesso di essere dei semplici strumenti, con un grande dono però, la capacità di dipingere tavole ( nel mio caso anche pietre) che aiuteranno gli altri a pregare.
Qualcuno bravo, altri meno ma lo scopo è sempre e solo quello.
Una volta ho trovato due donne, sconosciute, inginocchiate davanti ad una mia icona, appoggiata all'altare per la benedizione;è stata un'emozione incredibile che ricorderò sempre.

Lara Ferri ha detto...

Quanto sto imparando da te, cara Annamaria! Delizioso il dipinto che non conoscevo.
Grazie e buona giornata!
Lara

Annamaria ha detto...

Ciao, Jean, e grazie del tuo commento così interessante.

Complimenti per la tua attività artistica! Bellissima l'esperienza che riporti,davvero emozionante: la tua arte ha raggiunto lo scopo!
A presto!

Annamaria ha detto...

Carissima Lara, sono io che ringrazio te per tutta la ricchezza culturale che trovo nel tuo blog.
Un abbraccio!!!

Erika ha detto...

Sereno 2012 cara Annamaria!
Un abbraccio.
Erika

Annamaria ha detto...

Buon Anno a te, carissima Erika, e un grande abbraccio!

Ambra ha detto...

Non ho altro da aggiungere alla tua "recensione" su Giotto e sulla sua arte pittorica, perché lo hai descritto in maniera sublime.
Ho ascoltato Corelli e mi sono ritrovata immersa in una splendida atmosfera di cui avevo assolutamente bisogno. Mi ha ridato calma e serenità.

Annamaria ha detto...

Ambra, che gioia leggere le tue parole!!! E' il potere della musica quello di rasserenare e a volte ricucire interiormente i lembi della nostra vita.
Ti abbraccio e ti auguro Buon Anno!!!

Caterina ha detto...

Ciao cara,grazie per gli auguri.Anch'io ti auguro un 2012 sereno e felicissimo con salute e allegria:-)
Baci

Annamaria ha detto...

Caterina, grazie a te e buon anno ancora!!!