mercoledì 9 ottobre 2013

Sconfinati orizzonti


Musicalmente parlando, non faccio quasi mai programmi precisi nell'accostarmi ai vari compositori, nè procedo con particolare ordine o sistematicità nelle mie scelte, ma seguo un po' la mia passione o le circostanze del momento come penso sia per tanti di noi. 
Ci sono periodi in cui viviamo dello splendore di un brano sentito magari per caso, che ci ha catturato con la sua suggestione, e può capitare che ci si svegli al mattino con dentro quella musica che ci accompagnerà per l'intera giornata. 
Ma possono essere anche ricordi, eventi o luoghi ad evocare una melodia dalla quale poi non riusciremo a staccarci e che s'intreccerà saldamente al nostro cuore e ai nostri pensieri fino a sovrastarli.  

Nei mesi scorsi, per me è stato il turno di Rachmaninov: prima i concerti per pianoforte - il terzo in particolare - poi alcuni preludi, la splendida elegia in mi bemolle minore e altro ancora che posterò prossimamente.
Ma negli ultimi giorni sono passata a Philip Glass che, dopo avermi suscitato qualche iniziale perplessità, ora mi sta affascinando non poco.
Sono sempre i ripetuti ascolti che mi aiutano a scoprire la bellezza di un autore e ciò mi sta accadendo in modo particolare anche per questo compositore statunitense, classe 1937, del quale ho già pubblicato tempo fa "Morning passages" che potete ritrovare qui

Così di Glass oggi vi propongo "The Hours", sempre dalla colonna sonora del film omonimo. 
Si tratta di un brano denso di ombre angosciose che non solo si addice bene all'argomento fortemente drammatico della pellicola, ma che - come ogni creazione scaturita dal profondo - si libera poi dal contesto per cui è nato brillando di luce propria e conducendo l'ascoltatore verso atmosfere ricche di svariate suggestioni.

E' un filo di costante inquietudine quello che percorre il pezzo fin dalle prime battute, ma sono le continue ripetizioni sia degli accordi che degli arpeggi a costituirne l'ossatura. E se le prime volte - lo confesso - mi erano parse eccessive, ora sono proprio quelle che m'innamorano perchè si fanno interpreti di un clima e del sapore di una contemporaneità nella quale il compositore s'inoltra in modo sempre più intenso e vibrante. 
Gli accenti delicati ma via via più drammatici e martellanti del pianoforte sono infatti accompagnati dall'orchestra che ne sottolinea per così dire il respiro, segnandone il ritmo ansioso in un'atmosfera di crescente sospensione.
  
Splendido anche il video del quale ringrazio l'autore che l'ha condiviso su youtube: immagini di vita in un suggestivo ed efficacissimo bianco e nero che mi pare si accordino in maniera straordinaria al tono della musica mettendone in rilievo l'attualità.
Squarci di solitudine metropolitana, scatti di quotidianità che si fanno poesia ora nell'ombra cupa di un tunnel, ora nel grigiore del cielo o di un'autostrada, e poi danze, baci, sguardi, musica. Ma anche paesaggi aperti, orizzonti sconfinati, nebbie, attese e il mare, aperto e infinito, tema ricorrente del video così come tema ricorrente del brano è il ripetuto e talora ombroso arpeggiare.
Glass sembra infatti addentrarsi con onde sempre più profonde e inquiete proprio nella solitudine dell'uomo contemporaneo e farla propria con le sue note che si caricano di progressivo sgomento. 
Così, dai bassi intensamente marcati della seconda parte del pezzo ai passaggi più leggeri del pianoforte soffusi di malinconica dolcezza, ci apre a prospettive nuove, segnate talora da un ansito angoscioso verso l'ignoto, talaltra da luminose percezioni d'infinito.
E se ci lasciamo raggiungere da questa musica che sembra fondere splendore e dramma, ci ritroviamo ad essere tutti viandanti in attesa, davanti allo spessore sconfinato e misterioso del tempo.

Buona visione e buon ascolto! 
(nel riquadro, "La partenza del poeta" di Giorgio De Chirico)

10 commenti:

Ambra ha detto...

Si, si, il bianco/nero del video e le note che si snodano sopra ad esso si accordano in perfetta armonia. C'è in entrambi una nota di profonda malinconia e qualcosa di tragicamente doloroso.

Annamaria ha detto...

Sì, Ambra, quel bianco e nero del video è di grande suggestione. Note e immagini qui si esaltano a vicenda. Per questo ho riportato in bianco e nero anche il dipinto di De Chirico.
Grazie!

Caterina ha detto...

Bellissima musica che mi trasmette forti emozioni, grazie! Mi piace molto anche il video :) Un abbraccione

Annamaria ha detto...

Grazie della tua condivisione, carissima Caterina!
Buon pomeriggio e a presto!

Anonimo ha detto...

Grazie cara! Conoscevo Glass superficialmente. Quello che avevo sentito mi era piaciuto, ma presentato da te in questo blog mi ha consentito di percepire che la sua musica è proprio nelle mie corde.
Approfondirò la sua conoscenza grazie a te. Belle le immagini!
Ti abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Ricambio l'abbraccio, Egle, e sono contenta che Glass ti sia piaciuto!!!
Anch'io, portando avanti questo blog, sono stimolata ad ampliare le mie conoscenze e mi rendo conto che ho sempre tanto da imparare.
Grazie!!!

Nella Crosiglia ha detto...

Complimenti amica mia, gran bel post!
La musica quante cose può richiamare alla nostra mente..
E' vero... spesso d'improvviso per pochi minuti , spesso per interi periodi.
Ho avuto la Rachmaninoff mania per un certo periodo amoroso, ora oscillo parecchio tra le nuove entrate dei grupi com gli Editors , i Lumineers etc etc ..Ho voglia di verde , di pace chissà!
Glass l'ho conosco abbastanza bene, il suo ermetismo lo trovo molto contagioso, poi hai scelto un video che rispecchia fedelmente la sua interiorità..
Bravissima, come sempre daltronde!
Bacio festivo!

Annamaria ha detto...

NELLA carissima, grazie di questa tua sintonia!
E sono contenta che a te che conosci Glass meglio della sottoscritta, sia parso adatto anche il video.
Abbraccione domenicale!

Mondod'Arte di S.Pia ha detto...

Brava, brava! Bellissimo post.
Non conoscevo quest'autore che credo sia bravissimo, vedrò di conoscerlo meglio.
Accostamento super tra la musica e De Chirico in bianco e nero, dove le ombre risaltano con maggior chiarezza, quasi ad indicarne il passare del tempo.
Un abbraccio, ciao.

Annamaria ha detto...

Grazie, S.Pia! Sono contenta che un'esperta di arte come te abbia approvato l'accostamento della musica di Glass con quel De Chirico. Mi sembra che entrambi siano accomunati da un senso di straniamento che il bianco e nero fa risaltare maggiormente.
Abbraccioni di buona settimana!