giovedì 17 novembre 2016

Mete lontane

Non so voi, ma quando a volte io sono in stazione e sento annunciare treni con destinazioni lontane, colgo che qualcosa in me impercettibilmente comincia a sognare.

E' un moto istintivo, non razionale, come se la suggestione di certe località i cui nomi vengono scanditi dall'altoparlante avesse il potere di portarmi via con sè. E' un frammento di vita che mi prende, mi cattura e - se cedo al suo fascino - inizia a crescere nella mia fantasia, inanellando memorie e desideri fino a sovrastarmi.
Sarà che viaggio con una certa frequenza, ma per me non c'è niente come il mondo dei treni per sollecitare pensieri, sogni o ricordi. 
E a volte anche un pizzico di follia.

Mai capitato a nessuno di trovarsi sul consueto binario dove ogni sera si attende di tornare casa e dall'altra parte - appena più in là - è in partenza, che so....la freccia per Roma o per Napoli o comunque per una meta lontana? 
Ma a me basterebbe anche una destinazione più vicina: Genova, Pisa, Venezia...e sarebbe ugualmente magia!
Mai pensato per una volta di cedere alla tentazione di sbagliare treno???....
Dai, non sono neppure le sei del pomeriggio....e se invece di salire da un lato del marciapiede, prendessimo il convoglio per Genova che attende dall'altro, proprio di fronte???....Un paio d'ore di viaggio e stasera ceneremmo sul mare, gli occhi al buio punteggiato di lampare, mentre il cuore sorride in segreto e s'illumina di stelle come un quadro di Van Gogh....
E in viaggio, lo scompartimento diventerebbe una tana calda, un rifugio per covare sogni e intravvedere più nitidamente - nell'oscurità là fuori - la luce che portiamo dentro.

Ma i luoghi lontani ci parlano soprattutto perchè ci riportano alle persone che li rendono vivi, agli amici conosciuti o alle esperienze che vi abbiamo vissuto e li hanno fatti nostri in un indissolubile legame di appartenenza.
Ci pensavo qualche giorno fa, mentre attendevo un treno di prima mattina e sentivo risuonare negli annunci la sua destinazione ultima, una città che mi ricorda alcune persone care che non vedo da un po'.
E allora a ciascuna di esse avrei voluto mandare un sms: "Sto prendendo un treno che arriva proprio da te, sai...e ti ho pensato!".
Poi non l'ho fatto e invece sto scrivendo questo post che è un po' come dire che gli amici - anche quelli lontani - sono sempre nei nostri pensieri, se basta un piccolo cenno di quotidianità ad evocarne la presenza.
 
Così, è proprio a loro che desidero dedicare la musica di oggi. 
Ho scelto un brano che ci conduce in un'atmosfera d'intensa suggestione. Lo cogliamo subito dall'introduzione orchestrale di una dolcezza struggente e poi dalla melodia che si snoda in alcuni passaggi più sorridente e cantabile, in altri più malinconica e talora quasi solenne pur nella sua levità.
Si tratta di una composizione intrisa di profondo romanticismo: il "Larghetto - Romanza" dal "Concerto in mi minore n.1 op.11 per pianoforte e orchestra" di Frédéric Chopin (1810 - 1849).
Anche questo pezzo, a somiglianza di certi sogni, inizia dal poco, con un piccolo spunto che si dipana in dolcezza e va poi ripetendosi e inanellandosi in una fioritura di note colme di passione, pur non contraddicendo il carattere pacato del larghetto.
Una musica sublime della quale innamorarsi perdutamente e che è insieme desiderio, suggestione, ricordo, nostalgia, passione e sogno di mete lontane
Una musica che ci restituisce - intatto - il respiro delle esperienze vissute, e ci regala - lievissimo - il soffio di quelle che verranno.

Buon ascolto!
 

16 commenti:

Chiara ha detto...

"Non esiste nulla che renda il mondo tanto grande come avere amici lontani; sono loro che disegnano le latitudini e le longitudini". E non lo dico io, ma il signor Thoureau.

Luigi ha detto...

non c'è legame più felice poi che quello tra musica e viaggi cara Annamaria.
Ascoltare musica mentre viaggio è uno dei piaceri della vita a cui riuscirei a rinunciare più difficilmente.
Un abbraccio

Annamaria ha detto...

Grazie Chiara, una frase splendida per allargare i confini e la geografia del cuore!!! Ma il potere dell'amicizia è anche quello di annullare le distanze!!!
Un abbraccio!!!

Annamaria ha detto...

Verissimo, Luigi, è così anche per me, e se poi la musica è questo "Larghetto" di Chopin...il viaggio diventa un incanto assoluto!
Un abbraccio e a presto!!!

egle eglissima ha detto...

Il tocco magico di Rubinstein in questo fantastico concerto di Chopin mi suscita malinconia e risveglia ricordi antichi. Ragazzina andavo a bere qualcosa al bar di un aeroporto per vedere partire gli aerei con il tuo stesso desiderio di imbarcarmi per mete lontane. Un'anziana parente, in un pomeriggio di questi all'aeroporto di Nizza, propose convinta di imbarcarci tutti per prendere l'aperitivo a Venezia.
Ma i treni mi portano ad una canzone che mi faceva piangere e non sapevo perché. Era "J'entend siffler le train" che era uscita quando, matricola all'università, avevo lasciato la famiglia a trecento kilometri di distanza. Con gioia. Quando, anni dopo, persi mio padre, compresi che quelle lacrime erano per lui, che mi mancava.
Grazie Annamaria cara e scusa la lunghezza. Forse sono grafomane.
Un abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Grazie invece, cara Egle, di questa tua toccante condivisione, di questi ricordi sull'onda del tocco magico di Rubistein e dell'ancor più magico Chopin.
Ti abbraccio forte!!!

Stefano ha detto...

Le sensazioni delle mete lontane me li danno soltanto alcuni brani musicali e canzoni, che occasionalmente sento o che sono già memorizzati nella mia mente.
Condivido la musica di Chopin/Rubinstein che hai proposto, perché ti fa sognare e ricordare destinazioni lontane. Sei bravissima Annamaria!!!
Un abbraccio, Stefano G.

Annamaria ha detto...

Sì, Stefano, questa musica fa sognare e ci conduce in un'atmosfera intima e luminosa, fatta di estrema delicatezza, di sfumature, di pause dosatissime. E naturalmente è valorizzata dalla magistrale interpretazione di Rubistein.
Grazie e un abbraccione!!!

Mariella ha detto...

Sono cresciuta sui treni. E ancora oggi sono i miei compagni quotidiani. Da bambina mi perdevo in fantasie mentre i paesaggi mi scorrevano davanti. E nei pressi di una stazione ho percorso strade in bilico sui binari e inventando storie.
La musica è la compagna ideale. Grazie per questo meraviglioso ed evocativo pezzo.
Un abbraccio.

Annamaria ha detto...

Grazie a te, Mariella carissima, ti capisco in pieno!!!
Il fascino per i treni io credo di averlo ereditato, almeno in parte, da mio nonno paterno che era capostazione. Questione di dna insomma. E poi con la musica il viaggio diventa anche interiore.
Ti abbraccio!!!

Stefyp. ha detto...

Un pezzo evocativo di forte suggestione, cara Annamaria, mi ha ricordato la stazione ferroviaria di Torino in un viaggio recente e un brano ascoltato nella hall davanti all'ingresso principale , mentre ero in attesa della coincidenza con il treno per Roma. Stesso fascino, stesso trasporto di pensieri, l'onda di una melodia che accende l'immaginazione, che ci regala la magia di un attimo di sogno. Un abbraccio a te, a presto, Stefania

Annamaria ha detto...

Grazie del tuo commento, cara Stefania!!!
E' stata una bella idea quella di collocare un pianoforte in alcune delle più grandi stazioni italiane, dove chi lo desidera può mettersi a suonare. E comunque, anche trasmessa da un altoparlante, in stazione la musica ha un fascino tutto suo.
Questo pezzo di Chopin però è davvero di forte suggestione sempre e dovunque...
A prestissimo e un abbraccio di buona serata!!!

frida ha detto...


Molto coinvolgente il tuo discorso sui viaggi e le partenze, forse perché questo tema mi è vicino e caro : il viaggio ha rappresentato per me e tuttora rappresenta
una modalità di conoscenza - oltre che di luoghi e di persone nuove - di aspetti di me stessa che - probabilmente - senza questa esperienza non avrei mai scoperto.
E' anche un modo - paradossale , ma vero - di tenermi vicine le persone care perchè, dato che sono costantemente nei miei pensieri , è come se le facessi viaggiare
con me in ogni parte del mondo. Un altro aspetto che rende il viaggio affascinante ma al tempo stesso rassicurante , è il fatto che ogni viaggio comporta un ritorno.
L'esperienza mi ha insegnato che, per quanto bello e variegato sia il nostro pianeta, e forte il nostro " desiderio di conoscenza", è un'esperienza dolce poter tornare poi ai luoghi consueti e riprendere con entusiasmo nuovo la vita di ogni giorno.
Un abbraccio

Annamaria ha detto...

Grazie, cara Frida, e perdona il ritardo con cui ti rispondo.
Il tuo commento completa e arricchisce il mio post di ulteriori riflessioni.
Hai ragione: bello il viaggio e dolce anche il ritorno, anche se il viaggio stesso - come c'insegna Kavafis in quella splendida poesia che è "Itaca" - è già un approdo importante e non passeggero. E il discorso sarebbe lungo...
Grazie davvero e un abbraccio grande!!!

frida ha detto...



Un sorriso altrettanto grande a te...

Annamaria ha detto...

Grazie, cara Frida! Ricambio con affetto!!!