martedì 13 dicembre 2016

Modernissimo Chopin !

E.Degas: "L'assenzio" - Parigi, Museo d'Orsay
Parlavo, la volta scorsa, di arrangiamenti tesi a cogliere le ulteriori possibilità ritmiche di alcuni brani di classica, e a trasformarli in veri e propri pezzi di musica jazz o talora rock.
Ma vi sono altre composizioni del passato che - senza bisogno di rielaborazioni - hanno già in sè non solo il seme di una sensibilità nuova, ma precisi caratteri di spiccata modernità.

Non si tratta questa volta di una vivacità fatta di ritmi sincopati, bensì di sonorità, dissonanze e suggestioni indefinite, come spiragli attraverso i quali cogliere il respiro del futuro.  
Sono brani capaci di precorrere i tempi, ricchi di intuizioni che vanno oltre i canoni della poetica del periodo, per regalarci percezioni e atmosfere che disegnano scenari inusitati. 
Ma mentre spesso tali novità si registrano nelle ultime fasi evolutive del percorso di un compositore - come, per esempio, in certi quartetti di Haydn o nelle ultime sonate di Beethoven - talora ciò accade molto prima.

Così, oggi vi propongo un pezzo di Chopin di straordinaria modernità
Si tratta della "Mazurka in la minore op.17 n.4", scritta nel 1832 quando il musicista era ventiduenne, ma già abbozzata a soli quindici anni (!), forse durante uno di quelle fasi dell'adolescenza in cui le percezioni si fanno acute e vivissime.  
Vi accorgerete, ascoltandolo, che il brano supera i canoni pienamente romantici nei quali si inquadra la musica del compositore polacco, rivelando tratti più vicini a noi, ma soprattutto quella sensibilità decadente che prelude poi al disagio esistenziale del Novecento.

Si tratta di un pezzo che si apre pianissimo e sottovoce - come indica lo spartito - dolcemente pervaso di tristezza, cosa peraltro non nuova nè estranea alla poetica musicale di Chopin: basti pensare al "Preludio in mi minore op.28 n.7" o allo "Studio op.10 n.3", solo per fare qualche esempio.
Tuttavia, mi pare che qui si vada al di là. 
Il compositore costruisce infatti una melodia della quale non è sempre facile individuare l'andamento in la minore, perchè da essa il tema si discosta in continuazione. Talora poi, sembra vagare senza meta in un clima dissonante per andare a perdersi non si sa dove, simile a un rigagnolo grigio in un giorno di pioggia.
E se anche gli abbellimenti e le delicatissime fioriture di note richiamano lo stile del più tipico Chopin, l'aria malinconica e ripetitiva, scandita da frequenti intervalli di terza discendente, crea un senso di cupo disorientamento e talora di annoiato abbandono, quasi una sorta di "spleen".
È pur vero che, nella parte centrale, la mazurka ci riporta ad un ritmo più marcato e luminoso, sottolineato dal passaggio in tonalità maggiore.  
Ma nella conclusione torna a prevalere la malinconia e il tema - invece di risolversi compiutamente sulla tonica - sembra svanire o restare in sospeso.

Un brano che mi ricorda con insistenza l'atmosfera di certi dipinti del secondo Ottocento, come quello di Degas riportato qui in alto, dove le due persone raffigurate - la donna davanti al bicchiere di assenzio e l'uomo a quello di vino - pur essendo l'una accanto all'altra, si ignorano completamente. E la loro fissità, con gli sguardi persi nel vuoto di fronte ai bicchieri ancora pieni, diventa emblema di una profonda solitudine o forse di un'attesa ormai disincantata.
Un brano di espressività assolutamente mirabile, capace di anticipare ogni sfumatura di tali atmosfere, ma anche di raggiungere l'uomo d'oggi parlando alla sua sensibilità.
Una melodia di straordinaria bellezza che non smette di esercitare un fascino sottile e ammaliante, attraverso il quale il genio di Chopin ci cattura e ci prende fino a farci irrimediabilmente suoi.

Buon ascolto!

14 commenti:

frida ha detto...


Nell'incipiente notte...è malìa la musica di Chopin...
Per quanto riguarda il quadro di Degas, mi viene da dire che " Non c'è nulla di nuovo sotto il sole..." riguardo alla mancanza di " presenza" pur nella vicinanza fisica. E noto che è così un po' dappertutto: le persone ( e le coppie in particolare ) non si parlano più nemmeno a tavola, proprio come nel caso del quadro. Solo che nel caso nostro, sono gli smartphone a farla da padrone e in questo il mondo è tristemente globalizzato!
Buona notte.

Carmine Volpe ha detto...

Mi piace molto questo collegamento tra pittura e musica, non s solo associazione d'idee c'è anche della sensibilità o forse meglio delle affinità, grazie per questo break musicale

Annamaria ha detto...

Grazie, Frida, del tuo commento che coglie perfettamente - e attualizza - la profonda estraneità raffigurata da Degas nel dipinto e la conseguente malinconia insieme al senso di vuoto. E' solo un piccolo riferimento, un'immagine che mi è tornata subito alla mente ascoltando la musica, ma che - a mio avviso - non esaurisce la ricchezza del brano di Chopin così pieno di suggestione.
Grazie ancora e buona giornata!!!

Annamaria ha detto...

Grazie di cuore, Carmine, della TUA sensibilità!!! Sono contenta che quest'associazione tra musica e immagine ti piaccia.
Buona giornata!!!

Stefyp. ha detto...

Un brano questo di Chopin veramene molto suggestivo, forte nel sua potenza e nella sua struggente tristezza. Una melodia che cattura con le sonorità, le dissonanze mutevoli, in un trasporto fuori dal tempo. Apprezzo molto la tua associazione, in entrambi c'è un forte richiamo alla malinconia, ma nel brano non ho colto la sensazione di vuoto che ho percepito invece nel quadro.
Ti ringrazio per questo momento che mi hai regalato, un abbraccio, Stefania

Annamaria ha detto...

Cara Stefania,come scrivevo prima a Frida, il dipinto non esaurisce tutta la ricchezza del brano. In effetti riascoltandolo parecchie volte, la percezione cambia e, più del vuoto, ci sento una sorta di disorientamento dovuto alle frequenti dissonanze.
Grazie per il tuo ascolto e il tuo commento!
Un abbraccio a te!!!

Stefano ha detto...

Bello e triste il quadro di Degas! Bello, melodico e malinconico il brano di Chopin!
Comunque un bellissimo accoppiamento! Un caro abbraccio.
Stefano G.

Annamaria ha detto...

Sì, caro Stefano, melodico, malinconico e al tempo stesso affascinante!
Grazie e un abbraccio!!!

egle eglissima ha detto...

Affascinante questa Mazurka di Chopin! Nella malinconia delle sue parti che mi riportano alla sua statua ai giardini di Varsavia (che strano sentimento provai!), all'improvviso esplodono queste scatti vivaci e gioiosi davvero antesignani di nuovi modi di comporre e di modernità.
Degas sta benissimo qui.
Grazie, cara Annamaria.
Un abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Grazie a te, cara Egle! Sono contenta che queste musiche ti suscitino ricordi e stati d'animo legati ai tuoi viaggi...
Un abbraccio grande!

Arwen Elfa ha detto...

Ciao Annamaria .... bellissimo post
Amo molto la musica Classica e quella di Chopin è molto affascinante
Adoro la musica perchè poche altre cose come la musica ti portano o ti riportano in un certo periodo storico oppure in un momento passata della vita
Un abbraccio grande e buone festività Natalizie
Sereno e Felice Natale per te e famiglia ........

Annamaria ha detto...

Ciao Maria Raffaela (Elfa)!!! Grazie del tuo commento e degli auguri di buon Natale che ricambio con affetto.
Quanto a Chopin, sappi che entro oggi pubblicherò un post con un altro suo brano!
Un grande abbraccio!!!

Silvana Planeta ha detto...

Brava e professionale, la mia Annamaria! Ogni tanto faccio capolino, ma la mia stima per te non cambia né si attenua. Baci e auguroni! 🎄

Annamaria ha detto...

Cara la mia Silvana, ricambio tutto, con altrettanto affetto e stima!!!
Un abbraccio pieno di auguri e di belle cose!
Grazie!!!