lunedì 8 agosto 2016

In viaggio con la musica

Mi è sempre piaciuto ascoltar musica quando sono in viaggio, sia sui mezzi pubblici che in macchina, devo averlo già detto altre volte.  
Se sono sola, accendo l'ipod, infilo gli auricolari e parto con la testa e col cuore, mentre sotto il mio sguardo si avvicendano paesaggi naturali o metropolitani, monti, campagne o autostrade.

Un tempo, quando ero una ragazza ordinata e organizzata, prima di partire sceglievo con cura i cd da ascoltare durante il tragitto o caricavo i vari dispositivi audio con una miscellanea dei miei brani preferiti. Ora invece, mi affido al caso e preferisco le sorprese: o i concerti trasmessi da Radio tre o i brani caricati su chiavetta da mio marito che - lui sì! - è ancora organizzato.
Così, capita che io salga in auto e la musica mi avvolga all'improvviso, suscitando emozioni, ricordi o facendo rifiorire suggestioni inaspettate.

E' accaduto la scorsa settimana, quando ad accogliermi in macchina sono state le note intense e soavissime dell' "Adagio un poco mosso" del Concerto "Imperatore" di Beethoven e - qualche giorno prima - quelle dell' "Adagio" del Concerto K.488 di Mozart: brani diversi ma ugualmente mirabili che, se volete, potete ritrovare anche qui e poi ancora qui.
Era tanto che non mi capitava di ascoltarli e confesso che in entrambi i casi sono stata pervasa da un'onda di fortissima commozione.  
"Stai invecchiando" mi sono detta. Infatti, per quanto l'ascolto assiduo mi abbia regalato una certa sensibilità, per altri aspetti resto coriacea ed è raro che un brano mi smuova fino alle lacrime. O forse ciò accade proprio quando certe melodie ci colgono all'improvviso, di sorpresa, totalmente indifesi, e allora è dolce arrendersi al loro fascino.
La musica infatti ci parla, ci avvolge, ci tocca nel profondo; ascoltarla è come tornare a respirare un'atmosfera familiare perchè è ritrovare una parte di noi stessi ed essere ricolmati di pienezza. 

La dimensione del viaggio, poi, non fa che accrescere questa sensazione perchè la varietà del panorama che spesso muta ad ogni tornante di strada, viene - per così dire - filtrata dalle note. L'abitacolo dell'auto si trasforma allora in una sala da concerto nella quale la musica dilaga liberamente, mentre il nostro sguardo sulla realtà diventa un nodo di emozioni suggerite dalle note in una sintesi di dati esteriori e interiori. Emozioni che si fanno ancora più intense se - per esempio - si viaggia nel buio della sera, come mi è capitato di raccontare tempo addietro proprio qui, a proposito del "Terzo concerto per pianoforte e orchestra" di Rachmaninov.

E poi, qualche giorno fa, è accaduto di nuovo, questa volta con Bach.  
Eravamo sui tornanti che scendono dolcemente da una delle vallate valdostane, in mezzo a una grande apertura di prati e di pendii, con lo sfondo del Bianco. Rientravamo senza fretta, nella tranquillità di un pomeriggio con qualche nuvola e all'improvviso, ad accompagnarci ora come un limpido ruscello, ora come un fiume in piena, dalla radio sono sgorgate le "Variazioni Goldberg".
Quando parla la musica, regna il silenzio. Ma non si tratta solo di un fatto esteriore per facilitarne l'ascolto: è un silenzio che nasce dentro e che la musica stessa crea e favorisce. E' una condizione privilegiata del cuore, quasi uno spazio di vuoto primordiale che le note riempiono e nel quale sono esse a parlare, a evocare, facendo scaturire la vita.  
Le "Variazioni" - vero monumento della multiforme arte bachiana - sono proprio un inno alla vita nella straordinaria inventiva, nella simmetria rigorosa, nella varietà, nei ritmi, nell'armonia di ogni singolo brano e insieme nella struttura complessiva della composizione.

Ho scelto per voi la "Variazione n.13", una di quelle che amo di più per il suo tono lieve e scorrevole che può ricordare l'andirivieni di note di una sarabanda, nell' alternanza di sedicesimi e trentaduesimi che la melodia ci offre.
Un brano che fonde rigore e dolcezza: p luminoso e ritmato nella prima parte, mentre nella seconda si fa gradatamente più intimo allargandosi in alcuni passaggi, per finire pervaso da una sottile malinconia.
Una musica che non ci accompagna solo tra monti e vallate, ma anche nel viaggio - spesso più arduo - dell'esistenza quotidiana, invitandoci ad esplorarne, sempre e nonostante tutto, la multiforme Bellezza.

Buon ascolto!

8 commenti:

egle eglissima ha detto...

Che meraviglia questa variazione Goldberg di Bach, che adoro. Non so trovare un aggettivo per definire la musica bachiana. Mi arriva: STRATOSFERICA. Ecco. L'ascolti e sei in un'altra dimensione.
Grazie, Annamaria cara.
Un abbraccio.
egle

Chiara ha detto...

Se in auto ho ospiti, in genere lascio scegliere loro la colonna sonora del viaggio tra una vasta ma talvolta ermetica scelta di cd: "italiana dicembre 2015**", "colonne sonore" ... Così capita che si ascoltino canzoni adatte al momento e alla destinazione. Non molto tempo fa, sulla strada verso le colline e un matrimonio difficile, un'amica ha optato per un cd azzurro, la cui prima traccia era "Un bene dell' anima" di Jovanotti, brano più che perfetto per a situazione.
Se invece sono sola, scelgo qualcosa magari senza parole, ma che mi permette di dar sfogo alle mie doti canore con dei "lalaaaallallaaalalala" intonatissimi ;) Stabili in cima alla mia personale compilation ci sono Le swingle singers e il cd di un concerto della banda di qualche anno fa. Spesso in questo caso la musica non ha nulla a che vedere con il viaggio, ma vuoi mettere il divertimento?

Annamaria ha detto...

Sì, Egle, "stratosferica", il termine è giusto!!!
Sono felice che questa Variazione ti piaccia. Se riesco, ti mando via mail lo spartito, così la suoni!!!
Bacione!!!

Annamaria ha detto...

Grazie, Chiara, di aver condiviso i tuoi gusti sulla musica in viaggio!
Bello quanto scrivi e mi piace moltissimo anche lo sfogo delle tue doti canore a voce spiegata, da come intuisco. Io in auto a volte canto...ma più spesso, non dovendo guidare, dirigo.....e mi diverto!
Anch'io come sai, adoro Les Swingle Singers, stanno alle origini del mio amore per la musica e per Bach, il "nostro" Bach.
Abbraccioni!!!

Elle ha detto...

Parlavo giusto l'altro giorno dei miei "cd da viaggio", perché li ho rispolverati per ascoltarli mentre preparavo una bella cena per ospiti. Un salto nel passato, in quel periodo in cui avevo creato quelle compilation da viaggio, meno ricordi dei viaggi stessi, perché nessun cd è legato ad un solo viaggio. Avevo anche cd di musica italiana cantabile, per quelle volte che il rischio di un colpo di sonno poteva essere aggirato cantando a squarciagola: guido sempre io, quindi la musica la scelgo io!
Bellissime le variazioni, ottime per un viaggio :)

Annamaria ha detto...

Sì, cara Elle, splndida compagnia le Variazioni.
Anch'io mi creavo delle compilation prima di andare in ferie. Ma devo tornare indietro di un po'. Ora come scrivevo, amo le sorprese.
Comprendo bene la necessità di musica italiana cantabile contro il colpo di sonno!!! Ma io Bach me lo canto lo stesso anche senza parole!
Grazie di cuore del tuo commento!!!

IlCalesse ha detto...

Una lettura molto interessante ed un immagine incantevole!
Buon ferragosto, cara Annamaria!
Ciao:)
Luci@

Annamaria ha detto...

Grazie cara Luci@! Ricambio con affetto il tuo augurio!!!
Ciao!!!