martedì 15 ottobre 2013

Emozioni

"Entrano grandi. 
 Escono immortali." 
Così recita il manifesto che nei giorni scorsi pubblicizzava la stagione 2013/2014 del Teatro alla Scala di Milano e penso che non ci siano parole più vere e appropriate per descrivere la parabola artistica ed esistenziale di chi l'ha reso così celebre.

E' stata infatti la sensazione di entrare in contatto con una grandezza che non muore quella che ho provato giovedì 10 ottobre, quando il teatro ha aperto i suoi battenti a chiunque volesse visitarlo. Una splendida occasione che mi ha consentito di accedervi liberamente in coincidenza col bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi (1813 - 1901) e all'interno del complesso di celebrazioni verdiane di questo periodo.

Ho vissuto così un momento di profonda emozione, in un luogo capace di toccare il cuore di ogni persona superando tempi e mode, perchè più che mai abitato dall'anima di chi lo ha reso grande.
Un luogo che ha assorbito l'incanto della musica a tal punto che la passione di chi le ha dato vita sembra esservisi materializzata per magìa.
Questo è ciò che ho percepito aggirandomi prima nel foyer, poi affacciandomi dai vari palchi a contemplare lo spettacolo del teatro stesso, a scattare furtivamente una foto (ma rigorosamente senza flash!), mentre dallo schermo allestito nel ridotto si diffondevano immagini e note delle più prestigiose esecuzioni della Messa da Requiem di Verdi.

Certo, alla Scala ero già stata in altre occasioni e assistere ad un'opera o ad un concerto è un'esperienza indubbiamente più ricca che consente di vivere in pienezza tutto il fascino del teatro.
La prima volta ero andata con la scuola a vedere il "Faust" di Gounod. 
Avevo sedici anni, l'abitino elegante delle grandi occasioni e gli occhi sgranati dalla sorpresa mentre, da un palco vicino all'orchestra, seguivo la direzione appassionata di Georges Pretre e un'incantevole Mirella Freni nel ruolo di Margherita.
Ma anche giovedì scorso - nonostante l'ambiente non mi fosse nuovo - non riuscivo a non provare stupore in mezzo a tanta altra gente, tanti altri volti sui quali leggevo riflessa la mia stessa gioia.
Era l'emozione di potersi aggirare tra i palchi come tra le stanze di casa propria, di riconoscere all'interno del museo i ritratti di musicisti e interpreti - Verdi, Donizetti, Puccini e poi Toscanini, la Callas, la Tebaldi.... - come fossero immagini di famiglia, di parenti neppure troppo lontani ai quali la musica ci aveva legato in modo indissolubile rendendoli ormai nostri. 

O forse ero io che non riuscivo a non sorridere, tanto mi sentivo ricolmata di commozione osservando ogni oggetto e ogni arredo cui mi pareva che la musica avesse conferito una sorta di sacralità. Dall'antica spinetta che porta dipinta la scritta ammonitrice: "Indocta manus, noli me tangere!" al pianoforte di Liszt o ai dipinti che celebrano Giuseppe Verdi, colui che - come scrisse mirabilmente il D'Annunzio - "pianse ed amò per tutti".

E di Verdi, appunto, desidero condividere qui un brano della "Messa da Requiem" : il potentissimo "Rex tremendae majestatis", in un allestimento che vede sul palcoscenico dei protagonisti d'eccezione proprio dal Teatro alla Scala.
E se essa è un luogo il cui solo nome è una consacrazione di grandezza per gli artisti che vi sono entrati e per coloro che ancora vi entreranno, a sua volta è divenuta grande proprio grazie ad essi e a quanti nel tempo hanno offerto e offrono al mondo un contributo di appassionato amore per la musica.
Un amore capace di regalarci anche in una battuta di poche note lo splendore dell'universo intero.
Un amore che si trasmette come un vivissimo DNA, da anima a anima, a tutti noi.

Buon ascolto! 

15 commenti:

Ambra ha detto...

Grandioso questo Requiem. Condivido ognuna delle parole che hai scritto. La Scala è di una suggestione unica, è quella atmosfera impalpabile che vi si respira, l'immpronta che i grandi musicisti vi hanno lasciato, ancora presente, ancora tangibile. E' veramente un tempio, il Tempio della musica.

amicusplato ha detto...

Il paradosso (ma non tanto) di Verdi è quello di essere un genio del melodramma; ma il suo capolavoro è una musica religiosa, la Messa di Requiem.

Hai fatto bene, carissima Annamaria, a postare un brano di questa Messa, per onorare Verdi e il Teatro alla Scala, così strettamente legati tra di loro.

E hai fatto bene a postare il "tremendo" versetto del Dies Irae, nella mirabile esecuzione del 1967, diretta da von Karajan, con Price, Cossotto, Pavarotti e Ghiaurov come solisti.

Mentre cantavano seguivo la partitura (la Price sale fino al do acuto per 5 lunghissimi quarti), il giovane Pavarotti fa già intuire le sue potenzialità, mentre Ghiaurov mostra la sua potenza e duttilità non solo nelle note basse, forse un po' sacrificata la Cossotto...

Complimenti per le tue frequentazioni del "tempio della musica italiana", signorina sedicenne Annamaria... ;-)

E grazie per la perfetta visita guidata ;-)

Io posso dire solo che il Requiem di Verdi l'ho cantato ad Amburgo nel 1980 insieme a dieci cori di tutta Europa, diretti da Jurgen Jurgens, ed è stata un'esperienza che ancora mi fa vibrare "le vene e i polsi"... ;-)

Un abbraccio :-)

Antonio

amicusplato ha detto...

Vorrei correggere un'espressione del mio commento: La Scala non è il tempio della musica italiana, ma semplicemente "il tempio della musica", eh ;-)



Annamaria ha detto...

Grazie, Ambra!
Alla Scala respiri proprio l'impronta che i grandi artisti hanno lasciato, insieme alla passione di tutti gli ascoltatori che nel tempo si sono avvicendati. Un segno sempre tangibile.
Buona giornata!

Annamaria ha detto...

Antonio, grazie del tuo commento così ricco e particolareggiato. Le tue sono parole di chi conosce e vive la musica dall'interno e sapessi quanto t'invidio per la possibilità che hai avuto di cantare in un prestigioso coro polifonico. Questo è e rimane un mio sogno irrealizzabile perchè ormai non mi prendono più da nessuna parte per limiti di età....:-((
Quanto alle mie frequentazioni giovanili della Scala, devo ringraziare i miei proff. di liceo che ci portavano spesso a teatro e ci hanno iniziato all'amore per la musica.
Un amore che poi ha messo radici.
Un abbraccione anche a te!!!

Mondod'Arte di S.Pia ha detto...

Buonasera Annamaria,
non ho mai potuto visitare il Teatro alla Scala di Milano, però ho un grande desiderio di esserci prima o poi.
Almeno leggendo il tuo post ed osservando la tua splendida foto rubata, ho potuto comprende quale emozione susciti a chi entra lì, nella sala tra quelle poltrone.
Verdi è un grande, quindi ascolterò con grande gioia il suo video.
Grazie davvero.

Annamaria ha detto...

Grazie a te cara S.Pia - e mi raccomando! - abitassi anche in capo al mondo, alla Scala devi andare!!!
Un grande abbraccio!

Nella Crosiglia ha detto...

Ma che bel post Annamaria dolce...
E' vero alcuni luoghi ti trascinano in quella magica atmosfera che solo la loro grandezza può darti.
A me successe parecchie volte, ma quella che ricordo maggiormente , è l'esibizione dei cavalli lipizzani nelle sale del palazzo reale di Vienna.
L'atmosfera, il luogo e lo spettacolo era così immenso da farmi dire " Potrei morire ora, ho già visto tutto!"..
Che strana la vita , vero?
Bacio speciale amica mia!

Annamaria ha detto...

Sì, NELLA carissima, ci sono luoghi magici per così dire che ci danno la percezione di essere nel cuore del mondo e della vita.
Grazie con tutto il cuore!

riri ha detto...

Ogni tanto passo a trovarti...
La musica di Verdi è immortale e deve essere stata una grande emozione per te, non sono mai stata alla Scala, ma al Regio ho pianto la prima volta, sia per la bellezza del teatro sia per "la traviata"..Un caro saluto.

Annamaria ha detto...

Bentornata qui e grazie della tua visita, Riri!
E' stata davvero una straordinaria emozione poter visitare la Scala. Ma ogni teatro di lunga tradizione è ricco di tutta la passione che ha assorbito nel tempo dalla magia della musica.
Un abbraccio!

Sandra M. ha detto...

Non ci sono mai entrata, pensa. Il requiem , già grandioso se ascoltato in casa propria,...non riesco a immaginare cosa debba essere in quel contesto!

Annamaria ha detto...

Ciao, Sandra!!!
Ogni rappresentazione, ogni concerto è grandioso nella cornice e nell'acustica della Scala. Quell'acustica che era stata tanto a cuore a Toscanini e a chi aveva ricostruito la Scala dopo i bombardamenti dell'ultima guerra.
Grazie, carissima e a presto!

Stefano ha detto...

Carissima Annamaria
Bellissimo post per gli argomenti a me cari. Ne approfitto anche per chiederti scusa per l'altra mattina; Involontariamente ti ho disturbato! Ciao e a presto
Stefano di Semplici Conversazioni

Annamaria ha detto...

Stefano, non devi scusarti proprio di nulla!!! In ogni caso mi ha fatto piacere sentirti.
A presto e grazie!