venerdì 10 aprile 2015

La rugiada della notte

Prima di passare ad altri argomenti, permettetemi oggi di aggiornarvi sullo stato di salute delle mie primule. 
Ricordate??? 
Sì, proprio quelle di cui ho postato la foto circa un mese fa esattamente qui.

Stante la mia assoluta mancanza di pollice verde come ormai sapete, la sfida era quella di mantenerle in vita il più possibile e - cosa incredibile! - nonostante la chiara incompetenza della sottoscritta, sono sopravvissute. 
Hanno avuto, è vero, un periodo di crisi più o meno dopo una settimana che - si fa per dire - le curavo. Allora, mi sono ricordata del consiglio datomi una volta dalla mamma della mia parrucchiera che vanta da sempre uno splendido giardinetto: rose, gelsomini, giacinti, gerani....e naturalmente primule che, di tempo in tempo, sono una vera e propria gioia per gli occhi. 
"Le primule - mi aveva detto - non vanno annaffiate troppo, ma lasciate fuori, quando la temperatura lo consente, a prendere la rugiada della notte".

Così, invece di tenerle in casa in bella vista sul tavolo del tinello, quando temevo non ci fosse più nulla da fare, le ho messe fuori in un angolo del balcone riparato dal sole, come in una sorta di sala di rianimazione o di terapia intensiva. E lì, al freddo della notte e al tepore del giorno, all'aria di queste mattine ancora rigide, ma anche all'umidità ristoratrice delle pioggerelle primaverili, si sono riprese. 
L'ideale sarebbe forse trapiantarle in un vaso più grande e con altra terra, ma....conoscete i miei limiti, una cosa alla volta!
Insomma, passato il momento di crisi, sono tornate a risplendere superando le mie aspettative e, nonostante i nuovi fiori siano leggermente più piccoli rispetto ai primi, quando li guardo mi regalano ancora luminosità e freschezza.

Certo, ora le mie primule sono diventate un po' timide e non amano più essere fotografate, come una bella donna che non desideri essere vista in veste da camera. Ma mi piace ugualmente questo loro splendore casalingo e mi lascia sempre colma di stupore il modo in cui la natura fa il suo corso continuando il suo prezioso rammendo anche al di là delle nostre speranze.

E mi viene da pensare che non solo per le piante e i fiori, ma anche per gli esseri umani, quando si trovano ad attraversare il buio, possa esistere la rugiada della notte a rianimare e ristorare infondendo nuova freschezza.
Una sorta di carezza notturna che scenda quando la tenebra toglie ogni altra percezione, un silenzioso respiro, un segreto lavorìo simile a quello che cova d'inverno sotto i rami stecchiti degli alberi e darà frutti alla sua stagione.

Per questo, oggi desidero dedicare a voi - e alle mie primule - un brano di musica d'incomparabile dolcezza che certo tutti conoscete: il "Largo" dal "Concerto in fa minore per violino, archi e continuo n.4 op.8 RV 297" di Antonio Vivaldi (1678 - 1741).
Sì!....Proprio l'Inverno da "Le quattro stagioni", nel suo famosissimo secondo tempo qui eseguito dai Solisti Veneti diretti da Claudio Scimone, in una raffinata interpretazione che esalta l'assoluto incanto della melodia vivaldiana. I pizzicati degli archi ne segnano infatti la ritmica in modo sapiente, mentre i passaggi in cui l'aria si fa dolcemente più lenta ci conducono in un'atmosfera sognante, consentendoci di assaporarne ogni sfumatura.

Certo, può risultare anacronistico un richiamo all'inverno ora che siamo già in primavera, ma queste note, lungi dall'essere tristi, scendono in cuore - almeno così a me pare - proprio come una rugiada notturna e una lieve pioggia rigeneratrice. E non solo per il canto del violino solista e il senso di sereno abbandono della composizione, ma anche perchè è nel buio invernale che la natura prepara la primavera e ricama la futura luminosità dei suoi fiori.

Buon ascolto!
  

10 commenti:

Ambra ha detto...

Si, non sono tristi le note di Vivaldi, sono dolcissime e rasserenanti.
Mi congratulo con te, Annamaria, per le tue primule e per la previdente terapia intensiva che le ha salvate:-)

Annamaria ha detto...

Certo, cara Ambra, queste di Vivaldi sono note incantate e incantevoli, è un inverno che ci fa sognare.... Una vera e propria terapia intensiva anche per il cuore!
Grazie e buona serata!!!

egle eglissima ha detto...

Cara Annamaria, pensavo di non aver compreso bene quando scrivesti che avevi messo le tue primule in casa (sicuramente ancora riscaldata!). Le primule vanno tenute fuori. Se vai in campagna o in collina a fine inverno le vedi spuntare dalle dure zolle. Io non ho il pollice verde, ma dove sto le piante sono rigogliose. Se mi donano una rosa mi dura almeno dieci giorni in un vaso e non lascia perdere i petali, ma appassisce piano piano. E' la mia aura verde che mi pone in sintonia con piante e animali.
Evviva Vivaldi, delle "Quattro Stagioni" "L'Inverno" è la parte che preferisco. Grazie.
Ti abbraccio, mia cara.
egle

Annamaria ha detto...

...Avevi letto bene Egle, le primule erano in casa, lontane da fonti di calore, ma in casa. Volevo averle sotto gli occhi sempre.
Ora però, sul balcone stanno molto meglio.
Complimenti per i tuoi fiori e la tua aura verde.
Abbraccioni!!!

Stefyp. ha detto...

Ciao Annamaria, le tue proposte sono sempre bellissime, questa è poesia pura per l'orecchio e il cuore. Un inverno che prepara l'animo ad accogliere l'incanto della primavera di una dolcezza affascinante e coinvolgente. Buon fine settimana e grazie per questi attimi di piacere. Un abbraccio Stefania

Nella Crosiglia ha detto...

Bellissimo il brano Annamaira mia, quasi nelle note invernali si senta il richiamo della primavera..
Ho deciso di mettermi in giardino anch'io , vista la ripresa esaltante delle tue primule..
Che dici non sarebbe una brutta idea..Hai visto mai?
Bacio stritolante!

Annamaria ha detto...

Grazie, Stefania! Vivaldi è davvero poesia da ogni punto di vista, e questo "Largo" ci regala il cuore rasserenante dell'inverno in tutta la sua vita segreta e nella sua attesa della primavera!
Buona domenica e un abbraccio!!!

Annamaria ha detto...

Sai NELLA che la tua è proprio una buona idea??? Puoi metterti in giardino, o se preferisci nell'orto. Certo, la cura assidua di piante e fiori - e magari frutti - comporta anche fatica, tuttavia dicono che sia terapeutica....
Ma a mio avviso mai quanto la musicaaaaa!!!!
Abbraccio sempre da stritolo!!!

Mariella ha detto...

Nel momento stesso in cui vedo i balconi fioriti di primule mi rendo conto che è tornata la stagione della bellezza.
Sul mio balconcino margherite screziate e lavanda.
Anche una pianta di mimosa, ma onestamente non so quanto potrà durare.
Un abbraccio a te e alla tua vita in musica.

Annamaria ha detto...

Ho visto, cara Mariella, i fiori sul tuo terrazzino lilla...un angoletto di paradiso!
Grazie di essere passata di qui!
Un abbraccio!!!