martedì 15 dicembre 2015

Sorpresi dalla musica

Mi è capitato già altre volte di osservare quanto l'ascolto della musica sia fonte di molteplici emozioni, anche se esse variano per ognuno di noi secondo la ricettività del momento, il contesto, il genere del brano, l'interpretazione e via dicendo.
Al di là di queste variabili, penso che ciascuno possa stilare comunque un proprio elenco di situazioni che favoriscono un più vivo impatto col mondo delle note: a teatro o in piazza, in solitudine o in viaggio con l'ipod, tutti abbiamo infatti momenti privilegiati che ci vedono particolarmente ricettivi.

Oserei dire però che la suggestione della musica si fa ancora più forte quando, in svariate occasioni, essa ci sorprende inaspettata. Possono essere le note di un organo in una chiesa o l'armonia di un canto polifonico; può essere la sigla di una trasmissione o di una pubblicità a regalarci - classico o meno - un brano che ci cattura colmandoci di sorriso. 
Trovo poi che sia bello essere sorpresi dalla musica anche quando si è per strada. Magari si va di fretta o si è ingolfati nei propri pensieri e all'improvviso il suono di uno strumento ci risveglia, ci apre il cuore inducendoci a rallentare il passo per qualche istante. Magari percepiamo la melodia già in lontananza e ci avviciniamo desiderosi di lasciarci pervadere dal fascino delle note proprio lì, così come siamo.
Accade spesso che si faccia musica nelle grandi città anche in mezzo al frastuono metropolitano e - sia che si tratti di un solista o di un piccolo ensemble - la cosa è quasi sempre piacevole e accattivante.  
E non parliamo poi dei flash mob talora entusiasmanti che ci colgono di sorpresa in una piazza, in metropolitana e via dicendo.

Tuttavia, ancora più suggestiva per me è la musica che accade a volte di sentire nel silenzio di una strada solitaria, magari in certe vie defilate dal chiasso come se ne trovano ancora nelle nostre città di provincia.  
Può capitare che da una finestra scendano note capaci di illuminare il cuore anche nel buio della sera o nel grigiore di un pomeriggio piovoso.
Talora sembrano nascere dal nulla e colmare il silenzio del loro incanto; altre volte ci sorprendono come - in certe sere di febbraio - ci raggiunge improvviso e inebriante il profumo intenso del calicanthus. 
Può essere la voce sottile di un violino, di un flauto o più spesso quella di un pianoforte che viene da una finestra dietro la quale qualcuno si esercita su di un notturno di Chopin, sulle battute perseveranti un preludio bachiano o sulla morbida vivacità di una sonata di Mozart.
E' allora una sorta di segreta corrispondenza quella che si stabilisce tra chi suona in casa e chi ascolta fuori, spesso sconosciuti ignari l'uno dell'altro, ma fatti per qualche istante un'anima sola grazie al prodigio della musica.
E quelle note esercitano un fascino intenso perchè diventano parte di noi, fondendosi coi nostri pensieri.
Lo sapeva bene Salvatore Di Giacomo quando ha scritto i mirabili versi di "Pianefforte 'e notte" che ci restituiscono tutto l'incanto e l'attitudine contemplativa che la musica può suggerire.

Mi piace allora concludere queste brevi considerazioni con un brano di Franz Liszt (1811 - 1886) che mi pare ci conduca proprio in un'atmosfera di poesia
Si tratta della famosa "Consolazione n.3 in Re bemolle maggiore", terza di sei composizioni per pianoforte solo che prendono anche il nome di "Sei pensieri poetici" per il loro tono romantico. Sono infatti pezzi dall'atmosfera sentimentale e pacata, lontani dal Liszt virtuosistico di altre sue creazioni, ma ugualmente ricchi di fascino. 
Questo, in particolare, è molto simile allo stile dei "Notturni" di Chopin - soprattutto l'op.27 n.2 - ma, a mio avviso, può ricordare anche il famosissimo "Sogno d'amore" dello stesso Liszt.
E Valentina Lisitsa sembra letteralmente accarezzare i tasti del Bosendorfer mentre, con il suo dolcissimo tocco, ci conduce nel cuore di questa melodia.

Buon ascolto!

18 commenti:

egle eglissima ha detto...

Grazie per questo pezzo di List che adoro! Condivido tutto ciò che hai meravigliosamente scritto sul tuo blog a proposito di come la musica possa sorprenderci. Cercherò di essere sintetica per raccontare un episodio di tantissimi anni fa. Vacanza e viaggio in Romania (usava). Cena con spettacolo musicale. Locale illuminato dalle luci al neon, canti tutt'altro che sorprendenti. Una pausa, un silenzio deluso. E si levò un coro angelico incredibile. Erano turisti statunitensi che appartenevano al Coro di Los Angeles. Una musica (senza strumenti) al cui ricordo ancora mi batte il cuore, come in questo momento che la rievoco. Quando la musica ci sorprende va a toccare le corde più profonde della nostra anima.
Un abbraccio, mia cara.
egle

Annamaria ha detto...

Capisco e condivido in pieno la tua esperienza cara Egle!!!
Anche a me sono capitati tanti episodi analoghi. Ne ricordo uno su tutti. Qualche anno fa, mentre ero a pranzo proprio con altri amici blogger, a un tratto dagli altri tavoli del ristorante si è alzato un gruppo di coristi francesi che hanno intonato un canto polifonico di una bellezza da brividi!!! La musica è sempre bella, ma a volte un coro ti prende davvero l'anima!!!
Grazie a te e un forte abbraccio!!!

Ambra ha detto...


Annamaria ti ricordi? Mi pare ci fossi anche tu a uno dei pranzi blogger, anzi si, forse è stato al Ristorante Sant'Eustorgio. Improvvisamente da un tavolo vicino dei musicisti hanno suonato un pezzo con strumenti loro che evidentemente avevano con sé. Ricordi la nostra sorpresa, il piacere di quella musica che ci aveva subito catturato proprio perché inaspettata e in un contesto insolito?

Annamaria ha detto...

Ambra, nella mia risposta a Egle qui sopra, mi riferivo proprio a quella volta al ristorante S.Eustorgio!!! Non ricordo però che i coristi avessero strumenti al di là della loro voce, comunque bellissimo ed emozionante.
Ma ricorderai anche, nell'ultimo nostro raduno, la sorpresa di sentire nel Duomo di Cremona nientemeno che la Toccata e fuga in re minore di Bach!!! Impagabile!!!
Grazie!!!

Rita B ha detto...

Ciao Annamaria! Che bello! Si' la musica risveglia sensazioni profonde,porta a galla ricordi,e se ti sorprende inaspettatamente riesce a cambiarti l'umore,a commuovere o a farti sorridere,cosi' come sorprende il profumo del calicanto, lui profuma mentre tutta la natura sembra dormire!Bacioni!

Annamaria ha detto...

Bella la tua osservazione, cara Rita: il calicanthus profuma mentre tutta la natura sembra ancora dormire. Così è la musica, capace di suscitare vita e luce anche quando intorno tutto sembra buio.
Grazie e un bacione a te!!!

EriKa Napoletano ha detto...

Io sono molto romantica e spesso succede che, quando ascolto un brano di musica che mi evoca dei ricordi, mi emoziono a tal punto che piango. In un centro commerciale, se trasmettono della musica allegra, scatta in me il desiderio di muovermi, di ballare...
E' proprio vero che la musica è la medicina dell'anima. Un abbraccio forte, cara Annamaria.

Annamaria ha detto...

Ti capisco in pieno, cara EriKa perchè anch'io sono così. Nel paesetto di montagna dove vado in vacanza, nel passaggio che conduce alla zona parcheggi trasmettono sempre musica folk, con ritmi a volte vivacissimi e a me viene sempre l'istinto di ballare, anche se sono da sola.....E' proprio vero: una bella musica spesso ti cambia in meglio la giornata!!!
Un abbraccio fortissimo!!!

Nella Crosiglia ha detto...

Io adoro Liszt Annamaria mia, e le sue note per me sono sempre un incanto, godute nel silenzio, come nel frastuono, pervadono il mio animo e lo fanno rimbalzare con quella triste ma dolce malinconia che sempre lo pervade , con quella delicatezza che ti accompagna e sembra consolarti..
Anche passasse un jet all'improvviso la musica di Liszt mi è nell'anima.
Grazie tesoro caro..ti stringo fortissimo!

Annamaria ha detto...

La musica, cara NELLA, sa raggiungerti e catturarti anche in mezzo al frastuono e indicarti la strada, magica come il filo che conduce fuori da un labirinto o che ti fa trovare un tesoro. Grazie e un abbraccione!!!

Silvana Planeta ha detto...

Ha ragione, cara Annamaria! La musica, se buona, dovunque la si ascolti, è sempre una sorta di brodo caldo per l'anima. Bacio.

Lucia Nadal ha detto...

Grazie. Adoro la musica che mi coinvolge ma non disturba il mio vagare con i pensieri. Questa di Liszt è particolarmente adatta al mio cuore e al mio blog. La Cercherò per inserirla. Ciao a presto

Annamaria ha detto...

Certo, Silvana, la musica è un conforto che riscalda il cuore anche nei suoi inverni!
Un abbraccione, carissima, e grazie!!!

Annamaria ha detto...

Grazie di essere qui, Lucia! Sì, questo di Liszt è un brano molto pacato, meditativo e può fare da sottofondo ai pensieri, fondendosi con essi dolcemente.
Un abbraccio e a presto!!!

amicusplato ha detto...

Liszt è tra i miei preferiti in assoluto; la sua musica non è essenzialmente virtuosismo, come spesso è stato detto scioccamente, ma arte sublime, come hai giustamente detto nel post.
Tutta la sua produzione, anche quella a prima vista più virtuosistica ("gli studi trascendentali", per intenderci), sia quella orchestrale e corale, rimane al top dell'arte.

E dopo un brano così carico di pathos, un abbraccio affettuoso, carissima Annamaria ;-)

Annamaria ha detto...

E' proprio come dici, Antonio. Liszt non è solo virtuosismo, ma anche dolcezza sublime e pathos come in questo brano che amo moltissimo, nonostante il mio cuore sia più legato ad altri compositori - Bach in primis - e in genere alla musica barocca.
Grazie e un abbraccio di buona giornata!!!

Stefyp. ha detto...

Stupendamente magnifico lasciarsi avvolgere da queste note, la loro dolcezza, il trasporto che ne consegue e magicamente ti fa letteralmente volare con la mente...davvero bellissimo, come un momento sospeso, fuori del tempo. La musica trasmette molto a chi la sa ascoltare. Un abbraccio e buona giornata, Stefania

Annamaria ha detto...

Grazie di questa tua intensa condivisione, cara Stefania!!! La musica è davvero rigenerante.
Un abbraccio grande a te!!!