lunedì 6 ottobre 2014

Splendore senza tempo

Mi è capitato di osservare più volte quanto le composizioni di alcuni grandi musicisti del passato siano state spesso rivisitate in chiave moderna, talora con esiti di sorprendente positività che dei vari brani hanno fatto emergere aspetti inusitati e segrete sfaccettature.
E' accaduto in primis con Bach per la versatilità dei suoi temi e dei suoi ritmi   - come ricordavo in un precedente post - ma accanto a lui possiamo annoverare anche Mozart, Haendel, Beethoven e via dicendo.

Tuttavia, per leggere uno spartito in una diversa dimensione andandone a sviscerare ogni latente possibilità espressiva, non sempre è necessario un arrangiamento che ne modifichi il ritmo o ne rielabori i temi, come spesso accade per esempio nelle rivisitazioni jazz.
A volte, è sufficiente cambiare strumento solista per creare nuovi effetti, suggestioni, risonanze, che regalino al testo colore e morbidezza, tensione e drammaticità, a seconda che i suoni siano più acuti e sottili o potenti e corposi. Il timbro del pianoforte è certo differente da quello del violino, del flauto o dell'arpa - solo per fare qualche esempio - e lo sapevano bene gli autori del passato che di frequente trascrivevano sonate o concerti per strumenti diversi da quelli originali, ricreando per così dire il clima musicale delle varie composizioni.

Per questo, consentitemi oggi di tornare di nuovo a Bach per proporvi la parte finale di uno dei suoi brani più famosi in assoluto: la "Ciaccona" dalla "Partita n.2 in re minore per violino solo BWV 1004", qui nella suggestiva trascrizione per pianoforte di Ferruccio Busoni, vera e propria opera d'arte nell'opera d'arte.
Sì, ho scelto una clip video che del pezzo riporta solo gli ultimi tre minuti perchè - al di là dell'indiscusso splendore dell'intera pagina sia nell'esecuzione originale che nella trascrizione - a mio avviso bastano già a farci percepire ancora una volta la straordinaria modernità bachiana.  
Ciò grazie al pianoforte che, se da un lato dona particolare morbidezza al brano, dall'altro ne sottolinea e accentua in tutta la sua grandiosità il carattere polifonico. Ma grazie anche al tocco ora pacato e luminoso, ora energico e risoluto di Hélène Grimaud, in un'interpretazione che - per quanto rispetto ad altri esecutori sia più lontana dai canoni barocchi - trovo comunque decisamente affascinante.

Il tema si snoda con una semplicità fatta di corrispondenze perfette che, ancor prima di dispiegarsi con più ampio spessore, vanno a risvegliare in noi un ritmo, una pulsazione profonda e segreta, quasi Bach ce lo portassimo dentro da sempre senza saperlo, inscritto nel dna dell'anima come una scintilla divina che le note fanno rifiorire.
Il fatto è che la Ciaccona, al di là del suo riecheggiare altri testi bachiani - per esempio l' "Invenzione a due voci n.14 BWV 785" qui riconoscibile a mio avviso a 1,16 dall'inizio - ci regala per così dire l'essenza stessa di Bach che, come linfa sotterranea e vivificante, scorre in ogni sua composizione. 
Una sintesi di rigore e inesauribile inventiva, una creazione di mirabile unità nella diversità, come spesso percepiamo proprio nelle opere in cui ad un'aria seguono delle variazioni, a cominciare dalle "Goldberg".

E le mani della Grimaud sembrano danzare in un gioco che - dalla lentezza iniziale, dove ogni singola nota risuona limpida, scandita con una misura che ce ne fa cogliere anche il minimo riverbero - si fa poi più articolato nella serie via via più incalzante e accesa di accordi e vibranti dissonanze.  
Note come gocce lievi che disegnano una trama di preziosità senza tempo; tocchi delicatissimi, poi fremiti che vanno facendosi più intensi e progressivamente più martellanti fino a divenire cascata di acque impetuose.
Un Bach immenso: dolce e drammatico, semplice e grandioso insieme, modernissimo e vivo nella sua capacità di parlarci con forza, aprendoci - oggi come ieri - a dimensioni e profondità di splendore assoluto.

Buon ascolto!

Qui di seguito, trovate i link dell'intera esecuzione della Ciaccona, prima al violino e poi al pianoforte:
 - https://www.youtube.com/watch?v=1p2yzke_550
 - https://www.youtube.com/watch?v=pkOH-MtUplU

14 commenti:

Stefyp. ha detto...

Splendida esecuzione per un brano che coinvolge e affascina a tutti gli effetti. Naturalmente la tua dettagliata spiegazione me l'ha fatto assaporare con maggiore attenzione e piacere. Grazie Annamaria, post interessante come sempre....per una come me è super... perchè apprezzo la musica e mi piace ascoltarla, ma non ne ha nessuna preparazione....Buona serata Stefania

Ambra ha detto...

E' bello leggerti ed entrare con le tue parole dentro i meandri della musica, dentro i sentieri che portano ad emozioni profonde, che solo la musica o meglio, una musica come quella di Bach, sa suscitare.

Annamaria ha detto...

Grazie, Stefania! Mi fa piacere che tu condivida il fascino di questa esecuzione.
Se apprezzi la musica e ti piace ascoltarla, proprio questa tua sensibilità ti aiuterà a costruirti anche un entroterra di conoscenze.
Tengo a precisarti però che, anche se conosco la musica e so leggere uno spartito, NON ho una preparazione tecnica come quella di chi ha frequentato il conservatorio. Le mie non sono analisi tecniche dei brani, il che comporterebbe un insieme di conoscenze ben più complesse.
Non ho questa pretesa ma, come vedi, mi limito a registrare semplicemente le mie impressioni.
Del resto, amo e ascolto musica classica da quando ero adolescente.....e di anni ne sono passati!
Un abbraccio di buona serata!!!

Annamaria ha detto...

Ciao Ambra!!!
Sai che il blogroll ha fatto i capricci anche con me, oggi? Ma poco dopo ha ripreso a far giudizio e mi ha pubblicato il post.
Grazie delle tue parole: Bach ci conduce proprio dentro i meandri e le emozioni profonde dell'anima!!!
Un abbraccione!!!

Luigi ha detto...

davvero splendido il brano Annamaria: l'interpretazione poi è straordinaria e lei ha una classe fuori dal comune, oltre ad essere davvero una donna affascinante!!!
A proposito di rilettura dei classici in chiave moderna:
sabato 11 ottobre in Arena di Verona i capolavori di Fryderyk Chopin vengono interpretati da vari artisti e rivisitati in moderni arrangiamenti rock e jazz.
Non sarà un semplice concerto ma un vero e proprio spettacolo multimediale di coreografie, musica e luci.
Forse conviene farci un salto...

Annamaria ha detto...

Grazie, Luigi, e concordo con te: la Grimaud è affascinante da tutti i punti di vista.
Grazie anche dell'informazione sullo spettacolo all'Arena di Verona: interessante questa rivisitazione di Chopin, ma temo che per me sarà difficile andarci.
Vuol dire che poi ci racconterai tu!!!
Buona giornata!

egle eglissima ha detto...

Che bella, Annamaria cara, questa esecuzione della Ciaccona! Bach è senza tempo. Bach ha scritto una musica eterna, davvero metafisica.
L'esecuzione della Grimaud è veramente delicata e ispirata. Ora vado ad ascolatarla al violino.
Grazie delle parole che mi hanno fatto ancora di più apprezzare questo pezzo di Bach.
Un abbraccio.
egle

Pia ha detto...

Annamaria, mi sono venuti i brividi, ma per davvero!!!
È un pezzo splendido, mi è piaciuto moltissimo.
Con quello che ci hai spiegato e con l'aggiunta delle tue considerazioni, ho capito molto bene ciò che dovevo ascoltare.
Che magnifica sensazione, grazie!
Baci.

Annamaria ha detto...

Grazie Egle!!! Hai usato il termine "ispirata" a proposito dell'esecuzione della Grimaud ed è proprio così!
Grazie del tuo ascolto e un grande abbraccio!!!

Annamaria ha detto...

Certo, Pia, un Bach da brividi!!!!!
E credimi, è bellissimo per me scoprire questa appassionata condivisione da parte tua e di tutti voi che commentate qui!!!
Un megabbraccio!!!

Stefyp. ha detto...

Ciao Annamaria, ti ringrazio per questa tua precisazione, quello che fai lo fai benissimo, mi sai coinvolgere e trasmettere il tuo grande amore per la musica...e a me basta...Buona giornata a te, Stefania

Annamaria ha detto...

Grazie mille a te, cara Stefania, e buona serata!!!

Nella Crosiglia ha detto...

Solo un tocco prettamente femminile , in questo caso, sa toccare così lievemente ma con fermezza questo pezzo notissimo di Bach, che può liberamente venire trasformato e reso più incalzante ed imponente , con un tratto maschile meno luccicante ma più deciso..
Ottima la similitudine con la ragnatela bagnata di rugiada!
Bravissima come sempre la mia stellina! Baci!

Annamaria ha detto...

Grazie, NELLA, di questa tua delicatissima precisazione sul tocco femminile e maschile, un'osservazione che condivido in pieno soprattutto per l'interpretazione della Grimaud!!!
Abbraccio da stritolo, da oggi sempre meno virtuale e più vero!!!