lunedì 12 ottobre 2015

Nell'oro dell'autunno


Difficile non cedere al fascino della stagione autunnale, coi suoi colori e le sue sfumature, senza andare in cerca di un dipinto che di questi colori ci riempia lo sguardo, lasciandoci una sensazione di vibrante armonia.
Sono tornata allora a Claude Monet che ci consente di cogliere lo splendore della natura nelle diverse stagioni, attraverso la sua pittura "en plein air" così calda e insieme così lieve e ariosa. Sono numerose, infatti, le composizioni in cui l'artista ha esplorato la meraviglia del trascorrere del tempo sul paesaggio: dal silenzio invernale della campagna innevata alle fioriture primaverili, dai filari di pioppi nel fremito del vento alle mille sfumature di un tramonto, ai riflessi di un corso d'acqua o alle brume mattutine. 
Il dipinto che vi regalo oggi s'intitola "La Senna ad Argenteuil, autunno", un olio su tela del 1873 conservato alla Courtauld Gallery di Londra.  
E' una delle tante opere ambientate ad Argenteuil dove Monet ha soggiornato dal 1871 al 1878, periodo ricco di creatività e di attenzione alla resa pittorica della luce, grazie all'interesse per la pittura inglese di Constable e Turner conosciuta dall'artista durante un precedente viaggio in Gran Bretagna.

Il quadro ci presenta uno splendido insieme di colori, riflessi, luce, vibrazioni, riverberi: una straordinaria veduta che non si finirebbe mai di contemplare non solo per la ricchezza di particolari soprattutto sullo sfondo, ma anche per quella sensazione di vibrante leggerezza che ci consente di entrare nel paesaggio - e quasi di percorrerlo - non solo con lo sguardo, ma col cuore. 
Dalle nuvole nel loro dolce e un po' indistinto vagare alle chiome degli alberi che si riflettono nella Senna; dall'acqua che si fa specchio lievemente increspato in primo piano fino al paese sullo sfondo, incerto nei contorni eppure ricco di dettagli appena accennati, tutto si fonde - e talora si confonde - in dolce, serena armonia.
Colori caldi e limpidi, come le varie sfumature di giallo e di azzurro, come l'oro sfolgorante della stagione autunnale che risplende senza ferire lo sguardo in una luminosità dolce e soffusa.
Mirabili quegli alberi sul fiume e il leggero confondersi e quasi scomporsi delle forme riflesse nell'acqua. Impressioni - è proprio il caso di dirlo - che l'artista riesce a cogliere grazie alla sua totale immersione nella natura. 
Non dimentichiamo a questo proposito che, ad Argenteuil, Monet aveva allestito una sorta di battello-atelier con cui si spostava lungo il fiume per ritrarne le rive e il paesaggio da punti di vista altrimenti impossibili. Possiamo illuderci allora di procedere insieme a lui lungo il corso della Senna e di contemplare col suo sguardo ogni angolo, avvertendo sul viso il vento leggero che trasporta quelle nuvole vaganti e un po' sfumate, nell'atmosfera di dolcezza e pure di lieve malinconia del paesaggio autunnale.

Atmosfera che mi pare si respiri anche nel brano che vi propongo oggi.  
Si tratta del terzo movimento - Adagietto - dalla Suite n.1 da "L'Arlesiana" di George Bizet (1838 - 1875).
Il termine "Adagietto" ci conduce in un clima di meditazione lenta e dolcissima  e ci riporta col pensiero ad un successivo e forse più famoso "Adagietto", tratto della Quinta Sinfonia di Mahler che - se volete - potete ritrovare qui. 
Una trentina d'anni separa le due composizioni - quella di Bizet scritta nel 1872 e quella di Mahler nel 1901 - eppure mi pare che, per certi aspetti, in entrambi i pezzi si respiri un'atmosfera simile, fatta di una serenità che sfuma in lieve malinconia.
Nonostante questo di Bizet sia un brano molto più breve e meno grandioso di quello mahleriano, la sua melodia affascinante e nostalgica sembra in qualche modo preludere al futuro, soprattutto in certi passaggi che salgono verso luminose aperture e poi dolcemente si smorzano.
Note di cui riempirsi l'anima, mentre gli occhi contemplano i contorni del paesaggio autunnale e l'oro del fogliame che si tinge di bruno.

Buon ascolto!

12 commenti:

egle eglissima ha detto...

Ecco l'autunno con la sua malinconia, le sue ombre sempre più in anticipo ogni sera, e a consolarci ci porta i colori e le sfumature che Monet rappresenta così bene con le sue dolci e sicure pennellate. Davvero gli Impressionisti potrebbero essere considerati i pittori dell'autunno.
Quanto a Bizet, ho avuto di recente una chiacchierata con una musicista, che lo ama tantissimo mentre io le dicevo che la musica non è eccezionale nei francesi. La musica è italiana, tedesca, anche russa, però la mia preparata interlocutrice mi ricordava che dopo l'insuccesso della "Carmen", Bizet si era suicidato.
Ho scritto troppo e mi scuso. Il pezzo che hai postato ben accompagna la pittura di Monet.
Grazie, Annamaria cara.
egle

Annamaria ha detto...

Non devi scusarti di nulla, cara Egle, grazie invece di questo tuo commento e della tua sensibilità per le sfumature autunnali di queste immagini e della musica.
Un abbraccio!!!

Gus Omar O. ha detto...

Grazie per Monet, il macchiaiolo poetico, e Bizet.
Ciao Annamaria.

Ambra ha detto...

Si, è vero. Ci sono nella musica di Bizet i toni malinconici e dolcissimi del quadro di Monet che richiama all'armonia di Bizet.

Annamaria ha detto...

Grazie a te, Gus, di essere qui. Originale la tua definizione di Monet!!!
Buona serata!!!

Annamaria ha detto...

Grazie, Ambra: se anche tu hai la stessa sensazione, allora non ho sbagliato ad associare musica a immagini.
A presto!!!!

Mariella ha detto...

Arrivare da te e' come rimanere sospesi nella bellezza. Molto bello il quadro di Monet e esuaustiva la tua recensione. Sia della pittura che della musica. Peccato che ormai questi autunni dotati si vedono poco dalle nostre parti. Un abbraccio Annamaria!

Annamaria ha detto...

Grazie, Mariella!!! Hai usato una splendida espressione, molto efficace: effettivamente questo dipinto di Monet dà la sensazione di restare sospesi nella bellezza.
Meravigliosi i colori dell'autunno: certo questi panorami non li troviamo in città, ma in montagna e a volte nelle nostre campagne sì!
Un abbraccio di buona giornata!!!

Stefyp. ha detto...

Ottima combinazione di armonie...tra musica e pennellate di colori la mente si lascia piacevolmente trasportare...Monet ogni volta mi emoziona, è un artista che mi trova sempre incantata davanti alle sue tele...tutte piacevolmente belleeeee... e Bizet pure con questi suoi toni musicali dolci e delicati.... Grazie Annamaria, un abbraccio Stefania

Annamaria ha detto...

Verissimo, Stefania! Monet incanta ed emoziona sempre anche perchè, nonostante tanti suoi paesaggi siano in parte simili, ognuno di essi ci regala una percezione diversa, una differente angolatura di luce, una delicatezza di colori che entra nell'anima.
Grazie a te e un abbraccio!!!

amicusplato ha detto...

Sono un "patito" di Bizet, per cui ascoltarlo è per me sempre un grande piacere :-)

Se poi aggiungi anche un Monet, allora cara Annamaria, la bellezza è al top, per gli occhi e per l'udito ;-)

Un caro e affettuoso saluto :-)

Annamaria ha detto...

Grazie, Antonio! Questo brano di Bizet mi ha davvero colpito per il suo incanto! E poi anche Monet, certo: "armonie di bellezze diverse".
Un caro abbraccio!!!