giovedì 21 gennaio 2016

Provviste per l'inverno

Nei miei viaggi ormai frequenti a spasso sul web, nei giorni scorsi, nel sito intitolato "Valle d'Aosta oltre le immagini, le emozioni", mi sono imbattuta in questa foto che mi ha subito affascinato.
Ma di là della sua bellezza, mi ha fatto pensare anche alla saggia previdenza con la quale chi abita in montagna sa fronteggiare lunghi inverni e talora temperature polari come quelle di questi ultimi giorni. Se infatti i mesi di caldo estivo ai quali noi turisti di pianura tentiamo di sfuggire, per i valligiani sono - al contrario - una benedizione, la lunga stagione del freddo, anche per chi vi è abituato, resta comunque un periodo duro al quale occorre sempre prepararsi con cura.

D'estate, in giro per il mio paesetto di montagna, mi capita spesso di notare, riparate sotto balconi o tettoie, piccole cataste di legna. Ogni baita fino al più sperduto casolare ha, ben riposta e ordinata, la sua provvista per l'inverno, senza contare che - anche nella bella stagione - dopo una giornata di maltempo può accadere che a sera sia necessario accendere il fuoco.  
Mi piace vedere quei tronchi allineati o talora già divisi in ceppi della stessa misura, e nella mia fantasia mi figuro la fiamma che andranno a fare - scintillante o variegata di ombre, movimentata o sommessa - insieme al calore che essa saprà diffondere. 

Certo è solo un piccolo esempio, ma proprio questa saggia concretezza dei valligiani m'induce a pensare alla necessità di avere provviste non solo per gli aspetti materiali della vita, ma anche per altro. Occorrono infatti riserve per i periodi bui, le giornate che stentano a ingranare, i momenti in cui l'inverno lo sentiamo dentro e per ogni circostanza in cui sia indispensabile stanare da se stessi le risorse giuste, la legna asciutta per accendere un bel fuoco.
Ciascuno, a questo proposito, ha riferimenti tutti suoi a cui andare: un libro, una preghiera, una corsa in mezzo alla natura, la vicinanza di persone amiche o al contrario la solitudine, ma certamente anche la musica col suo potere rigenerante capace di far rifiorire persino un deserto. 
  
E appunto in relazione alla musica, trovo che una delle risorse più efficaci nei momenti di crisi sia tornare a quel complesso di preludi e fughe, vero monumento di arte bachiana, che è "Il clavicembalo ben temperato".
Sappiamo bene quanto le composizioni di Bach possano accendere fuochi inestinguibili e passioni indomabili. Più volte, abbiamo anche osservato che il suo genio - nella molteplice e articolata varietà delle sue creazioni - si dispiega con la stessa magnificenza sia in una grandiosa toccata per organo che in un esercizio didattico, nella complessità di una cantata così come in una breve invenzione
Per questo, le 48 coppie di preludi e fughe che - percorrendo tutte le tonalità maggiori e minori - formano i due libri della raccolta, costituiscono una fonte di ricchezza inesauribile simile a una provvista che nutre senza mai venir meno. Ascoltare tali composizioni - e per chi p, eseguirle - è infatti scandagliare un mare sconfinato, avventurandosi in profondità dalle quali affiorano, di tempo in tempo, suggestioni sempre nuove.

Da tale vastissima riserva, allora, oggi desidero condividere con voi il "Preludio e fuga n.6 in re minore BWV 875", tratto dal II libro dell'opera.
Normalmente, quando si pensa a un preludio, a un brano cioè che ha una funzione introduttiva, ci s'immagina un pezzo pacato e lento, magari ritmato, ma non particolarmente vivace. 
Al contrario, quando si parla di fuga, forse per la suggestione della parola stessa la nostra fantasia si figura subito un pezzo che si caratterizzi prima di tutto per velocità. Certo, in molti casi è proprio così, tuttavia non sempre. 
Talora, proprio in Bach, esistono preludi concitatissimi - vedi quello in Re maggiore BWV 850 o l'ancor più famoso in Do minore BWV 847 usato tra l'altro anche come base per la breakdance - e fughe che, invece, si dispiegano con lentezza e distensione, consentendoci di percepire distintamente l'ingresso delle varie voci nel progressivo comporsi della loro architettura.
Ed è anche il caso dei brani di oggi. Qui infatti, il preludio si apre e prosegue a ritmo decisamente veloce, energico e vigoroso nella vivace struttura contrappuntistica che la brava interprete fa risaltare sottolineando gli accenti alternativamente con la destra e sinistra. Un pezzo straordinariamente accattivante perchè - a mio avviso, più di tanti altri - rappresenta ciò che nel nostro immaginario è lo stile bachiano.
Ad esso fa poi seguito una fuga dall'andamento più tranquillo, quasi malinconico, una pagina della quale la pianista fa fiorire ogni segreta morbidezza e in cui la successione delle note nella scala cromatica sembra talora perdersi quasi non avesse una meta precisa. E mi ricorda, per questo aspetto, il "Preludio n.20 in la minore BWV 889" che presenta caratteristiche analoghe in modo ancora più marcato.
 
Per citare lo stesso Bach con le parole che troviamo sul manoscritto dell'opera, "Il clavicembalo ben temperato" è stato composto "....per utilità ed uso della gioven musicale avida di apprendere, ed anche per passatempo di coloro che in questo studio siano già provetti".
Ma in realtà la funzione di questi brani va ben oltre: non solo pezzi didattici, ma creazioni eterne cui ritornare di tempo in tempo come a preziose provviste di energia, punti di riferimento d'inesauribile ricchezza artistica che continuano a parlarci con straordinaria vitalità.

Buon ascolto!

20 commenti:

Chiara ha detto...

La seconda parte è bellissima!

Annamaria ha detto...

Grande il nostro Bach, Chiara!!!
Un bacione e grazie!!!

Silvana Planeta ha detto...

Superba, la mia Annamaria! Bacio.

Annamaria ha detto...

Grazie di essere passata qui cara Silvana.
Bacio di buon pomeriggio!!!

Stefano ha detto...

Anche in Trentino, dove vado io, trovi la legna ben ordinata vicino casa.
Già iniziano a prepararla a fine Agosto.
Bravissima Francesca Vidal e naturalmente la musica di Bach!
Un caro abbraccio. Stefano G.

Rita B ha detto...

Ciao Annamaria bella l'idea di avere provviste interiori pronte a intervenire se ci sentiamo tristi o soli e penso che la musica sia sempre molto indicata a colmare questi spazi vuoti, in grado di evocarci ricordi, di cambiare il nostro umore, di farci ripercorrere momenti belli!
Un bacio a presto!

Stefyp. ha detto...

Un brano stupendo Annamaria, qelle note che si rincorronno, fuggono...quel saliscendi di emozioni che provocano mi hanno convolto intensamente..mi sono vista la fiamma, le fiammelle nel caminetto che scoppiettano, salgono, ora piano, poi più velocemente verso l'alto...ed è stato fantastico. Già, in questi giorni qua fa molto freddo, ma quando esce il sole nella valle, non è poi così male...ci si abitua, ci si adatta, magari proprio accanto ad un bel camino schioppettante e a qualche provvista che ci rievoca altri momenti...magari un bel libro o un brano di musica come quello appena ascoltato. Buon sabato Annamaria e un abbraccio, Stefania

Annamaria ha detto...

Grazie Stefano! Sono felice che anche tu condivida la bravura dell'interprete. Poi, ovviamente, Bach....è Bach!
Un caro abbraccio a te e buona giornata!!!

Annamaria ha detto...

Eh sì, Rita! Ocorrono sempre risorse interiori per reggere, e la musica è un canale privilegiato capace di restituire gioia, forza, entusiasmo e una visione della vita più positiva.
Grazie del tuo commento e un bacione!!!

Annamaria ha detto...

Mi piace molte, Stefania, il paragone tra le note del primo brano che si rincorrono così veloci e le fiamme e fiammelle di un caminetto!
Lo so, nella tua valle fa freddo - come del resto qui in pianura - ma lo spettacolo delle tue montagne è sempre affascinante, a maggior ragione ora che, finalmente, sono innevate!!! Se poi, oltre al fuoco, hai una bella provvista di libri o di musica, va ancora meglio!
Grazie del tuo commento e di aver condiviso il mio blog!
Ti abbraccio e buon weekend anche a te!!!

egle eglissima ha detto...

Certo che il "Clavicembalo Ben Temperato" di Bach è come se portasse i nostri pensieri disordinati a un ordine ricco di estetica, come le cataste di legna che si vedono in certi paesini di montagna. Ho in mente la precisione quasi ossessiva dei tronchi di legno allineati e accatastati in certi villaggi della Svizzera. E intanto godiamoci il mio amato Bach nel suo capolavoro senza tempo.
Grazie, cara Annamaria!
Un caldo abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Un caldo abbraccio a te, cara Egle, sull'onda della musica di Bach. Il Clavicembalo ben temperato" è davvero una sorgente inesauribile di bellezza, perfezione e armonia!!!
Buona serata e grazie!!!

Ambra ha detto...

Bellissimo il tuo post, Annamaria. E' splendida quell'associazione tra le scorte di legna per l'inverno, che anche a me danno una grande sensazione di calore, e le scorte di gioia per l'anima. E la gioia la puoi trovare, come dici tu, in mille sensazioni diverse che nascono da una stupenda composizione di Bach o dalla profondità di pensiero che ti trasmettono le parole di un libro o la compagnia di un amico. Penserò a questo concetto ogni volta che aprirò un libro.

Annamaria ha detto...

Sì, Ambra, ciascuno ha le proprie provviste interiori alle quali attingere per trovare forza e gioia nei momenti di crisi o anche nell'ordinario della quotidianità:una lettura, una musica, l'amicizia di una persona, a volte anche un luogo e via dicendo.
Ti ringrazio e ti auguro buona settimana!!!

amicusplato ha detto...

Di fronte a quel monumento di genialità che è il Clavicembalo ben temperato non si può che rimanere stupefatti.

Bach ha per primo esplorato ogni tonalità della scala musicale, scoprendo per ognuna la sua caratteristica peculiare, fornendo così il "materiale da ardere" per tutta la moderna armonia.
Proprio come hai ricordato nel tuo magnifico post, carissima Annamaria :-)

Complimenti! e un grande abbraccio :-)


Annamaria ha detto...

Sì, Antonio! Il "Clavicembalo" è davvero un'opera grandiosa a cui tornare periodicamente. Ogni volta riserva nuove scoperte nella sua perfezione fatta di rispondenze, di armonia, di profondità e di equilibrio matematico. Ha un'anima immortale come il suo autore.
Grazie del tuo commento e un abbraccio di buona giornata!!!

Mariella ha detto...

Ciao Annamaria, mi hai fatto sognare pensando al calore delle case di montagna durante l'inverno. E mi piace tantissimo il connubio tra quanta gioia ci piò dare il conservare qualcosa di bello che ci illumini l'anima e l'ascolto di un brano quale quello che ci regali con il tuo post di oggi.
Una buona giornata.

Annamaria ha detto...

Sì, cara Mariella, questa musica illumina davvero l'anima e la riscalda come un bel fuoco in montagna, quando fuori nevica.
Grazie della tua sensibilità e buona serata!

Carmine Volpe ha detto...

provviste materiale e provviste immateriali e sicuramente la musica è una di queste, un bella riflessione

Annamaria ha detto...

Grazie, Carmine, di questo tuo commento e buona giornata!!!