domenica 17 febbraio 2013

Fascino di un'aria antica

Ancora Domenico Scarlatti, evvai!!!
Quando un autore mi appassiona, mi è difficile staccarmene come faticoso è allontanarsi da ciò che c'innamora a prima vista; non solo, ma più lo ascolto, e più il desiderio di condividerlo qui si fa pressante.

Così, dopo aver postato qualche giorno fa la Sonata in si minore K.27 L.449, oggi ritorno al compositore napoletano con un brano altrettanto conosciuto - forse davvero uno dei più famosi - che ancora una volta propongo in un'interpretazione che ne mette in luce non solo la ricchezza di sentimento, ma anche la modernità.  
Si tratta della "Sonata in re minore K.32 L.423", aria dalla struttura estremamente semplice, oserei dire quasi prevedibile; eppure qui il pianoforte di Emil Gilels, attraverso una pacatissima e vibrante esecuzione, ci regala un brano di tono profondamente meditativo che fa risaltare il riverbero di ogni singolo suono.

Ma insieme a questo, ritroviamo nella sonata il sapore di una napoletanità antica che riecheggia qua e là anche in vecchie canzoni che la tradizione ci ha consegnato. Impossibile non pensare a un richiamo a Scarlatti all'origine di certe melodìe, come se la sua musica fosse stata non tanto imitata quanto assorbita nel corso del tempo fino a tradursi in ritmo, respiro, sguardo sull'esistenza. 
In effetti, nel vasto panorama delle sue sonate per clavicembalo - ben 555 ! - trovano posto brani vivaci, di una giocosità quasi simile a una tarantella, insieme ad altri che esprimono quell'attitudine malinconica e contemplativa che ha sempre fatto dello spirito napoletano e della sua capacità percettiva qualcosa di unico al mondo. 
E ascoltando l'aria che propongo, viene in mente anche l'atmosfera incantata di certa poesia di Salvatore Di Giacomo che forse - chissà mai! - si è nutrita di queste note.

Qui, infatti, è l'aspetto più sognante e meditativo a prevalere, sottolineato dalla tonalità minore e pervaso ora di malinconica dolcezza, ora di lenta solennità, come risulta evidente anche dall'alternarsi degli accordi più o meno arpeggiati. 
Un'interpretazione ancora una volta decisamente fuori dai canoni barocchi ma, a mio avviso, profondamente suggestiva proprio per la capacità di Gilels di caricare d'intensità ogni passaggio, ogni singola nota, ogni pausa di silenzio.

Buon ascolto!

10 commenti:

Paola ha detto...

Bellissimo brano e penso tu abbia ragione riguardo alla poesia di Di Giacomo. Grazie !
Un abbraccio e buona settimana

Il calesse ha detto...

Intenso e poetico,entra subito nel cuore....
Grazie cara Annamaria e lieta giornata!
Ciao:)
Luci@

Gianna Ferri ha detto...

Brano intenso, Annamaria.

Grazie e buona giornata.

Annamaria ha detto...

Grazie, Paola! C'è un tale incanto in certi testi di Di Giacomo che potrebbe davvero essere stato ispirato da Scarlatti, chissà!!!
Buona settimana anche a te, carissima!

Annamaria ha detto...

Luci@, sono contenta che questo brano ti abbia toccato!
Grazie e buonissima giornata anche a te!!!

Annamaria ha detto...

Gianna, grazie a te di essere passata di qui! Buona giornata!!!

Ambra ha detto...

Il piacere più grande è condividere la gioia di un amore.

Annamaria ha detto...

Proprio vero, Ambra! E la condivisione della musica moltiplica la gioia!
Grazie!

Anonimo ha detto...

Un brano antico che da certe note tristi passa a toccare l'anima con emozioni emozioni e stupefacenti tocchi di modernità.
Grazie, Annamaria!
Un abbraccio.
egle

Annamaria ha detto...

Grazie a te, Egle!
A prestissimo!!!