martedì 12 luglio 2016

"Room 108" : tra intimità e passione.

E' sempre una gioia e un'emozione trovarsi di fronte ad uno strumento musicale, sapendo che c'è chi saprà dargli vita, trarne meraviglie, legare quel legno o quel metallo, quei tasti o quelle corde alle proprie mani, alle dita, al respiro, al fiato, al proprio corpo insomma.

Ma al di là di tale coinvolgimento fisico, si sa che ogni vero interprete suona prima di tutto con l'anima. C'è sempre un che di sorprendente in questo, perchè significa certo usare la tecnica, ma anche andare oltre per superarla, per far parlare il cuore in vista di un abbraccio più libero e pieno, di un completo abbandono all'onda della musica.
E proprio perchè essa evoca, scava, accarezza, illumina, avvince, rasserena e via dicendo, tali moti non possono non passare attraverso tutto l'essere di chi suona. Se poi l'interprete di un brano ne è anche l'autore, tale partecipazione diventa così intensa e totale che ne deriva una sorta di identificazione tra il compositore e le sue note.

Per questo, oggi torno a Giovanni Allevi che mi sembra rispecchiare tale assoluto coinvolgimento con la musica non solo nei pezzi più articolati e complessi, ma anche in quelli che si snodano sul filo di una nitida semplicità. 
Così, del musicista ascolano vi propongo "Room 108" che appartiene al suo primo cd per pianoforte solo, uscito nel 1997 e intitolato "13 Dita".
 
Non so quale spunto abbia dato origine al titolo del brano, ma mi piace pensare che "Room 108" - presumibilmente il numero di una stanza d'albergo - sia legato a un concerto. Forse un ricordo dell'ansia che lo precede o - più probabilmente ancora - della dolcezza del dopo, di quel momento di solitudine in cui, conclusa la serata, il compositore può ripensare agli applausi del pubblico, alle persone incontrate, ma soprattutto abbandonarsi all'onda di emozioni e di passione che lo ha coinvolto nel suo amore per la musica.

O forse la stanza lo ha visto semplicemente intento a contemplare il panorama dalla finestra, ma col cuore ancora colmo di sensazioni.  
Infatti, è come se in questo brano Allevi ripercorresse interiormente un evento, facendone riecheggiare ogni sfumatura dalla delicatezza alla passione, e le note seguissero l'andamento dell'anima, dei pensieri, di un segreto dettato del cuore.
Ce lo dice bene la parte introduttiva che ha certi pianissimo simili a piccole parentesi di intimità e sembra procedere vagando - ora per brevi accelerazioni, ora per impercettibili rallentamenti - quasi il compositore fosse alla ricerca di un filo interiore che poi si dipana nella più compiuta e luminosa intensità del tema.  
Qui, la melodia si sviluppa prima con una sequenza di semplici, delicatissime note, sgranate una ad una, simili a fiocchi di neve che scendono lenti e leggeri o a trasparenti gocce d'acqua. Poi, sale in un crescendo sempre più acceso e appassionato, segnato da una ricca distesa di arpeggi che, infine, vanno smorzandosi lentamente.

Un brano piuttosto breve, ma dietro la sua apparente semplicità si cela una grande capacità di far riecheggiare ogni singola nota, ogni minima scansione ritmica, la densità di ogni pausa. Nello splendore dell'esecuzione è infatti il suono a prenderci col suo particolare riverbero, col suo timbro più velato o più nitido, ora intimo, ora brillante, nelle lievi accelerazioni della melodia come pure nei passaggi in cui essa si stempera quasi vellutata.

"Room 108": un ricordo che si dipana piano, una silenziosa meditazione che si fa musica, mentre il compositore guarda da una finestra il paesaggio sottostante e lo abbraccia col suo cuore colmo di note.

Buon ascolto!

12 commenti:

egle eglissima ha detto...

Che bello questo pezzo di Giovanni (lasciamelo chiamare per nome perché lo sento vicino)! Una composizione dolcissima che fa trasparire tutta la tenerezza di questo straordinario musicista. Io ho sempre ascoltato questo pezzo pensando a due innamorati che finalmente possono stare insieme a condividere la dolcezza dei loro sentimenti. Dolcezza che arriva anche a me mentre ascolto. Grazie Giovanni!
E grazie, Annamaria cara!
egle

Anonimo ha detto...

È TALMENTE sentita interiormente la tua osservazione, che ogni parola aggiunta ne guasterebbe la profondità.
Sei speciale Annamaria! Grazie! Tvb
Paola

Luigi ha detto...

molto affascinante il modo in cui dipingi queste note Annamaria: hai la dote (rara) di cogliere in profondità la sensibilità dell'artista!!!

Annamaria ha detto...

E grazie a te, Egle, che hai usato il termine "tenerezza" che è un po' la chiave di volta per capire la musica di Allevi, o almeno certi suoi brani.
Sono d'accordo con te, questo pezzo ci parla in fondo di un innamoramento, anche se a me ha fatto pensare più che altro alla passione del compositore per la musica. Al tempo stesso, mi sono venute in mente le tante foto comparse nel tempo sul suo sito internet, dove, durante vari tour anche all'estero, è ritratto a contemplare assorto il paesaggio dalla finestra di un albergo.
Grazie e un abbraccio!!!

Annamaria ha detto...

Ma grazie di cuore di questo commento, cara Paola!!! In realtà è la tua sensibilità che ti fa entrare nel vivo della musica, consentendoti di apprezzare la mia piccola analisi.
Un bacione!!!

Annamaria ha detto...

Grazie Luigi delle tue parole, ma non credo si tratti di una dote rara, come dici. E' una dote che si acquisisce con l'ascolto assiduo e continuo, fino a quando certe musiche diventano nostre, nel senso che riusciamo in certo qual modo ad entrare in esse e affiorano poi spontaneamente dentro di noi nei momenti più impensati.
Penso che sia così per tutti e sono certa che anche tu sperimenti la stessa cosa con le musiche dei compositori che più ami.
Grazie ancora!!!

Stefyp. ha detto...

Ciao mia cara Annamaria, è sempre molto bello perdersi tra le note delle tue proposte, questa l'ho apprezzata in particolare per la tenerezza, la dolcezza, il romanticismo che Allegri ci regala. Credo ci possano essere molte interpretazioni, ha me ha fatto pensare, come Agle, ad un momento d'amore: la sua dolcezza, la passione, l'appagamento... Affascinante e se vogliamo coinvolgente, cattura e fa sognare. Naturalmente la tua capacità di leggere tra le note, di cogliere l'anima dell'artista mi ha permesso di godere ancora più intensamente del momento d'ascolto.Grazie! Un abbraccio, Stefania

ps: Ti ringrazio per il commento lasciato al mio blog, l'ho molto apprezzato. Ti auguro serene vacanze, ci risentiamo a Settembre.

Annamaria ha detto...

Cara Stefania, prima di tutto grazie di aver condiviso sulla tua pagina di google+ il mio post con il brano di Allevi. Come scrivevo anche a Egle, la tenerezza - ma anche la delicatezza e una vena irrefrenabile di gioia - sono per così dire il tratto distintivo del compositore, e tu l'hai colto benissimo.
Ti auguro anch'io serene vacanze. Penso che dopo Ferragosto mi prenderò un breve periodo di pausa dal blog, ma a settembre ci risentiamo di sicuro.
Un grande abbraccio!!!

Beatris ha detto...

Profonda dolcezza...
Un abbraccio da Beatris

Annamaria ha detto...

È proprio così, cara Beatris, una musica dolcissima!
Grazie di essere passata di qui e un abbraccio a te!!!

Nella Crosiglia ha detto...

La tua passione per Allevi mia cara Annamaria si sente tutta, sprigiona da ogni tua parola,esce da ogni tua riga...
Chissà cosa ci voleva dire il nostro , magari qualche pensiero di sfuggita, magari la realizzazione di un concerto ben riuscito, magari uno stato d'animo positivo...
Lo sento un brano molto intimo, sono propensa a pensare che la sua interiorità mentre l'ha costruito possa essere molto serena e carica
Abbraccio da stritolo..

Annamaria ha detto...

Sì, cara NELLA, è un brano intimo e positivo e mi piace pensare - come tu scrivi - che sia nato da un'interiorità molto serena e carica.
Grazie, amica mia, ti abbraccio anch'io!!!