giovedì 8 novembre 2018

"Perchè Bach ci può salvare..."

(foto presa dal web)
Leggo sul "Corriere della Sera" del 6 novembre scorso una bella storia che desidero condividere qui.
Una storia in cui vicenda umana e artistica si intrecciano in modo mirabile, una testimonianza di sofferenza e di coraggio nel nome della musica, che diviene infatti la scintilla capace di dare salvezza anche in condizioni disumane.
È Susanna Tamaro, in un articolo intitolato appunto "Perchè Bach ci può salvare. Storia della pianista internata da Mao", a recensire "Il pianoforte segreto", romanzo di Zhu Xiao-Mei (ed. Bollati Boringhieri).

Si tratta di un libro-documento in cui l'autrice - nata a Shangai nel 1949 e oggi pianista di fama mondiale - racconta la propria vita a partire da quando, giovanissima studentessa di conservatorio, si trova ad affrontare gli anni della rivoluzione culturale di Mao Tse Tung. 
Colpevole di appartenere ad una famiglia borghese di intellettuali, è costretta a fare autocritica e, in un primo tempo, travolta dal regime non riesce a sottrarsi al plagio collettivo diventando così complice del movimento. 
In seguito, caduta in disgrazia, è internata per cinque anni in vari campi di lavoro e di "rieducazione". Qui sperimenta la durezza ma soprattutto la coercizione psicologica per cui è indotta a tradire valori, affetti, relazioni e rinunziare a tutto ciò che appartiene alla cultura occidentale.

Gliene deriva una disperazione di fronte alla quale tuttavia reagisce e si salva, attaccandosi con coraggiosa caparbietà alla sua passione per la musica. 
Riesce infatti a farsi portare - camuffato da credenza - il vecchio pianoforte di casa ormai scordato e a procurarsi degli spartiti col pretesto di imparare i canti consentiti dal regime. Approfittando dell'ignoranza dei suoi guardiani, riprende invece a suonare Bach e Chopin, nelle cui note attingerà la forza per resistere e per ritrovare se stessa. 
Potrà allontanarsi dalla Cina soltanto nel 1980. Oggi vive a Parigi ed è considerata una delle più grandi interpreti di Bach, in particolare delle "Variazioni Goldberg".

C'è un miracolo nella musica che ci tocca nel profondo. 
La storia di Zhu Xiao-Mei testimonia proprio quanto essa - così come altre forme di arte - sia nutrimento essenziale dell'anima, fonte di rinascita spirituale capace di salvare dall'abbrutimento, poichè va a risvegliare quell'armonia segreta che risuona in ognuno di noi.
È a questo proposito che Susanna Tamaro sottolinea l'attualità dell'esperienza  narrata in questo libro e auspica che esso venga letto nelle scuole per combattere il pericolo - vivissimo anche oggi - che la vita dell'uomo sia ridotta alla sola dimensione materiale e all'esclusiva soddisfazione degli istinti primari. A conclusione del suo articolo, parla infatti della cultura come della vera ricchezza che consente, in tempi bui, di illuminare il cammino.
Ma riporto direttamente le sue parole:

   "Pensando proprio al libro di Zhu Xiao-Mei possiamo trovare il coraggio di dire che l'assenza di cultura è una delle più grandi forme di povertà. Essere poveri di parole, di pensieri e di sentimenti vuol dire essere poveri nelle proprie relazioni e nella comprensione della realtà. La storia della pianista cinese dimostra con esemplare chiarezza che la storia ci può privare di tutto, della nostra cultura, della libertà, della dignità, spingendoci a vivere al limite dell'umano, ma non può spegnere l'anelito alla bellezza che è nascosto in ogni persona che abbia la forza d'animo di seguire la propria coscienza. Primo Levi è sopravvissuto ad Auschwitz grazie anche alle poesie imparate a memoria, Zhu Xiao-Mei non si è fatta sopraffare dalla bestialità dei campi di lavoro grazie alla musica di Chopin e a Bach che continuava a risuonare dentro di lei. Nell'opacità di questi tempi, forse è bene ricordare che solo l'arte e il riverbero della bellezza riescono a illuminare i momenti più bui della storia."

Nel video, interpretati mirabilmente proprio da Zhu Xiao-Mei, trovate - nell'ordine di esecuzione - alcuni pezzi tratti dai seguenti brani delle "Variazioni Goldberg BWV 988":   
- Aria 
- Variazione n.20 
- Variazione n.25 
- Variazione n.9.
Note bachiane ora piene di luminosa pace, ora di scintillante energia, ora di intensa meditazione.

Buona visione e buon ascolto!

14 commenti:

Mondo d'Arte di Pia ha detto...

È vero. La musica, come ogni cosa che amiamo profondamente ed implica anche cultura, il più delle volte ci salva dalla negatività della nostra vita.
Grande Bach. Bello ciò che ci hai proposto, grazie Annamaria e buona giornata. Ciao.

Stefyp. ha detto...

Il tuo racconto me ne ha ricordato un altro, una storia vera riportata nel romanzo "La pianista bambina" di Greg Dawson che ho letto un po' di tempo fa. In quel caso era stato l'amore per Chopin che aveva aiutato la protagonista, un'ebrea ucraina, a fuggire dall'Olocausto e a mettersi in salvo. Uno spartito di Chopin a proteggerla dalla follia e dall'orrore del mondo. Raggiungerà gli Stati Uniti, e realizzerà il suo sogno: diventare una grande pianista.
Impressionante quanto la musica possa rappresentare un valido aiuto per superare eventi della vita che ti rendono fragile e impotente. Ma io credo che, in fondo, qualsiasi altra arte possa esserlo, come dice Susanna Tamaro, se si trova la forza d'animo di credere in “quell'anelito di bellezza” che io penso nascosto un po' dentro tutti noi.
Un brano affascinante, emozionante l'esecuzione della protagonista.
Buona e serena giornata, Annamaria. Un abbraccio
Stefania

Annamaria ha detto...

Certo, Pia! La musica, come ogni forma di cultura, ha in sè una componente salvifica perchè arriva a toccarci nel profondo e, talora, a smuoverci.
Poi Bach è immenso.
Grazie e buona giornata a te!!!

Luigi ha detto...

è proprio vero Annamaria: la musica può salvare una vita!!!

Annamaria ha detto...

Molto bello il romanzo di cui parli, Stefania! Sia pure in un contesto diverso, una vicenda in qualche modo analoga a quella di Zhu Xiao-Mei che attesta il potere salvifico dell'arte.
Hai visto quanto è toccante la sua esecuzione di Bach? Lo suona con tutta l'anima, assaporandone ogni nota e ogni piccola sfumatura, delicata e pacata. E' un vero e proprio dialogo del cuore con la musica.
Grazie e un abbraccio di buona giornata a te!!!

Annamaria ha detto...

Grazie, Luigi, di essere qui. La musica, soprattutto quella dei grandi, è una scintilla che illumina dall'Alto e all'Alto ci fa tornare.

egle eglissima ha detto...

Che bella storia, cara Annamaria! Davvero la musica ci può salvare. Avevo ipotizzato studi di neurologia sugli emisferi cerebrali rendendomi conto che i grandi musicisti avevano vissuto più a lungo della media. Almeno vent'anni dopo, studi più approfonditi confermavano la mia ipotesi. E poi, le variazioni Goldberg di Bach sono di una tale grandiosa bellezza da far risorgere e rinascere in mondi incantati.
Grazie, mia cara.
Un abbraccio.
Buona serata.

Annamaria ha detto...

Sì Egle, una storia rigenerante, piena di coraggio, il coraggio di Zhu Xiao-Mei di resistere nel nome della sua passione per la musica.
Interessanti gli studi di cui parli e ti confesso che non pensavo fosse così, dato che diversi grandi musicisti sono morti giovani. Penso a Schubert, Chopin, Pergolesi, Bellini...ma certo saranno eccezioni.
Grazie del tuo commento e un abbraccio!!!

Anonimo ha detto...

Carissima, quest'anno finalmente sono riuscita a portare come Progetto d'istituto, un progetto proprio sulla bellezza, quella capacità straordinaria di vivere il mondo che ci deriva da quello che Virginia Woolf chiama "il riflesso dell'altro", perché nel vivere lo sguardo altrui, le sue parole, le sue scoperte, noi viviamo la vera bellezza.
Vorrei, se me lo permetti, far leggere questo tuo bellissimo scritto al gruppo di lavoro su questo progetto.
Trovo le tue parole realmente vitali!
E' straordinaria la forza che giunge da quell'abbraccio Universale della Musica, a testimonianza di questa forza vi sono storie esemplari come la storia di questa grandissima pianista.
Di lei, ne avevo sentito parlare durante una serie di lezioni tenute alla fondazione Santa Cecilia a Portogruaro.
Una donna, una pianista straordinaria: vita e musica in un legame indissolubile!
Ti mando un caro saluto e un augurio di una felice serata
Adriana

Annamaria ha detto...

Carissima Adriana, bellissimo il tuo progetto e ti ringrazio con tutto il cuore della tua intenzione di far leggere qualche stralcio di questo post. Sentiti libera di fare come desideri però, più che le mie parole, sarebbero interessanti quelle della pianista Zhu Xiao-Mei nel suo libro. Leggilo: racconta un'esperienza difficile ma toccante e rivela l'intensissima unità tra vita e musica dell'autrice. Le sue sono davvero parole vitali.
Grazie e buona serata a te!!!

EriKa Napoletano ha detto...

La musica nutre la nosra anima. Bel post, cara Annamaria. Ti abbraccio.

Annamaria ha detto...

Proprio così, carissima EriKa: la musica è nutrimento dell'anima.
Grazie e un abbraccio grande!!!

Rossana Rolando ha detto...

Una storia "edificante", nel senso più profondo e laico del termine. Grazie per averla ripresa qui.
L'interiorità si costruisce nell'ascolto di chi ha saputo indicare e percorrere vie di umanizzazione, valide anche nella "normalità" di una disumanizzazione strisciante, non così riconoscibile (come nei casi citati di Zhu Xiao-Mei e di Primo Levi) e, proprio per questo, tanto dannosa.
Un caro saluto.

Annamaria ha detto...

Grazie, Rossana! Ho sempre amato i libri-documento come questo della pianista cinese.
Ne ricordo altri molto interessanti, anche se non hanno nulla a che vedere con la musica: "L'allodola e il drago" di Wang Xiaoling vissuta nei gulag della Cina e quelli che riportano la storia del cardinale vietnamita Nguyen Van Thuan.
Esperienze che, per quanto particolari e legate a un certo contesto, sanno indicare la strada anche oggi, nel processo di grave disumanizzazione che la nostra società sta vivendo.
Un caro saluto a lei!!!