domenica 14 settembre 2014

Nel segno della luce

A una come me, che ama da sempre la montagna con l'incanto dei suoi panorami, non può non far piacere la notizia riportata proprio ieri con ampiezza d'informazioni dal Corriere della Sera.
Il prossimo 18 settembre si aprirà a Milano, a Palazzo Reale, una retrospettiva su Giovanni Segantini (1858 - 1899) che vedrà in mostra ben 120 opere dell'autore tra dipinti, disegni e alcuni inediti. 
Dire Segantini infatti è pensare subito alle sue famose rappresentazioni di paesaggi montani con tutta la loro suggestione di luce e di colore.

Tuttavia, l'iniziativa - a quanto leggo - andrà ripercorrendo l'intero itinerario artistico e tutte le tematiche più care al pittore. Saranno esposte opere degli inizi caratterizzate da un realismo intimistico, fino ai dipinti che vedono Segantini muoversi tra Simbolismo e Divisionismo del quale, in particolare, è stato il maggiore esponente italiano. Opere famose dedicate certo alla montagna, al mondo contadino, al tema della maternità, alla ritrattistica, ma anche ad alcuni scorci della Milano del suo tempo.

Proprio tra questi ultimi è il dipinto che desidero presentarvi oggi e che - al di là dei miei amati panorami di montagna - mi ha notevolmente colpito. 
Si tratta di un olio su tela intitolato "Il Naviglio a Ponte San Marco", proveniente da una collezione privata. 
La rappresentazione di qualche angolo tra i più caratteristici di Milano - e in particolare del Naviglio di San Marco - ha impegnato anche altri artisti contemporanei o comunque cronologicamente non lontani da Segantini, come Gola, Canella o Inganni, solo per citarne alcuni. Tuttavia, trovo questo quadro ricco di particolare attrattiva.

Si tratta di un'opera che - nonostante gli anni trascorsi dal pittore a Milano non siano stati i più felici - ci offre un respiro di serena luminosità sia attraverso i colori che nella sua impostazione prospettica.

E' il punto di vista a conferire fascino all'inquadratura: non a livello dell'acqua e neppure all'altezza del ponte, ma pensato in modo che protagonista del dipinto sia proprio il Naviglio. Se da un lato infatti sembra venirci incontro, dall'altro disegna una prospettiva che conduce il nostro sguardo fno in fondo.
E' quasi uno scatto fotografico che ci fa scoprire infiniti particolari: prima sotto le arcate dove le case, il barcone e il verde si specchiano nell'acqua e la riva è affollata di gente a spasso; poi sul ponte dove, sopra alcune figure femminili, palloncini colorati si librano nel cielo di un azzurro primaverile.

Si notino, per esempio, piccoli efficacissimi dettagli: il sorriso della figuretta centrale vestita di bianco, le piante fiorite sul balcone della casa a sinistra o le cascate di verde, qua e là. 
E ancora, le case dalle facciate chiare sulla destra, insieme a quelle nuvole ariose!
Una rappresentazione piena di vita, dunque, un ambiente per certi aspetti rustico e semplice, ma al tempo stesso luminoso e signorile, come l'eleganza evidente nell'abbigliamento, nei cappelli, nel ventaglio o nei parasole colorati.

E come non pensare a Monet, di fronte a quelle dame coll'ombrellino e ai riflessi dell'acqua in primo piano? 
Eppure Segantini giunge a questi risultati senza conoscere le contemporanee ricerche visive degli impressionisti francesi. E se i quadri di Monet ci regalano effetti talora più vibranti, qui l'artista trentino ci offre una luminosità splendente e pura, una rara limpidezza di cielo, di acque e di colori.

Tuttavia, la sua non è semplicemente pittura di genere, ma un'arte che si carica di emozioni, come Segantini stesso afferma in queste parole tratte da una lettera, che sintetizzano splendidamente il suo stile:

"Sotto il pennello la gamma deve scorrere smagliante, e deve far nascere gli oggetti, le persone, le linee, il colore dev'essere intenso e puro perchè la luce sia profonda e vera, il vero così detto si deve oltrepassare (...) davanti all'osservatore tutto si deve fondere in una commozione profonda di vita palpitante."

Così, a commento di queste immagini, mi sono lasciata affascinare da uno splendido brano di Piotr Ilic Tchaikovsky : si tratta del terzo tempo, "Melodia", da "Souvenir d'un lieu cher op. 42" per violino e pianoforte. 
E' una composizione intrisa di intensa e luminosa freschezza, ricca di garbo ed eleganza, e mi pare si accordi all'atmosfera del dipinto, anch'esso probabilmente ricordo di un luogo caro al pittore.  
Nonostante esista anche la versione in cui il violino è accompagnato dall'orchestra, ho preferito questa in cui l'aria è disegnata dallo strumento solista in modo talora più netto, talaltra più morbido, ma improntato a una maggiore essenzialità e delicatezza.
 
E un'ultima osservazione, quasi una piccola coincidenza. 
Il brano, soprattutto nelle battute iniziali, mi fa riecheggiare dentro il clima e la dolcezza romantica di un altro famosissimo pezzo: "Salut d'amour", scritto solo dieci anni dopo da Elgar. 
Non so se è così anche per voi, ma - se volete - potete ritrovarlo qui.

Buon ascolto!

14 commenti:

egle eglissima ha detto...

Meravigliosa la tua descrizione delle opere di Segantini, pittore che amo tantissimo. Devo solo ringraziarti. Non ho altro da aggiungere se non che il brano di Tchaikowski è la fantastica colonna sonora di tanto colore.
Un abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Ci sarebbero molte altre opere di Segantini sulle quali mi piacerebbe soffermarmi, cara Egle!
Intanto grazie....ma non esagerare! La mia è una semplicissima descrizione: certo, se l'oggetto è bello, anche descriverlo mi appassiona.
E poi Tchaikovsky, sì, è fantastico!
Abbraccioni serali!

Luigi ha detto...

è vero Annamaria: Tchaikovsky è fantastico e Segantini è straordinario, in effetti ricorda Monet, ma anche Veermer per come riesce a modulare la luce!!!
Buona settimana

Stefyp. ha detto...

Che melodia..ha un fascino coinvolgente, sembra trasportarmi in un mondo fantastico...gran bella proposta....
Bella anche la presentazione che hai fatto a questa mostra di Segantini a Milano...spero che si protagga per qualche mese xchè non vorrei proprio perderla...condivido le tue osservazioni sul quadro che ci hai presentato...è solare...e attrattivo...Buona giornata a te, Stefania

Annamaria ha detto...

Grazie del tuo commento Luigi! Certo anche Vermeer - che adoro - è stato pittore della luce, ma francamente lo trovo più lontano non solo come epoca, ma proprio come stile. La luce di Vermeer mi pare più pacata e silenziosa rispetto a questo Segantini dalla luminosità solare! Ma è solo una mia impressione...
Buona settimana a te!!!

Annamaria ha detto...

Cara Stefania, la mostra di Segantini si protrarrà fino al 18 gennaio 2015. Forse avrei dovuto precisarlo nel testo....
Grazie di aver condiviso il post sul tuo sito.
Un abbraccio di buon pomeriggio!

Mondod'Arte di S.Pia ha detto...

Bellissimo!
Questo quadro che ci hai mirabilmente descritto è bellissimo.
Bisogna assolutamente guardarli da vicino queste opere, perché è la loro realizzazione che dà un'effetto visivo impareggiabile e che stupisce.
Ti prego quando vai alla mostra pensa a me, così sembrerà che ci sia anch'io lì.
Mamma mia che meraviglia questo pezzo musicale! Non lo conoscevo, è di una delicatezza... grazie!!!
Serena giornata Annamaria cara.

Ambra ha detto...

E' chiaro che tanti sono gli amori appassionati della tua vita: la musica, le montagne, la pittura. Condivido che la luce, la solarità di Segantini possono essere avvicinate a Monet e non ad altri.
Quel Naviglio che io amo moltissimo diventa magico, intenso in questi quadri e tu ne hai fatta una descrizione fantastica.

Annamaria ha detto...

Pia carissima, bisogna proprio guardare da vicino i quadri, come scrivi; si scoprono così particolari che a uno sguardo più sommario potrebbero sfuggire e dai quali a volte si comprende meglio la capacità creativa di un artista.
Grazie del tuo modo di osservare e ascoltare così ricco di entusiasmo!!!
Buona serata!!!

Annamaria ha detto...

Eh sì, Ambra, oramai mi conosci!!!....
Tra i luoghi che mi hanno sempre affascinato c'è amche Milano e soprattutto gli angoli che ancora portano i segni della città di un tempo!
Grazie!!!

amicusplato ha detto...

Hai fatto bene, cara Annamaria, a mettere in risalto uno dei massimi artisti italiani dell' 800, che hanno contribuito ad innovare e "rivoluzionare" la pittura moderna.

Segantini, pittore della luce e del colore, riesce a coniugare poesia e realismo, e ha aperto nuovi percorsi con il divisionismo, come ci hai perfettamente ricordato.

Molto appropriato il brano di Tchaikovskj, che certamente almeno nell'inizio ha dato uno spunto a Elgar per il suo Salut d'amour ;-)

Complimenti per la finezza del post e... dell'udito ;-)




Annamaria ha detto...

Grazie, Antonio, del tuo commento su Segantini e di aver condiviso l'accostamento tra Salut d'amour di Elgar e l'inizio di questo brano di Tchaikovsky.
Mi era rimasto il dubbio che il mio udito avsse un po' esagerato.... ma la tua conferma autorevole mi tranquillizza.
Buon pomeriggio!

EriKa Napoletano ha detto...

Splendidi dipinti. Cara Annamaria, son contenta che ci rivedremo. A presto!

Annamaria ha detto...

Grazie di tutto, carissima Erika!
Sono contenta anch'io!!!
A presto e un abbraccio!!!