giovedì 14 luglio 2011

"Trovare l'alba dentro l'imbrunire..."


Giovedì mattina, ore nove: contemplo il panorama che mi riserva l'angolo di montagna in cui mi trovo in vacanza.
Dall'alto vedo il paese, i prati, le abetaie e il ripido pendio sotto di me dove sono cresciuti cespi di rosa selvatica e qualche epilobium.

Nel Duemila, qui c'è stata un'alluvione che ha dissestato la zona modificando in parte la morfologia della vallata.
Dove ora fiorisce la rosa canina, una frana di vaste dimensioni aveva portato via tutto. Con la loro tipica costanza però, i valligiani non si sono lasciati piegare e hanno realizzato grandi opere di canalizzazione delle acque. Così ora, sul pendio dove il terreno era stato devastato, la vegetazione è tornata a fiorire.

Mentre mi guardo intorno, penso e spero che possa essere così per tante altre cose fuori e dentro di noi.
Non tutto si può ricostruire, tuttavia credo che ciò che spesso ci fa tornare alla vita sia un'incrollabile, indistruttibile capacità di pensare di nuovo in termini di futuro, vedendo la strada aperta davanti a noi. E se non c'è, sognandola, anche quando - come accade il più delle volte - è difficile.

E mi viene in mente proprio stamattina una frase di "Prospettiva Nevskj", la canzone di Battiato che amo di più tra quelle del cantautore siciliano.
Conosciamo tutti questo suggestivo affresco della Russia degli anni immediatamente successivi alla rivoluzione d'ottobre, affresco incentrato sulla Prospettiva Nevskj, l'arteria principale di San Pietroburgo-Leningrado.
Il testo, quasi un collage di immagini che in pochi tratti dipingono un'epoca, è un quadro in cui tradizioni e novità si fondono: le guardie rosse, le vecchie coi rosari, il vento gelido, la danza, la musica, il cinema, le nuove generazioni col loro desiderio di esprimersi.
Infine quelle parole : "E il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire."

Ecco: "trovare l'alba dentro l'imbrunire" è la frase che mi affiora dentro stamattina nel vedere queste rose selvatiche, povere e tenaci nella loro bellezza.
Certo le parole della canzone forse avevano un significato più profondo come la ricerca di una luce di vita al di là dell'imbrunire (la morte), o forse alludevano alla situazione politica della Russia di allora.
O, più semplicemente, si riferivano al fenomeno delle "notti bianche" di San Pietroburgo: al fatto cioè che all'inizio dell'estate, per la particolare latitudine della città, le ore di luce sono tanto lunghe che il tramonto si confonde quasi con l'alba ed è difficile cogliere il momento in cui il sole smette di calare e inizia a sorgere.
Tuttavia la frase lascia spazio a interpretazioni più ampie, come tutti i testi che ci restano dentro e poi riaffiorano misteriosamente intrecciati alla nostra vita.

Sì, è difficile trovare il punto in cui nel cuore della notte - qualunque essa sia - inizia a baluginare la prima luce dell'alba. E' duro, ma esserne consapevoli aiuta a restare in silenziosa attesa, a rinverdire tacitamente la ricerca e la speranza : l'alba c'è e arriva di sicuro.
Me lo dicono questi cespi di rose selvatiche e questo epilobium, nella loro semplicità e nella tenacia con cui stanno abbarbicati ad un pendio o si sono fatti strada in mezzo ai sassi.

Buon ascolto, con la straordinaria voce di Alice!

20 commenti:

viola ha detto...

Questo tuo scritto lo sento tanto.. mi ha commosso, che brava che sei, per sentire tutto questo bisogna averlo provato..
un abbraccio :) e grazie, purtroppo come ti avevo già detto non posso ascoltare la canzone
:) un sorriso

Ambra ha detto...

Bellissimo questo tuo post.
Esso contiene la speranza e il senso della continuità e della rinascita.
Un abbraccio.

LaFlautista ha detto...

E allora auguri, cara Annamaria, per una rinascita gioiosa! Grazie per le tue parole, per la tua musica, per la tua presenza.

Sandra M. ha detto...

Sì arriva di sicuro, Annamaria. Mi ritrovo a rileggere queste tue considerazioni un paio di volte e le assaporo meglio la seconda volta. Mi ci accomodo dentro proprio bene. Sai, poi ho riletto tutto ascoltando Alice ....
non so descrivere.
Grazie.
Sandra

Annamaria ha detto...

Ciao Viola! Un abbraccio anche a te e grazie per la tua sensibilità e la tua sintonia!
A presto!
:))

Annamaria ha detto...

Grazie Ambra!
Sì, vedere quei fiori abbarbicati sul pendio o l'epilobium cresciuto fra i sassi come nella foto (che ho scattato io due anni fa proprio qui) dà una grande speranza.
Ti abbraccio anch'io!

Annamaria ha detto...

Grazie carissima Flautista!
Non immagini quanto mi sono graditi e PREZIOSI questi TUOI auguri!!!
Ti penso con affetto e ti ringrazio per la freschezza che i tuoi scritti mi regalano sempre.
Un salutone!

Annamaria ha detto...

Grazie a te Sandra!
Sai, sono proprio contenta se le persone che passano di qui possono "accomodarsi" come dici tu, dentro i miei post, godere della musica e far respirare il cuore.
Questa canzone di Battiato poi, cantata da Alice è ancora più straordinaria.
Ti abbraccio!

Paola ha detto...

Che meraviglia questa voce! Alice mi fa sognare ogni volta che la sento, e questa canzone poi in modo particolare. Grazie mia cara, e grazie anche della visita da me. Ti lascio un caro saluto, con un abbraccio e..... buona giornata.

Annamaria ha detto...

Grazie a te carissima Paola!
Sì, Alice ha davvero una voce straordinaria.
Un abbraccio!

lui ha detto...

ciao... un post che tocca il cuore..per quello che hai scritto..per la musica... per tutto...ciao
un abbraccio..luigina

Annamaria ha detto...

Carissima Luigina, un abbraccione anche a te insieme alla mia gratitudine e alla gioia che questa musica abbia raggiunto il cuore....
A presto
:))

sirio ha detto...

Cara Annamaria, pensare in positivo è una delle condizioni essenziali per vivere.
La montagna? Canta le sue melodie facendocele toccare con i suoi paesaggi, con le sue albe, i tramonti...
E' vero quando affermi che non tutto si può ricostruire, ma la prospettiva di guardare sempre in avanti deve spronarci in tutto.
L'esempio dei valligiani fa scuola!
Battiato è uno dei nostri grandi musicisti attuali, forse più che cantante: Alice è la superba interprete di questa meravigliosa canzone.
Grazie per questo post, buona domenica!

Annamaria ha detto...

Buona domenica a te, Sirio, qui sotto un'acqua torrenziale!

Sì, hai ragione, Battiato è ben più che un cantante.
Grazie del tuo commento!
:))

Caterina ha detto...

É bellissima questa canzone. Non la conoscevo. Mi piace molto anche la foto e testo sulla rosa selvatica in mezzo ai sassi.
Buon riposo e rinascitá fra le montagne a te e baci

Annamaria ha detto...

Grazie Caterina!
Il fiore nella foto è una varietà di epilobium e attecchisce anche fra i sassi, come vedi.
Sì, bellissima la canzone.
Ti abbraccio!!!

Anonimo ha detto...

FANTASTICA!

Annamaria ha detto...

Grazie, anonimo!...

Anonimo ha detto...

Al Maestro bastano poche parole per dissolvere la nebbia che tutti ci avvolge. È la rinascita ovviamente la posta in gioco, la speranza che ciò sia possibile, ecco allora che è difficile vedere nell'alba i segni comuni con il tramonto cioè dentro quest'ultimo, ma e innegabile che ci siano, sono uno intrinsecamente legato all'altro e tutti possiamo vederli e percepirli
grazie per questo blog
Nik

Annamaria ha detto...

Grazie, Nik, per questo commento!!!