domenica 22 novembre 2015

Gioia di vivere

E' una Santa Cecilia martire quella di oggi, qui nella bella statua di Stefano Maderno posta nella basilica a lei dedicata in Trastevere a Roma, proprio sul luogo del ritrovamento del sarcofago contenente il suo corpo.
Non è raffigurata mentre suona uno strumento musicale attorniata dagli angeli, o in estasi con lo sguardo rivolto al cielo come in tante rappresentazioni pittoriche. Qui è a terra riversa, il collo segnato da un taglio che, visto dal vivo, mette un brivido e contrasta con la raffinatezza del panneggio e il dolce, composto movimento della figura. Un'opera che il Maderno ha realizzato proprio alle soglie del Seicento, nella fase di passaggio dalla classicità rinascimentale alle dinamiche barocche.

Ricordare Santa Cecilia - patrona della Musica e di quanti ad essa si dedicano - è sempre significativo, ma in particolare oggi come simbolo di quella cultura che, attraverso le arti, celebra lo splendore dell'esistenza e c'invita a scoprire segni di bellezza ai quali conformare la nostra quotidianità.
In questa ricorrenza, desidero allora tornare a Mozart e affidarmi al suo sguardo con un brano animato da una fresca gioia di vivere, proprio quella gioia così crudelmente ferita nei giorni scorsi, ma che l'incanto delle sue note fa rifiorire dal profondo. Ci regala infatti una leggerezza pensosa che entra nell'anima e la riempie, insieme a una trasparenza che viene dall'Alto a ricordarci chi siamo, da quale scintilla d'Amore fiorisce la vita.

Il brano di oggi è una delle creazioni mozartiane più straordinarie: il primo movimento - "Allegro" - dal "Concerto per violino e orchestra n.4 in Re maggiore K.218", scritto dal compositore a diciannove anni, con quella freschezza di emozioni che solo la giovinezza sa donare.
Il pezzo si caratterizza per la bellezza delle idee melodiche, la scorrevolezza con cui i vari temi si susseguono e l'uso brillante delle possibilità tecniche ed espressive del violino. 
Adoro questo concerto da quando ero adolescente e il nostro insegnante di Italiano del liceo (mitico per genialità, autorevolezza e passione per la musica!) lo suonava per noi - rigorosamente dopo l'orario di lezione! - portando il suo violino e i long playng con le basi orchestrali da mettere sul vecchio giradischi della scuola
Noi allievi - pochi e già innamorati di tutto - ci fermavamo ad ascoltarlo in religioso silenzio, attenti a che gli scranni di legno dell' Aula magna non avessero a dare il minimo scricchiolìo, mentre l'incanto di quella musica si spandeva nell'aria segnandoci l'anima a lettere di fuoco.
Avevamo sedici anni e le note ci entravano in cuore con le emozioni e i palpiti dell'adolescenza, fondendosi ai primi innamoramenti che non si dimenticano.  
Da qui nasce il mio legame con Mozart e, proprio oggi, mi piace esprimere profonda gratitudine a chi - insieme alla letteratura, alle arti figurative e a tutto ciò che rende bella la vita - mi ha regalato anche lo splendore della sua musica. 

Buon ascolto!

 

20 commenti:

egle eglissima ha detto...

Bellissimo questo pezzo di Mozart, così come il tuo ricordo di Santa Cecilia. Ieri sera ho visto in tv una ragazzina cieca suonare magistralmente il pianoforte. Se la trovo te la posto, a condividere questo tuo scritto.
Grazie,cara!
Un abbraccio.
egle

Stefyp. ha detto...

Un bellissimo brano, Annmaria, un brano che come dici tu fa sognare, un brano che riempe il cuore...la musica riesce sempre a trasmettere molto, quando poi si parla di Mozart è il massimo del trasporto...Sempre molto comunicativi i tuoi post. Un abbraccio a te e grazie Stefania

Nella Crosiglia ha detto...

In effetti il brano contrasta con la figura della Santa presentata in questa maniera alquanto insolita da come siamo abituati a vederla..
Capisco i turbamenti e gli innamoramenti "conditi" con queste sublimi note!
Bacio da stritolo...

Silvana Planeta ha detto...

Carissima Annamaria, i tuoi post sono, come sempre, coinvolgenti e raffinati. Senza esagerazione, sei in grado di far avvicinare alla musica anche chi di musica non ne capisce un'acca. Mi potrai dire che la simbiosi con essa è solo di una questione di sensibilità e, in parte posso darti anche ragione, ma ti assicuro che tu fai davvero venire la voglia di avvicinarsi a questo mondo meraviglioso... anche se ciò che mi è più lampante nell'intero post è che 'sto Mozart fu galeotto! Bacio e abbraccio.

Annamaria ha detto...

Grazie a te Egle, ho visto il pezzo che mi hai inviato e al quale fai riferimento. Straordinario davvero....
Un forte abbraccio!!!

Annamaria ha detto...

Sì, Stefania, la semplicità e al tempo stesso la profondità di Mozart sanno riempire il cuore facendo rifiorire la gioia, anche in tempi duri come quelli che stiamo vivendo. E tener viva questa gioia è più che mai necessario.
Grazie del tuo commento e un caro abbraccio!!!

Annamaria ha detto...

Che bello vederti qui, cara NELLA!!! Sì, hai pienamente ragione: il brano contrasta con l'immagine di Santa Cecilia, ma è un contrasto voluto. Perchè esiste una Bellezza - nella vicenda della Santa così come nella splendida statua che la rappresenta - che supera la morte, esiste una Bellezza eterna che l'arte ci ricorda in continuazione e che diventa fonte di vita e di gioia.
Quanto poi al mio amore per la musica di Mozart...certo, ciò che s'imprime in noi in un contesto particolarmente emotivo, non viene più dimenticato.
Grazie, carissima, e un abbraccione da stritolo!!!

Annamaria ha detto...

Vedi, carissima Silvana, come scrivevo anche a NELLA, ciò che viviamo o - nel caso della musica - ascoltiamo in un contesto di emozioni particolarmente intense, si radica in noi in maniera più profonda e diventa vita. E' così per ognuno di noi.
Ti ringrazio dei tuoi apprezzamenti, ma sappi che il merito è tutto della musica!!!!
Bacione e abbraccione!!!

amicusplato ha detto...

Perfezione e bellezza nel capolavoro di Stefano Maderno, perfezione e bellezza nel brano di Mozart.

Santa Cecilia è stata degnamente da te onorata, carissima Annamaria :-))

Grande abbraccio :-)

Annamaria ha detto...

Grazie delle tue parole, carissimo Antonio: Mozart e quella statua del Maderno ci ricordano quanto la Bellezza sia eterna.
Un grande abbraccio anche a te!!!

Luigi ha detto...

anche a me ha sempre affascinato quella statua del Maderno cara Annamaria: peraltro, sembra che sia molto fedele al soggetto "originale", come fu ritrovato dopo il martirio!!!
Buona settimana

Annamaria ha detto...

Sì, Luigi, è proprio come hai scritto: la statua riproduce la posizione in cui fu ritrovato il corpo della Santa.
Grazie e buona settimana a te!!!

Rita B ha detto...

E' davvero emozionante leggerti per come trasmetti le emozioni che vivi ed hai vissuto con la musica che accompagna la tua vita! Un bacio!

Annamaria ha detto...

Grazie di essere qui, cara Rita! Tutti viviamo delle emozioni che ci restano impresse attraverso scorci di vita diversi per ciascuno. Per me la musica, a volte, è quasi la colonna sonora di certi eventi che li accompagna e me li fa rivivere!
Ti abbraccio!!!

Ambra ha detto...

Che gioia ascoltare Mozart. Riesce ad alleggerire l'anima da qualsiasi cupezza. Non ti nascondo che guardare la statua, questa statua di Santa Cecilia con quel taglio che le deturpa il collo, con quel corpo abbandonato, mi ha sempre causato un grande malessere. Perfetto il binomio da te creato, morte cruenta e suoni gioiosi. Dai contrasti sale l'armonia.

Rita B ha detto...

Cara Annamaria anche per me la musica ha sempre rappresentato il sottofondo della mia vita,per questo mi ha colpito dove parli dei tuoi 16 anni,infatti l'adolescenza è il periodo piu' musicale che ho attraversato e ancora adesso coi ricordi emergono i suoni!Ma fin da bambina, mio padre appassionato, mi ha trasmesso questo amore! Lui ascoltava anche i cori degli alpini ed io ancora li amo e ne ricordo le parole! Un forte abbraccio!

Annamaria ha detto...

Sì, Ambra, visto dal vivo, quel taglio ha davvero un che di macabro.
Grazie di aver colto il senso di quel binomio! Oggi la Bellezza - nell'immagine di tanti esseri umani, ma anche in ciò che rende piacevole la vita come per esempio un concerto - è stata crudelmente ferita. Ma sopravvive alla morte nella gioia eterna dell'arte.
Buona serata!!!

Annamaria ha detto...

Oh Rita, che bello ciò che racconti! Sì, le esperienze dell'infanzia e dell'adolescenza s'incidono in noi e non si dimenticano. E l'amore trasmesso rimane.
Grazie della tua condivisione e un abbraccio!!!

Carmine Volpe ha detto...

un grande insegnate ma anche degli allievi che riuscivano ad sapere ascoltare la musica

Annamaria ha detto...

Sì, Carmine, un grande insegnante davvero, di quelli che lasciano un segno forte. Conoscerli è un dono!!!
Grazie e buona giornata!!!