lunedì 22 maggio 2017

Prove d'orchestra

Autografo bachiano del "Concerto BWV 1055"
Quando ci troviamo di fronte allo splendore di un'opera d'arte - in campo musicale, figurativo, letterario, teatrale e via dicendo - spesso siamo portati a pensare a tutto il lavoro che essa presuppone e a quale complessa elaborazione si renda necessaria per creare una tale meraviglia.

Incuriositi dal risultato, talora siamo anche presi dal desiderio di scoprire cosa c'è dietro e di indagare la molteplicità di strumenti, competenze, abilità, genio e fantasia che concorrono ad offrire a un pubblico un' esperienza di bellezza.
Ci accorgiamo così che quasi sempre essa è il frutto di un lavoro molto articolato e di una fatica perseverante, soprattutto se la realizzazione dell'opera - come un'esecuzione orchestrale, una creazione architettonica o un film - non è affidata a un singolo, ma a più persone che devono armonizzare talenti diversi per un fine comune.
Musicalmente parlando, sono particolarmente affascinata da tutto l'impegno preparatorio che sta dietro ad un concerto, esattamente da quando ho assistito per la prima volta ad una prova d'orchestra. Ma qui devo tornare indietro a un antico ricordo.

Le nove del mattino di un Sabato Santo, sono ad Orvieto. 
Mentre ci apprestiamo - io e i miei compagni di viaggio - a visitare il Duomo, ci accorgiamo che intorno alla chiesa c'è un movimento inconsueto per quell'ora. Entriamo e - per uno di quei colpi di fortuna che capitano di rado - ci troviamo nel bel mezzo delle prove del Concerto del Sabato Santo che si terrà poi nel pomeriggio, diretto nientemeno che da Gianandrea Gavazzeni. 
Si suona Mozart: "Vesperae solemnes de confessore K.339".  
Inutile dire che saltano i programmi della giornata e restiamo lì quasi tutta la mattina beati ad ascoltare, nel freddo di una chiesa gelida che neppure i bocchettoni di aria calda posti intorno all'orchestra riescono a mitigare. 
Ma che importa?
Siamo al cospetto della Bellezza e mentre m'innamoro del "Laudate Dominum" - tra l'altro uno dei primi pezzi pubblicati in questo blog, precisamente qui - dalle osservazioni che il maestro Gavazzeni rivolge ai musicisti e al coro, mi rendo conto di quale lavoro capillare di rifinitura, di lima, di cesello stia alla base di un'esecuzione come questa. Spesso di tratta di sottilissime sfumature, differenze poco significative per l'orecchio di profani come la sottoscritta, ma essenziali per un'interpretazione tesa non semplicemente a leggere una partitura, ma a farla parlare il più intensamente possibile scandagliandone dinamiche e possibilità espressive.

È un'esperienza cui assisterò ancora in futuro fino alla recente serie di prove d'orchestra del maestro Riccardo Muti trasmesse in tv lo scorso anno. 
Ma - sia pure a un livello diverso - non voglio passare sotto silenzio quelle del mio coretto di paese dove ritrovo pazienza e perseveranza, insieme al rigore indispensabile per far fiorire un testo musicale.

Così, oggi mi sono lasciata tentare da una clip-video che ci presenta un brano preceduto proprio da una breve prova d'orchestra.
E' il trentaseienne francese David Fray, pianista già affermato a livello internazionale, a guidare la Deutsche Kammerphilarmonie di Brema in un accattivante pezzo di Bach: il primo movimento, "Allegro", dal "Concerto in La maggiore BWV 1055".
Cultore di Bach quasi al pari di Glenn Gould al quale è stato paragonato per la sua originalità nonchè per la sua abitudine di canticchiare la melodia che suona, Fray ci offre un'interpretazione fatta di libertà creativa e al tempo stesso di rigore, di ritmo e insieme di morbidezza.

Il video - prima della registrazione che occupa gli ultimi quettro minuti - si apre con uno scorcio di prove e un paio di inserti in cui il solista illustra alcuni aspetti del testo musicale.
Anche senza traduzioni, si può cogliere il senso complessivo del discorso. 
In sintesi, Fray richiama gli orchestrali ad un'esecuzione più ricca di accenti, dalla quale le modulazioni emergano con più articolata leggerezza e il ritmo scaturisca più vivo e marcato. Spiega inoltre che la parte pianistica tende ad animare di abbellimenti la base orchestrale, quasi vi sovrapponesse un merletto di note.
Il risultato è un'interpretazione brillante e movimentata che, se da un lato fa affiorare il "legato" tra i vari passaggi melodici, dall'altro esalta lo "swing" già presente nei testi bachiani così come la modernità e la gioia che li anima.
Modernità e gioia evidentissimi anche dall'entusiasmo e - oserei dire - dal gusto fisico con cui Fray suona, benchè la sua enfasi possa apparire talora un po' spinta.
Ma - a mio modesto avviso - è un concerto di uno splendore che risolleva l'anima e ci consegna un Bach più vivo che mai.
E finalmente "on va enregistrer"!

Buona visione e buon ascolto!

10 commenti:

frida ha detto...


Mi è piaciuto moltissimo il video che hai postato oggi: è insolito, ma affascinante, tutto da godere!
Certo che questo giovane pianista sa tenere la scena in modo quasi istrionico: è bravissimo, spontaneo e con una mimica che ci fa partecipi di tutta la passione che mette nel suonare. Giustamente hai fatto un accenno a Glenn Gould: a mio parere, non solo perché entrambi interpretano magistralmente Bach, ma ci trovo anche una sorta di " analogia fisica", data dalla soprattutto postura e - in parte - dalla
gestualità.
E' stata una bella scelta; grazie.

Annamaria ha detto...

Grazie del tuo apprezzamento, Frida!!!
Piace molto anche a me questo pianista del quale, nel frattempo, ho già ascoltato interpretazioni e interviste. Per Bach nutre una sorta di devozione e lo suona in maniera splendida. Stamattina ho ascoltato la qurta Partita per piano solo: una meraviglia assoluta!!!
Sì, il paragone con Glenn Gould ci sta, ma non è mio, lo hanno fatto in parecchi. E di Fray mi entusiasmano proprio la spontaneità e la passione veramente palpabili che si sposano con un grande rigore.
A presto!!!

egle eglissima ha detto...

Che meraviglia il mio amatissimo Bach eseguito con la gioia del pianista francese Fray. Questa è la musica che adoro e che mi tocca più corde dell'anima. Grazie, Annamaria cara, per questo fantastico dono! Sono in un'altra dimensione.
Un abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Grazie, Egle! Ci sono diverse splendide interviste su youtube nelle quali Fray parla di Bach. Interessantissimo, oltre che bravo e coinvolgente!
Un abbraccio a te!!!

Anna Bernasconi ha detto...

Doppio grazie: che bella musica e che bello sbirciare "dietro le quinte"!
È una cosa che piace molto fare, ho notato (io in campo pittorico, ovviamente) che i "non addetti" sono sempre molto incuriositi dai lavori in corso e per fortuna che questa curiosità c'è, così si capisce ancor meglio che dietro a certe magie c'è tanto lavoro!

Annamaria ha detto...

Infatti, Anna, è proprio così! Vedere un'opera nelle sue fasi di elaborazione è quanto mai interessante, sia che si tratti di una creazione pittorica, che musicale o altro.
E quanto lavoro dietro certe magie!
Grazie!!!

Adriana Pitacco ha detto...

Ti ringrazio tanto per il tuo splendido articolo.
Sono stata felice di aver ritrovato il grande Maestro, il mio adorato Bach.
Ho conosciuto la storia del grande pianista Glenn Gould attraverso i racconti di alcuni critici musicali come Rattalino e Quirino Principe; io la trovo affascinante e l'Uomo, l'artista è a dir poco geniale
Un caro saluto e un grazie sincero
Adriana Pitacco

Annamaria ha detto...

Cara Adriana, Bach è talmente grande che non si finisce mai di scoprirlo, è una fonte inesauribile di Bellezza!!! Questa interpretazione di David Fray poi, mi pare che ne sveli ed esalti tanti aspetti e - come scrivevo sopra - ci sono anche interessanti interviste in cui mostra di aver profondamente interiorizzato la musica del compositore.
E il paragone che è stato fatto col mitico Glenn Gould per tanti aspetti mi pare appropriato.
Grazie di cuore e a presto!!!

Stefyp. ha detto...

Insolito, e veramente molto bello questo tuo post. L'entusiasmo, il divertimento persino, il trasporto coinvolgente del maestro mettono in risalto il brio e la gioia del pezzo di Bach. Se ne colgono l'amore, la passione e credo non ci sia cosa più bella, per chi deve ascoltare e seguire la sua direzione, perchè tutto ciò arriva, ti coinvolge (come ho detto prima), grande!! Grazie, cara Annamaria.
Un abbraccio a te e buon inizio settimana
Stefania

Annamaria ha detto...

Sì, cara Stefania, è proprio la passione che coinvolge e tocca insieme alla spontaneità di questo bravissimo pianista che, con la sua creatività e il suo misurato rigore, ci regala un Bach più vivo che mai. Ed è bello che si manifesti il divertimento che la musica offre a chi ascolta ma prima di tutto a chi suona. Ma perchè si possa arrivare a questo occorre una bravura non comune, come per esempio quella di Fray.
Grazie e un abbraccio di buona settimana a te!!!