venerdì 11 gennaio 2013

Sull'onda di un valzer...

E' sempre vivissimo - a quattordici anni dalla morte - il ricordo di Fabrizio De André e della poesia che ci ha regalato con le sue melodie e i suoi testi che sanno parlare ancora oggi non solo a chi lo ha seguito fin dal suo esordio, ma anche alle nuove generazioni.

Ogni sua composizione infatti esercita un fascino sempre intatto per la capacità con cui il cantautore ha creato in ogni brano un mondo a sè, fatto non solo di note, ma anche di atmosfere e suggestioni. E incontrare i suoi testi che ci raccontano la vita talora con accenti di smisurata dolcezza, talaltra con graffiante disincanto, è entrare ogni volta in una dimensione quotidiana e insieme profonda che va a scandagliare la verità sotto le apparenze indagando i grandi temi dell'esistenza.

Sappiamo tutti quanto De André si sia avvalso nel tempo della collaborazione di altri autori per creare le proprie musiche, facendo talora riferimento anche a composizioni classiche, come già ricordavo in passato.
Così, è ancora in quest'ottica che ho scelto il brano di oggi.
Si tratta di "Valzer per un amore", canzone tratta dalla raccolta "Nuvole barocche" del 1969 e particolarmente suggestiva nella sua genesi. 
Qui infatti, il cantautore - in omaggio ai propri genitori che avevano ascoltato il brano al momento della sua nascita - riprende in toto il tema del "Valzer campestre" dalla "Suite siciliana" di Gino Marinuzzi (1882 - 1945); mentre per le parole s'ispira alla famosissima poesia di Pierre de Ronsard (1524 - 1585) "Quand vous serez bien vieille..." dai Sonnets pour Hélène, rivisitandone i versi alla luce del proprio stile. E nonostante parole e musica siano d'altri autori, il pregio di De André è quello di fonderle attraverso la propria inconfondibile impronta e in certo qual modo di ricrearle.

Ma c'è di più. Devo confessare che non posso ascoltare questo brano senza che me ne richiami molto da vicino un altro, di un musicista ancor più famoso: si tratta di Dmitri Shostakovich (1906 - 1975) e del suo "Valzer n.2 in do minore e Mi bemolle maggiore" tratto dalla "Suite per orchestra di varietà", pezzo conosciutissimo e inserito anche da Stanley Kubrick nella colonna sonora del film "Eyes Wide Shut". 
Somiglianza casuale? Probabilmente sì, perchè la cronologia suggerisce che il primo Valzer composto in ordine di tempo è stato quello di Marinuzzi e - per quanto ne so - non ci sono elementi che inducano a pensare a una sua conoscenza da parte del compositore russo.
Tuttavia, il ritmo marcato e soprattutto le battute iniziali del brano di Shostakovich mi sembrano richiamare davvero anche gli altri due pezzi.
Magari mi sbaglierò, forse è solo una mia impressione....ma chissà se anche il grande Faber ci aveva fatto caso?

Buon ascolto!

10 commenti:

Sandra M. ha detto...

Chissà...forse sì o forse no. Resta la meraviglia di entrambi. Quanto ci manca questo menestrello-poeta.

Annamaria ha detto...

Quanto ci manca....proprio vero!
Grazie Sandra!

ombresenzalucesenzaombre ha detto...

ma che bello lo stesso ascoltare questo walzer, sopra la morte

Annamaria ha detto...

Sì, Luca, una sorta di elegia sul tempo che passa...
Grazie e buona giornata!

Ambra ha detto...

Indimenticabile De André. La sua voce piena di dolcezza ti carica di emozioni.
E, per tornare al tuo finale, forse davvero chissà ci aveva fatto caso anche lui.

Annamaria ha detto...

Ciao Ambra!
Chissà! Probabilmente la mia impressione è....solo un'impressione del tutto infondata, ma non ho potuto non associare quel valzer di Shostakovich al nostro magico Faber.
Grazie!

Gianna Ferri ha detto...

Il grande Faber è stato una pietra miliare della buona musica italiana.

Annamaria ha detto...

Certo, Gianna, condivido in pieno!
Grazie!

Sara ha detto...

Grazie mille! Stavo diventando matta a capire che canzone di De Andrè mi ricordasse il Walz di Shoshakovic, e in effetti c'è proprio qualcosa che lo richiama... Chissà che ne pensava Faber!

Annamaria ha detto...

Grazie a te, Sara, di essere qui! Benvenuta!!!