L'immagine che ci regala Luglio, nel "Ciclo dei Mesi" dei fratelli Limbourg, torna all' iconografia che abbiamo già ammirato in Marzo e Giugno con la rappresentazione dei lavori agricoli in primo piano.Il quadretto ci presenta una figura maschile e una femminile che tosano le pecore mentre, al di là di un corso d'acqua, altri due contadini sono impegnati nella mietitura di un campo.
Sullo sfondo, biancheggia un elegante castello con le torri stagliate contro il cielo il cui colore sfuma dall' azzurro chiaro alla consueta tonalità di blu intenso della lunetta.
Come al solito, si tratta di una rappresentazione ordinata e serena, ricca di particolari realistici e di verosimiglianza, come pure - in questo caso - di qualche aspetto un po' immaginifico: se infatti il castello raffigurato è quello di Poitiers, i due monti che gli s'innalzano a lato sembrano frutto della fantasia e riproducono un'iconografia piuttosto convenzionale.
Ritroviamo la precisione però in tutti gli altri elementi: dalla riproduzione degli abiti nei loro dettagli, al contesto naturalistico nel quale scopriamo una fila di papaveri e fiordalisi che occhieggiano in mezzo alle spighe, piante palustri in riva al corso d'acqua e, in basso a sinistra, addirittura i cigni.
Anche la prospettiva è ben individuata dal campo di grano posto in diagonale come il corso d'acqua, mentre il castello di forma triangolare sembra chiudere la visuale e immediatamente riaprirla, con i lati obliqui, verso l'orizzonte.
A commento di questa immagine, ancora una volta un brano di Respighi in cui il compositore rielabora antiche melodie.
Si tratta della Suite N.1 da "Antiche arie e danze" che, a confronto con i pezzi postati in precedenza (l' Italiana e la Siciliana dalla Suite N.3), si carica di maggiore vivacità e ritmo.
Buon ascolto!



