mercoledì 7 giugno 2017

Prendere il largo...

Penso che tutti noi - sia che della musica abbiamo una conoscenza approfondita, sia più limitata e occasionale - abbiamo sempre colto quanto il suo universo sia vario e multiforme. 
E non semplicemente per i tanti generi che essa ci propone, ma perchè anche all'interno di ciascun genere il talento di ogni compositore sa spaziare attingendo a fonti inesauribili di bellezza e novità.
Sono soltanto sette le note, o dodici se preferite, ma - coniugate da uno spirito infinito, da un'ispirazione originale e da una pluralita di stili e ritmi - diventano capaci di toccare ogni più piccola sfera dell'animo, ogni sfumatura di sentimento, arrivando talora ben al di là delle intenzioni del compositore.

Sta proprio qui il bello e un po' anche il mistero che sperimentiamo ogni volta che ci accostiamo ad un'opera arte, a qualunque campo essa appartenga. 
Al di là del significato attribuitole dall'autore, a volte le emozioni che essa suscita vanno oltre, come se un varco si aprisse verso orizzonti sconfinati ed essa prendesse ad interagire con noi portandoci lontano.
Ciò può accadere in modo ancor più marcato con quelle musiche non strettamente legate a dei testi i quali di solito, se da un lato lasciano una certa libertà d'interpretazione, dall'altro però la circoscrivono entro precisi limiti di parole. La musica non mediata dalle parole, infatti, arriva subito al profondo in maniera totalmente libera, andando a svegliare emozioni che vibrano in modo tutto nostro.

Ma talora ciò accade ugualmente anche con brani inseriti in un determinato contesto o all'interno di una particolare trama, e che tuttavia se ne distaccano prendendo a vivere di luce propria.
Mi pare sia così per il pezzo di oggi che ho da tempo in lista di attesa: il famoso quanto suggestivo "Intermezzo" dall'opera "Suor Angelica" di Giacomo Puccini (1858 - 1924).
Conosciamo tutti la triste vicenda che vi si dipana ambientata alla fine del Seicento. Essa ha per protagonista una fanciulla aristocratrica, costretta da sette anni in convento per scontare un peccato d'amore e la conseguente nascita di un figlio che le è stato subito tolto, così come - in seguito - lei stessa sarà esclusa dal patrimonio di famiglia. 
Una storia non infrequente nei secoli passati e che - sia pure con le dovute differenze - ha due grandi precedenti letterari: la manzoniana Monaca di Monza de "I Promessi Sposi" e Maria, protagonista del romanzo giovanile del Verga "Storia di una capinera".

Nell'opera di Puccini, l'Intermezzo interviene poco prima della conclusione della vicenda, quando Angelica ha appreso la notizia della morte del figlio e medita un suicidio del quale, ormai morente, si pentirà invocando dalla Madonna il perdono.
Il pezzo è soffuso di profonda malinconia e ben si adatta all'argomento e alla situazione. E' u
na mirabile piena di sentimenti quella che le note del compositore ci offrono, effusione dell'amore di Angelica per il figlio mai dimenticato e desiderio di ritrovarlo nella morte. Il brano è segnato infatti nella parte centrale da accenti prima drammatici, poi gradatamente più lievi, e va a concludersi con un pacatissimo accordo in tonalità maggiore: un'apertura di serenità, forse riferimento alla visione finale in cui la Madonna mostrerà il bimbo ad Angelica morente.

Tuttavia, al di là del contesto narrativo che pure le note interpretano con rara efficacia, resta comunque una musica aperta, pervasa da un'ansia d'infinito e percorsa da una ricchezza di emozioni che si allarga come un mare portandoci lontano. Una musica dai contorni sfumati e talora dissonanti come il passaggio da un mondo dai confini certi all'indeterminatezza dell'ignoto.
E quando il tema iniziale viene ripetuto con maggiore intensità - ritmato e sostenuto dagli arpeggi orchestrali a 1,09 della clip audio - sembra proprio che la melodia prenda il largo verso orizzonti sconfinati, come una barca si appresta ad affrontare il mare aperto. 
Il mare aperto della morte, ma anche della vita, delle mille suggestioni che essa ci offre e dei segreti anfratti dell'anima che queste note, mirabilmente, sanno toccare.

Buon ascolto!

 

10 commenti:

egle eglissima ha detto...

Quanta tristezza in questo Intermezzo di Suor Angelica del mio amato Puccini! Una tristezza che si allaccia a un evento vissuto di una persona che ha tentato di prendere il largo proprio come Suor Angelica.
La vita non è sempre e solo allegria, anzi, soprattutto ora che viviamo in questi tempi bui di terrore. E queste note sottolineano la parte buia dell'essere e dei suoi vissuti scuri e oscuri.
Sono triste.
Ti abbraccio forte.
egle

Annamaria ha detto...

Il brano è certamente triste, cara Egle, soprattutto in riferimento alla vicenda che commenta. Io però, insieme alla tristezza e al buio, avverto anche quel senso di mistero che si prova davanti all'ignoto, al nuovo o all'aprirsi di un infinito che anche la vita può offrire. E allora mi ricorda la suggestione del mare, con i suoi spazi sconfinati com'è il cuore umano.
Ti ringrazio e ti abbraccio forte anch'io!!!

Carmine Volpe ha detto...

Mi piace molto come hai spiegato il contesto del brano che ci comprendere meglio la musica

Annamaria ha detto...

Grazie, Carmine! Ho cercato di inquadrare la vicenda, ma anche di dire le suggestioni che - al di là di quella - il brano mi lascia.
Buona giornata!!!

frida ha detto...



Molto bello il tutto: mi spiego. So per esperienza che non sempre un video " corrisponde" emotivamente ad un'immagine o ad una situazione che vogliamo rappresentare, o a una musica. Qui mi pare che lo scopo sia stato raggiunto: con queste varie riprese del tramonto del sole ( qualcosa che se ne va e che procura malinconia )si vuole suggerire a chi ascolta non solo i dati reali della vicenda ( che tu hai così esaurientemente illustrato ) ma anche che esiste un termine per tutto : nella natura come nel sentimento e nello spirito. Ma anche quando il sole è tramontato ( e sembra che debba subito precipitarci nel buio della notte,) il
video ci mostra una miriade di sfumature di colore che dicono all'anima forse di più dell'accecante splendore del giorno dove ogni cosa si confonde.
E allora dico a me stessa ( prima ancora che ad altri ), che è una forma di educazione emotiva comprendere ed assaporare anche ciò che pare non porsi come immediatamente evidente ed eclatante; e che è una forma di saggezza ( si impone con l'età? )imparare a scoprire il Bello che c'è anche in quelle situazioni dove mai lo avremmo cercato.
E ti debbo riconoscenza per il tuo lavoro che permette a noi di assaporare tanta Bellezza.

Annamaria ha detto...

Molto interessante, cara Frida, il tuo commento che prende spunto dal bel video per andare al di là e farne oggetto di profonda e saggia riflessione. Ti confesso che l'ho scelto fra gli altri non soltanto per le splendide immagini, ma anche per la misuratissima e intensa direzione di Karajan. Tu hai saputo cogliervi molto di più, quella bellezza che fiorisce dove forse non la cercheremmo e che la musica ci aiuta a sentire.
Grazie!!!

Nella Crosiglia ha detto...

Puccini, adorabile, il mio preferito, quello che mi tocca nell'intimo più profondo qualsiasi cosa io ascolto di lui e non smetterei mai e poi mai..Sentire anche questa melodia mi commuovo, sapeva veramente toccare le nostre corde più intime..
Che adorabile uomo con tutte le sue debolezze e la sua immensità.
Grazie amica mia. Sempre da stritolissimo!

Annamaria ha detto...

Cara NELLA, davvero non si può non amare Puccini! La sua musica ha toccato l'anima di tutti. Ricordo mio papà: era decisamente stonato, ma adorava Puccini e definiva la melodia di certe sue romanze "un ricamo"!
Grazie e un fortissimo abbraccio!!!

Anna Bernasconi ha detto...

Stavolta credevo di non aver capito molto invece poi, finendo di leggerti (prima di leggere tutto ascolto, per non essere troppo influenzata dalla tua descrizione) mi sono ricreduta. Questo non per dire che sono brava io eh ma per conferma (anche se è una conferma superflua) della bravura dell'autore nel suggerire le atmosfere!
Stavo pensando che mi pareva quasi la colonna sonora di una vita intera, come se qualcuno stesse ripensando più intense sfumature emotive vissute (tendenzialmente tristi ma con un qualcosa di positivo che non sapevo descrivere ma che è quel mare che si allarga che ho poi letto nelle tue parole) ma... ma... ma... mi mancava il finale. Poi ho letto che questo intermezzo è situato poco prima della conclusione della vicenda e tutto m'è quadrato!
Quanto mi piace venire qua a "giocare"...

Annamaria ha detto...

Cara Anna, vieni a "giocare" quanto vuoi, sei sempre la benvenuta e l'originalità dei tuoi commenti mi aiuta ad arricchire di particolari sfumature ciò che ascolto!
Fai bene a sentire la musica prima di leggere in modo da lasciare intatta la freschezza del TUO ascolto.
Grazie di tutto e di aver colto quel "qualcosa di positivo" che è poi quel mare che si allarga...infinito...
A presto!!!