sabato 18 febbraio 2017

"Basso ostinato"

Piaciuto il brano della scorsa settimana???
Spero proprio di sì perchè oggi, con questo post, mi affido ancora una volta a Haendel, anche se il pezzo che pubblico ha caratteri un po' diversi dal precedente.

Si tratta del secondo movimento, "Andante larghetto e staccato", dal  "Concerto in sol minore per organo e orchestra, op.7 n.5 HWV 310".  
Già dai termini andante e larghetto, si comprende che la composizione si snoda con tranquillità; ma a caratterizzarla è anche quello staccato che suggerisce la presenza di un ritmo ben netto e scandito. 
Tuttavia la sua particolarità non finisce qui. E' infatti un chiarissimo esempio di "basso ostinato" ed è proprio tale caratteristica che mi ha spinto a pubblicarlo. Non è la prima volta che parlo di ostinato, e i lettori più attenti di questo blog ricorderanno che - tempo addietro - l'ho fatto qui a proposito di un trascinante brano di Holst.

Ma rispolveriamo l'argomento. Di che si tratta?
Per definizione, "basso ostinato"  è una breve figura musicale, melodica e/o ritmica, che si ripete in continuazione sempre uguale a se stessa, il più delle volte collocata nella voce grave di un brano, appunto il basso. Costituisce infatti il sostegno armonico sul quale si possono fondare poi melodie e variazioni a piacere che talora si articolano in un crescendo sempre più complesso.
Ne troviamo parecchi esempi soprattutto nel periodo barocco, in forme musicali quali la passacaglia, la ciaccona o comunque certi temi con variazioni, e in compositori come Corelli (a cominciare dalla famosissima "Follia") e poi Bach, Haendel, Scarlatti, Pachebel, Buxtehude, solo per citarne alcuni.
Ma per arrivare a tempi più vicini a noi, impossibile non ricordare il "Bolero" di Ravel, ma anche la base di una danza come il boogie-woogie, fino ad alcuni accompagnamenti di musica jazz e rock.

Certo, in genere, al termine ostinato siamo soliti attribuire un significato negativo, ma non è sempre così. Sappiamo tutti per esperienza che l'ostinazione può essere un difetto che ci rende noiosi, duri e testardi, ma se si traduce in tenacia e perseveranza, si rivela una dote.
E con la musica come la mettiamo?
Indubbiamente, la ripetitività dei passaggi armonici col loro ritmo sempre uguale rischia di creare monotonia. Ma se su di essi si possono innestare melodie e variazioni a piacere - anzi ad libitum, come talora usavano scrivere certi compositori, Haendel compreso - allora le cose cambiano!
Ce lo dimostrano i protagonisti delle due clip-video di oggi che, dello stesso aspetto che caratterizza il brano, ci offrono interessanti seppur differenti sottolineature.

La prima, per organo solo, ha il pregio di farci cogliere con chiarezza il basso ostinato eseguito alla pedaliera. Sulla tastiera poi l'organista sovrappone la melodia e le successive variazioni alle quali i vari registri organistici, insieme alla qualità dell'interpretazione, conferiscono a mio avviso una grande modernità.
Più veloce, animata e rigorosissima l'esecuzione di Karl Richter, accompagnato all'organo dall'orchestra d'archi. Sono proprio gli archi, questa volta, a sottolineare il basso ostinato con un ruolo preponderante. Una base ben riconoscibile - per chi sa leggere la musica - anche dalla foto in alto, che mostra l'inizio del brano proprio nella partitura per archi e organo: i primi due pentagrammi con la parte di violini e viole, mentre gli altri tre con l'organo e i bassi.
In ogni caso, un giro di note che ci accompagna come un passo regolare, regolarissimo, sul quale Haendel sbriglia la fantasia inanellando variazioni sempre più ricche, ma ancorate ai medesimi passaggi. Procedimento peraltro molto comune all'epoca tant'è vero che, nel corso del pezzo, riecheggia tra l'altro la stessa base armonica del "Canone" di Pachebel.

Quale preferisco tra le due versioni?...Devo proprio dirlo? 
Anche se in passato ho nutrito una passioncella segreta per Richter e il suo sguardo d'acciaio, oggi m'incanta l'interpretazione di questo giovanissimo organista olandese: Gert van Hoef, classe 1994.  
Nel lento procedere del brano verso il fragoroso finale, insieme al tocco talora morbido e altrove più vigoroso, mi sembra infatti di cogliere in lui una grande freschezza, unita a un vero e proprio gusto per la musica.

Buon ascolto e buona visione!

12 commenti:

egle eglissima ha detto...

Grazie della tua lezione sul "basso ostinato". Interessantissima per chi, come me, si è rifiutata di studiare musica, ma strimpella da una vita ciò che ascolta. Belli i due pezzi che proponi. Preferisco il secondo, non perché io ami particolarmente Pachebell, ma perché più vivace sia nella composizione che nel fatto che sia eseguito per organo e orchestra.
Buona settimana, cara amica mia. Un abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Grazie Egle!
E' sempre lo stesso pezzo di Haendel proposto in due differenti versioni. Senza dubbio più vivace l'esecuzione per organo e orchestra a cui dai la preferenza, e comunque Richter è sempre un grande!
Che vuoi che ti dica, io questa volta mi sono lasciata prendere dalla partecipazione di quel giovane organista olandese, dal suo sorriso che trapela qua e là e che mi comunica la sua passione.
Buona settimana a te e un grande abbraccio!!!

amicusplato ha detto...

Bellissimo il Basso Ostinato di questo mirabile Concerto in Sol Minore di Haendel, e grazie per averlo proposto :-))

Mi hai dato lo spunto, carissima Annamaria, per postare a mia volta la Gavotta finale di questo meraviglioso Concerto (HWV 310); con una mia (non) piccola sorpresa ;-).

Un grazie ulteriore, perciò, e un grande abbraccio :-)

Annamaria ha detto...

Grazie, caro Antonio! Bellissima la Gavotta di questo concerto, col suo ritmo ben scandito!
Appena l'avrai pubblicata, verrò subito a vedere il tuo post, a cominciare dalla sorpresa....
Grazie e un abbraccione!!!

Nella Crosiglia ha detto...

Post sicuramente non facile mia cara, ma questo crescendo ostinato mi sta simpatico perchè proprio lo ritrovo anche nella musica rock dove un crescendo sempre cadenzato si apre poi in una melodia che ti riempie l'anima( vedere e sentire Dream baby Dream di Bruce Springsteen!!)
Ti stringo da stritolo!

Annamaria ha detto...

Oh, cara NELLA, somo proprio contenta che l'"ostinato" ti stia simpatico ed ero certa che, con la tua sterminata competenza, ne avresti trovato esempi anche nel rock...E con lo zio Bruce poi, è una meraviglia!!!
Abbraccio grandissimo anche a te!!!

Anna Bernasconi ha detto...

Ecco che già mi fai scoprire cose che si possono legare anche ai miei ascolti: mi piace curiosare e quindi non mi pongo limiti ma tendenzialmente io ascolto rock, hard rock, metal... sicuramente mi capiterà di riconoscere un "basso ostinato" in qualcuno dei miei ascolti preferiti! Sarà bello saper dare un nome a quell'elemento. ^_^

Annamaria ha detto...

Ben ritrovata, cara Anna!!!
Come scrivevo poco fa all'amica blogger Nella Crosiglia, ci sono molti esempi di "ostinato" nel rock, e se per caso tu non fossi ancora amica di Nella, ti consiglio di iscriverti al suo blog - rockmusicspace.blogspot.com. Oltre alla sua scrittura schietta e vivacissima, ne apprezzerai anche la vastissima competenza in materia.
Grazie di essere passata di qui e del tuo blog sempre ricco di inventiva e bei lavori!!!

Anna Bernasconi ha detto...

Sì sì, conosco il blog di Nella (forse è sbirciando tra i commenti lì che sono arrivata qua) e l'ho già fatta disperare coi miei "non è il mio genere ma..."! Sono incontentabile, hehehehe... A leggere solo di argomenti già conosciuti ci si annoia dopo un po', è bello gironzolare per blog apparentemente diversi ma dove si possono fare piacevoli chiacchiere e magari scoprire nuove cose e magari inaspettate sintonie!

Annamaria ha detto...

Cara Anna, anche a me capita a volte di dire a Nella che certi brani non sono il mio genere, ma lei, con la sua bravura, riesce sempre a darmi lo spunto perchè mi accosti al nuovo
Grazie anche a te di questa tua positivissima curiosità che ti spinge ad allargare lo sguardo verso altri argomenti.
Un abbraccio!!!

Stefyp. ha detto...

Cara Annamaria grazie, grazie per questa lezione di musica che per una profana come me giunge proprio opportuna...adesso almeno so cosa è, in musica, un "basso ostinato". Effettivamente facendo un po' di attenzione, si trova anche in altri generi musicali, ma ci vuole un orecchio allenato a cogliere tutte le sfumature. Belli i due brani che proponi, forse riascoltandolo meglio, preferisco il primo.
Buona serata a te. Un abbraccio, Stefania

Annamaria ha detto...

Sì, cara Stefania, il "basso ostinato" si trova più spesso di quanto non si creda anche nella musica moderna.
Il brano di Haendel è splendido e le due versioni ne mettono in luce aspetti diversi.
Grazie! Anche a te una buonissima serata è un abbraccio!!!