venerdì 13 gennaio 2017

Nel vortice della musica

Van Gogh: "Notte stellata" (particolare)
Bene, ci siamo già inoltrati nel nuovo anno e oggi - dalla mia lista d'attesa nella quale tanti brani di musica fremono aspettando di essere scelti - propongo a chi passa di qui un pezzo del quale, per motivi variho sempre rimandato la pubblicazione.
Ma ora è arrivato il momento e sono felice di condividerne con voi la vitalità, insieme al ritmo animato e coinvolgente.

Si tratta della famosa "Danza delle Furie" dall'opera "Orfeo e Euridice" di Christoph Willibald Gluck (1714 - 1787).
E' un brano che - ancora una volta - ci fa tornare indietro nel tempo; eppure, nonostante sia stato concepito più di 250 anni fa, vi scopriamo una scintillante freschezza capace di arrivare a noi in modo immediato e di entusiasmarci fin dal primo ascolto.
La danza - scritta originariamente dal compositore per il balletto "Don Juan" - è stata poi inserita nell'opera che racconta il mito di Orfeo all'interno dell'episodio in cui, sceso agli inferi per trarne l'amata Euridice, il protagonista deve placare le divinità e gli spettri infernali.  
Tuttavia, per quanto esordisca in tonalità minore e presenti vari passaggi notevolmente drammatici, più che un'atmosfera tetra o funebre, a prevalere su tutto in essa è una fortissima energia. Tempestosa certo, ma ricca di una potenza travolgente.

Il pezzo inizia piano, con accordi scanditi come passi segreti e circospetti, simili al preludio di un'avventura; ma si apre poi a un progressivo crescendo, segnato da una tensione costante e da un ritmo marcato, mentre le varie sezioni orchestrali s'intrecciano in un fragoroso, incessante movimento.
Salti di ottava e progressioni discendenti caratterizzano questa danza nella quale le ripetizioni del tema sono sostenute da un accompagnamento sempre più concitato a cominciare dagli archi. 
L'ascoltatore viene così coinvolto in una movimentata onda di suoni che coniugano potenza e leggerezza, culminando in una serie di fortissimi accordi, alcuni dei quali al limite della dissonanza.

Una musica che ci rapisce in un vortice ricco di vibrante energia, quasi al pari del cielo che vedete qui sopra, nel particolare della "Notte stellata" di Van Gogh: immagine di grande fascino, nei tratti tormentati e visionari della sua distorsione espressionistica dettata forse dal demone della follia. 
Un cielo che sembra precipitare su di noi per entrarci negli occhi e nel cuore, rutilante e fantasmagorico come un caleidoscopio di colori che ci cattura nel suo incessante e vorticoso movimento di linee curve.
E mi pare possa generare un effetto analogo anche il brano di Gluck, simile a un'inarrestabile cavalcata su di un mare in tempesta, sulla cresta spumeggiante di onde travolgenti che ci danno la sensazione di poterle dominare senza inabissarci. 
Un brano pari per efficacia alla potenza ariosa di certe composizioni di Vivaldi e ricco di una forza che riecheggerà, in seguito, anche in Beethoven e in Wagner. Ma prima ancora, il suo tema iniziale verrà ripreso da Boccherini nel terzo movimento della "Sinfonia in re minore op.12 n.4" meglio conosciuta come "La casa del diavolo".

Impossibile quindi non lasciarsi trascinare nel vortice di questo pezzo: una danza in certi passaggi forse più vicina a una lotta o a una sorta di frenesia, eppure segnata da un ritmo che ci regala energia pura.
Ma meraviglioso anche il finale, dove il tumulto gradatamente si placa e si dissolve, simile a una tempesta che va pian piano a svanire, sfumando su tre misurati, pacatissimi accordi.

Buon ascolto!

14 commenti:

amicusplato ha detto...

Bellissimo brano del rinnovatore del melodramma :-) Davvero un vortice di note che travolge e coinvolge al tempo stesso.
Potenza della musica...
E molto appropriato con la musica il quadro di Van Gogh. Una notte "tormentata", eppure affascinante :-)
Come il brano di Gluck.

Buon anno, carissima Annamaria :-))

Annamaria ha detto...

Grazie, Antonio, di questa sintonia! Sia la musica che il dipinto sono davvero travolgenti e ti prendono in un vortice inarrestabile di bellezza e di energia!!
Buon anno a te e un abbraccio!!!

frida ha detto...


Musica tumultuosa, quella che ci proponi, cara amica, eppure non priva di fascino.
Certo particolare, forse un po' tenebroso, ma coinvolgente. E' proprio come quando si sta sull'orlo di un abisso e si è terrorizzati, ma nello stesso tempo attratti.
Per me che vivo la musica molto di pancia, direi che il termine giusto per definire questo brano è " onirico", che riguarda cioè quella sfera poco conosciuta di noi ,ma che pure tutti abbiamo e che governa la nostra vita. La sensazione certo mi viene data anche dall'immagine abbinata : siccome ho da poco riletto il Liber Novus di Jung, mi pare di essere precipitata in uno di quegli incubi che il maestro mirabilmente descrive. Demoni in lotta per la spartizione ( del mondo? ), o lotta estrema e finale fra le Forze del Bene e del Male?.
E' stata comunque una ricchezza che tu ce lo abbia proposto, indipendentemente da come ciascuno lo vive e lo interpreta. Le opere d'arte , del resto, non sono mai totalmente oggettive.
A te il mio più sentito grazie.

egle eglissima ha detto...

Grande Gluck in questo crescendo di energia musicale che fa accedere a lotte interiori o esteriori. Brano ricco di variazioni che suscitano emozioni in chi lo ascolta.
Il dipinto di Van Gogh riporta a questi vortici ellittici che non sai in che senso vadano; se ti portano giù, verso il centro, o se ti innalzano verso il cielo azzurro.
Grazie, Annamaria cara.
Un abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

È vero, cara Frida, le opere d'arte non sono mai totalmente oggettive e - nei limiti del rispetto del testo - restano aperte a differenti interpretazioni e possono suggerire sensazioni differenti. Quanto scrivi è perfettamente in linea con la vicenda e con il contesto infernale in cui la Danza è ambientata. A me tuttavia, il brano lascia una suggestione più positiva di movimento e, sia pure nella lotta, di irrefrenabile energia. È la grandezza di Gluck!!!
Grazie di cuore del tuo contributo!!!

Annamaria ha detto...

Hai ragione, Egle!!! I vortici del cielo di Van Gogh non si sa bene in che senso si muovano. Io ho la sensazione che ci precipitino addosso, ma è come se potessimo entrare nell'opera d'arte ed essa in noi.
Grazie e un abbraccio grande!!!

Stefyp. ha detto...

Un brano bellissimo, cara Annamaria, che ben si accorda con il dipinto della notte stellata, dove i vortici del cielo sembrano scaturire da una forza misteriosa e travolgente. Musica di sicuro fascino, ricca di variazioni e di potenza, davvero grande Gluck.
Ti lascio il mio saluto e anche se in ritardo i miei più sinceri auguroni per un anno sereno ricco di tante belle cose. Un abbraccio, Stefania

Annamaria ha detto...

Contraccambio con affetto i tuoi auguri di buon anno, cara Stefania, e ti ringrazio per la tua sensibilità. Gluck è davvero grande e questo brano, insieme ai colori di Van Gogh, ci porta per così dire sulla cresta dell'onda...
Un abbraccio di buona settimana!!!

Nella Crosiglia ha detto...

Musica e pittura perfettamente in sincronia mia cara come sempre d'altronde...Ma qui le tue spiegazioni si intersecano perfettamente tra le note di Orfeo e il cielo notturno e brillante di Van Gogh..
Grazie come sempre , sei meravigliosa.
Un abbraccio da stritolo!

Annamaria ha detto...

Grazie, cara la mia NELLA, ma meraviglioso è Van Gogh e insieme a lui Gluck con la sua musica, a suggerirci sensazioni ed emozioni senza fine...
Ricambio l'abbraccio rigorosamente da stritolo!!!

Ninfa ha detto...

Ho apprezzato molto la proposta, grazie! E l'ho apprezzata ancor di più leggendo la tua presentazione che come sempre mi fa comprendere tante sfumature che io non saprei cogliere. L'accostamento con "Notte stellata" mi sembra molto indovinato, in ambedue le espressioni ci sente rapiti da un vortice e come travolti dalla forza, dalla loro energia...certo un po' malata quella di Van Gogh. Ciao Annamaria, buona settimana.

Annamaria ha detto...

Buona settimana a te, cara Ninfa, e bentornata qui!
Grazie del tuo apprezzamento, ma io semplicemente mi limito ad osservare e ascoltare. Non penso che - come scrivi - non sapresti cogliere tante sfumature di ciò che presento. Magari ne coglieresti altre e diverse e sarebbe comunque un arricchimento.
Un grande abbraccio!!!

Stefano ha detto...

Bellissimo, come sempre.
Un abbraccio veloce
Stefano G.

Annamaria ha detto...

Grazie, Stefano, sei sempre gentilissimo!