lunedì 22 aprile 2013

Connessioni

Mi capita - dopo aver scritto un articolo per questo blog, dopo aver ascoltato a lungo un brano di musica ed essermi immersa nel mondo delle note, dopo essermi lasciata portare dal flusso di emozioni che esse suscitano - mi capita, dicevo, di avvertire il bisogno di riprendere contatto con la quotidianità più spicciola e concreta, semplice e scontata, quella dei piatti da lavare per intenderci.

Non è una battuta, ma un'esigenza profonda e vera che non si giustifica tanto con la necessità di ritrovare una sorta di equilibrio, non procede in senso contrario rispetto alle emozioni che la musica trasmette, ma va a completarle sostanziando di senso ciò che essa ci regala.

Ascoltare musica, e più ancora suonarla o comporla, è un'immersione totale nei meandri profondi e nascosti dell'esistenza dove nulla è separato ed ogni cosa - gesti ed emozioni, terra e cielo, corpo e anima - vive in una condizione di stretta interdipendenza. Perciò, calarsi nell'abisso delle note è raggiungere quel nucleo caldo dove ciascuno di noi è ricondotto a unità. 

Allora spignattare in cucina o riordinare la libreria, pulire la verdura o fare la coda dal panettiere non sono gesti stranianti che ci allontanano da noi stessi quasi appartenessero a un altro universo perchè, per quanto differenti, non staccano la connessione con ciò che le note ci suggeriscono e il nostro cuore avverte. Direi anzi che costituiscono una dimensione quotidiana che si rende  necessaria perchè la musica possa in qualche modo incarnarsi e fiorire, vivendo all'interno di una concretezza ormai non più trita e scontata, ma gioiosa e sorridente. 

Scandalo??? Niente affatto!!! 
E' bello che la musica viva nell'atmosfera assorta di una sala da concerto o di un teatro, ma ancor meglio che rimanga nei cuori di chi la porta via con sè lasciando che essa s'intrecci agli svariati sentieri della quotidianità dando loro sapore e illuminandoli dal profondo.

Così, oggi voglio condividere con voi un famoso brano di Georg Friedrich Haendel (1685 - 1759) perchè resti a cantarci dentro nella nostra giornata e ci accompagni con la scintillante vivacità che lo contraddistingue: un Haendel gioioso e accattivante, frizzante come un vino nuovo, ritmato e modernissimo, quasi sincopato. 
Si tratta dell' Allegro della parte iniziale del "Concerto per organo in Fa maggiore N.13 HWV 295" detto "The cuckoo and the Nightingale" per le battute che imitano il canto del cuculo e dell'usignolo facendolo ripetutamente riecheggiare attraverso le varie voci dell'organo e il dialogo con gli altri strumenti.
Ma al di là di questo particolare che caratterizza il pezzo, la sua vibrante energia insieme al susseguirsi di note degno di un'invenzione bachiana, gli conferisce un ritmo entusiasmante e un tono di spensierata bellezza.
Davvero un brano di cui inebriarsi, da gustare a volume spiegato, per gioia nostra....e dei vicini di casa!

Buon  ascolto! 
 

12 commenti:

Kanakali Pearls ha detto...

Vivace, gioioso, bellissimo. Grazie.

Annamaria ha detto...

Grazie a te di essere passata di qui e aver condiviso la gioia di questo scintillante brano di Haendel!

Sandra M. ha detto...

Davvero una sferzata di energia che mi convince a continuare le incombenze poco gratificanti del riordino quotidiano.
Abbracci, Annamaria.

Annamaria ha detto...

E' proprio così, Sandra!
E' un brano che restituisce il buonumore. Grazie!

Chiara ha detto...

Credo che questo abbia a che fare con dei discorsi sull'annaffiare i gerani, no?

Baci!

Annamaria ha detto...

Chiara, come sempre hai fatto centro!!!
Ricordi che ne avevamo parlato tanto tempo fa?
GRAZIE!!!

Luca Montesi ha detto...

molto interessante l'unità a fondamento di tutte le cose, anch se resta mistero come avviene il salto da gesti quotidiani a una grazia come questo che ci ha fatto ascoltare.Grazie

Annamaria ha detto...

Certo Luca, è misterioso il passaggio che fonde il gesto quotidiano con la Bellezza, ma la musica è un dono dall'alto che scende a dare senso e ricchezza ad ogni anfratto della nostra vita...
Hai sentito che splendore questo Haendel?
GRAZIE!!!

Anonimo ha detto...

Bellissimo questo pezzo di Haendel! Lo trovo allegro, ritmico, molto moderno. Grazie, Annamaria!
Un abbraccio.

egle

Annamaria ha detto...

Infatti, Egle, è proprio così!!! Ha un ritmo modernissimo!
Grazie e buona giornata!

Ambra ha detto...

Splendida e vera quell'immagine dove si fondono i due opposti, le due parti "dove ciascuno di noi è ricondotto a unità". Quell'unità salvifica che inseguiamo dalla nascita e che solo raramente riusciamo a raggiungere. La musica ne è lo strumento più importante.

Annamaria ha detto...

Ambra carissima, vedo solo ora il tuo commento.
Grazie e ancora grazie!