mercoledì 6 febbraio 2013

Furtivi presagi di primavera

Sarà perchè le giornate cominciano ad allungarsi un pochino, sarà per quel sole che è ricomparso da qualche giorno liberandoci dall'oppressione della nebbia, ma sento che la primavera è quasi alle porte. 
E non fa niente se il vero e proprio equinozio è ancora lontano e le previsioni del tempo parlano di correnti fredde in arrivo, ma la luce è già diversa e in alcuni giardinetti i primi germogli si stanno facendo strada in mezzo alla terra scura o tra la poca neve residua.

E' bellissimo spiare l'arrivo della primavera, e dico spiare perchè si tratta di piccoli segnali quasi nascosti da cercare qua e là, nelle aiuole ancora brulle o nelle sottili bordure dietro a una cancellata, così come nell'orizzonte più luminoso o nel profumo dell'aria quando scende il buio. 
A volte lo si sente addirittura a fine gennaio: ci sono serate in cui al freddo si fonde una sensazione più morbida, come se l'umidità della notte diventasse una carezza. E' quello il preludio di primavera, l'annunzio che qualcosa sta cambiando. E i primi crochi che sbucheranno alla luce, dopo essere stati ricamati nel segreto della terra, saranno il segno persistente e tenace della vita che rinasce e non smette di pulsare allietandoci con il suo splendore.

Proprio per questo, oggi desidero condividere un brano che sto ascoltando da alcuni giorni e che, a mio avviso, sa ridestare davvero tutta la gioia sopita in noi: la "Suite n.1 in La maggiore HWV 426" di Georg Friedrich Haendel (1685 - 1759) nei suoi quattro tempi: Preludio, Allemanda, Corrente, Giga.

Si tratta della prima di una splendida serie di Suites scritte per clavicembalo e contraddistinte in generale da grande vitalità ed energia ritmica.
Qui, tuttavia, ho preferito l'esecuzione al pianoforte perchè - come spesso accade - dona alle varie composizioni una morbidezza capace di farne emergere maggiormente le sfumature di colore o la dolce cantabilità.
In questo caso, lo strumento mette bene in evidenza il particolare carattere di ogni movimento: dagli appassionati arpeggi del Preludio alla pacata melodia dell'Allemanda, dalla garbata eleganza della Corrente con la sua fioritura di abbellimenti fino alla scattante vivacità della Giga.  
Ma è anche l'interpretazione di Keith Jarrett che - con tocco ora lieve, ora più marcato - rende affascinanti e vicini a noi questi brani composti ormai quasi tre secoli fa. Riesce infatti a sottolineare la limpida gioia insita in essi, soprattutto in certi passaggi simili allo splendore discreto di queste giornate: sprazzi di sereno che danno sollievo al cuore.

E a questo proposito - se devo confessare le mie preferenze - al di sopra degli altri movimenti trovo davvero incantevole la Corrente, piccolo gioiello di leggiadrìa musicale che non smetterei mai di risentire, dove mi pare che garbo e luminosità s'intreccino a ridestare il sorriso.
Ma tutti e quattro i pezzi - nella loro varietà - hanno il pregio di restare dentro di noi e accompagnarci con le loro note, suscitando magari in qualcuno il desiderio di imparare a suonarli per vivere la musica dall'interno della sua magìa.  

Buon ascolto!

14 commenti:

nella ha detto...

La nostra Annamaria che sa far sposare alla perfezione la trasformazione della natura con le musiche più adatte.
Non è cosa semplice , complimenti..
Qualcosa nell'aria si sente, anche se il freddo ancora punge , ma il chiaro del giorno è più lungo e spuntano le prime violette...
Un bacio cara amica mia!

Annamaria ha detto...

Cara la mia NELLA!!!....
Grazie del tuo affetto e della tua presenza qui!
Ti abbraccio forte!!!

Caterina ha detto...

Appena due giorni fa ho visto alcune bucanevi timidi:)). Sí, la primavera é alle nostre porte anche se dobbiamo ancora aspettare alcune settimane e che da noi oggi nevicava:). Leggo con gioia i tuoi pensieri sempre travolgenti ed ascolto Haendel con tanto piacere!
Buona notte cara e un abbraccione

Annamaria ha detto...

Sì, Caterina, questa Suite di Haendel mi piace moltissimo!!! E mi sembra proprio un preludio di primavera.
Grazie di esser passata di qui.
Un abbraccio anche a te!

Anonimo ha detto...

Grande pezzo quello di Haendel e soprattutto magnifica interpretazione. Dice in musica quello che esprimi tu, in questo crescendo di luce e colori che ci avvicina alla primavera.
Grazie. Un abbraccio.
egle

Ambra ha detto...

La musica, anche se conta tre secoli di vita, non invecchia mai. Rinasce come primavera ogni volta che mani sapienti la liberano da uno strumento musicale e cuori aperti alla gioia l'ascoltano.

Annamaria ha detto...

Grazie Egle, sono contenta che l'interpretazione di Jarrett ti piaccia! A dire il vero l'ho scelta dopo qualche perplessità perchè - confrontandola con altri - non mi convinceva del tutto l'esecuzione dell'Allemanda. Ma il resto per me è meraviglioso.
Abbraccione!

Annamaria ha detto...

Bellissimo quello che dici, Ambra!!!
La musica è sempre giovane soprattuto se mani sapienti danno vita alle sue note e se trova ascoltatori che se ne lascino toccare nel profondo. Così, continua a vivere misteriosamente negli altri e a diventare il lievito della loro esistenza.
Grazie!!!

Sandra M. ha detto...

Bello davvero spiare il suo arrivo. Anche io lo faccio ogni anno e anche in questi giorni, freddi ma soleggiati: qualcosa si muove.
E anche l'aria ha un profumo differente.
Magnifico l'ascolto, come sempre. Quanto a suonarlo, eh...magari la prossima vita.

Annamaria ha detto...

Dai, Sandra!!! L'Allemanda e la Corrente si possono fare...comincia da quelle!!!
Forza, carissima!!!

Luca Montesi ha detto...

sembra vederli nascere quei fiori, in maniera delicata ma inevitabili primaverili colori

Sandra M. ha detto...

Noooo...io ho preso una ventina di lezioni cinque anni fa. Il mio maestro è uno tosto ( primo oboe orchestra arena di Verona e ins. di pianoforte al conservatorio di Mantova) ma io ho smesso e da allora non ho più aperto il coperchio se non per spolverare. Quindi capisci bene che è solo un bel sogno. Almeno per ora.

Annamaria ha detto...

Sì, Luca, è molto delicata quella foto e rende l'idea!
Grazie!!!

Annamaria ha detto...

Sandra, se il maestro era tosto, era bravo e qualcosa ti avrà lasciato. Se vuoi, puoi tradurre il sogno in realtà! Comincia ad aprire il pianoforte e, oltre a spolverarlo, lascialo aperto e fatti attirare dalla tastiera....Un po' per giorno e vedrai che riprendi. Sei talmente brava in tutto che ci riuscirai!