domenica 5 giugno 2016

In gioiosa lista d'attesa....

Lipsia: "Thomaskirche"
Non riesco a staccarmi da Bach
E dire che ne ho già pubblicato qui un numero considerevole di brani e ogni tanto penso che sarebbe opportuno fare un po' di pausa.
Eppure non so proprio allontanarmi dalle sue note.

E non mi riferisco solo ai pezzi postati di recente che non mi sazio mai di ascoltare, ma anche ad altro. 
Sarà che sto lottando con alcuni brani della seconda Suite inglese, assolutamente non facili per le mie capacità di eterna principiante; ma più prendono forma sotto le mie mani e più il loro splendore mi conquista. 
Sarà che ho parecchi altri pezzi che attendono pazientemente di essere pubblicati qui, e talora ho quasi la sensazione che mi sollecitino a non dimenticarli.
Ma in verità mi sono un po' gasata anche perchè - notiziola fresca fresca! - quest'estate tornerò a Lipsia, città nella quale Bach è vissuto dal 1723 fino alla morte, e di nuovo potrò sostare in silenzio nella Thomaskirche dov'è sepolto, come in una luminosa mattina di quattro anni fa della quale potete ritrovare il ricordo qui.

Lo so, la prima volta che ci si reca in un luogo tanto desiderato si carica di un fascino irrepetibile e ritornarvi non fa sempre lo stesso effetto. 
Inoltre, se tutto va bene, il mio sarà ancora un viaggio di gruppo e prevedo già che, per essere sola, dovrò fuggir via di corsa coi minuti contati, quasi andassi all'appuntamento con un amante segreto....ma forse il bello sta anche in questo. Se ci pensiamo infatti, la musica ha molto a che vedere con l'amore, perchè va a toccare corde profonde e nascoste, regalandoci una scintilla di quella pienezza alla quale tutti aspiriamo. 

Allora, oggi permettetemi di pubblicare un ennesimo brano di Bach, da tempo in gioiosa lista d'attesa. 
Si tratta del "Preludio in Mi bemolle maggiore BWV 552", pezzo grandioso e solenne che, a mio modesto avviso, costituisce una delle più belle composizioni organistiche di tutta la sua produzione, una di quelle che vanno a risvegliare il Bach che misteriosamente portiamo già dentro.
Non so bene perchè, ma ho spesso la sensazione che, tra le tante e svariate sue opere, ce ne siano alcune - se possibile - ancora più bachiane di altre, quasi ci comunicassero l'essenza più profonda della sua ispirazione e del suo genio musicale
Non si tratta solo della presenza di progressioni, passaggi contrappuntistici o altri tratti del suo stile divenuti ormai chiari segni di riconoscimento, com'è per esempio lo sfumato per Leonardo o la figura serpentinata per Michelangelo. Ma è come se a tali opere ci legasse una sorta d'imprinting che ci fa percepire una corrispondenza segreta e immediata, quasi vi riconoscessimo una luce che è stata già nostra, forse in un tempo lontano.
Ecco, a me il Preludio BWV 552 dà questa sensazione.

Tra l'altro, è uno dei brani orchestrati da Schoenberg di cui parlavo qualche tempo fa, ma stavolta preferisco di gran lunga l'originale bachiano per organo.
Basta infatti ascoltare gli accordi iniziali, potenti, solenni e - per così dire - assertivi nella luminosa tonalità di Mi bemolle maggiore, per entrare subito nel vivo della composizione ed essere presi dalla grandiosità di quest'opera scritta, come indica il testo, "pro organo pleno". E' proprio tale pienezza di registri e di sonorità a prenderci già dall'esordio, con un'energia che percorre poi il resto del brano attraversandolo in tutta la sua complessità.

Alcuni musicologi, inoltre, hanno voluto leggere in esso una simbologia che, poic rimanda al numero tre, hanno interpretato come omaggio di Bach alla Trinità. Tre sono infatti i bemolli in chiave - come si vede nella clip video - e tre i temi che si susseguono nel pezzo, prima esposti separatamente e poi intrecciati in un dialogo ricco e articolato nel quale si muovono su scale discendenti, forse a simboleggiare il Divino che si piega per dare origine alla creazione. E la stessa cosa accade anche nella fuga che segue al preludio, della quale vi riporto il link: https://youtu.be/Wkw0XSTV7C4. 

Una fusione di elementi insomma, che - come in tanti altri autori - accomuna arte e vita, genio ed esperienza vissuta, consentendoci di ritrovare nelle composizioni di Bach non solo il musicista, ma insieme l'uomo e il credente legati in inscindibile unità.
  
Buon ascolto!

4 commenti:

egle eglissima ha detto...

Conosco, amo, mi emoziona profondamente questo meraviglioso pezzo di Bach. Non ho parole. Posso solo ascoltare e ringraziare te, cara Annamaria.
Buona settimana.
egle

Annamaria ha detto...

Ma grazie a te, Egle, di aver ascoltato Bach. Questo blog esiste proprio per condividere e moltiplicare la gioia!!!
Buona settimana e un abbraccio!!!

Stefyp. ha detto...

Ti ringrazio Annamaria l'ho ascoltato con immenso piacere. La tua introduzione me l'ha fatto apprezzare e condividere nella sua intensità. Meraviglioso.. ed emozionante. Un abbraccio e buon proseguimento di settimana, Stefania

Annamaria ha detto...

Sì Stefania, è un brano decisamente grandioso!!! E come scrivevo a Egle, lo scopo di questo blog è proprio condividere la bellezza della musica perché la gioia si allarghi come un'onda....
Grazie, buona continuazione e un abbraccio!!!