domenica 27 gennaio 2013

Le rose di Etty

Ancora una volta, in occasione del "Giorno della Memoria", desidero ricordare qui una figura particolarmente luminosa che ha attraversato l'orrore della deportazione e della morte in campo di concentramento, preservando in sè fino all'ultimo una straordinaria attitudine di amore verso gli altri e verso la vita.
Mi riferisco a Etty Hillesum - della quale ho parlato lo scorso anno proprio in questa data - ebrea olandese prima internata nel campo di smistamento di Westerbork e poi ad Auschwitz dove morirà a 29 anni. 
Come ricordavo in passato, della sua storia è testimonianza particolamente significativa il "Diario" che raccoglie le vicende degli ultimi due anni della sua esistenza. Non intendo ripetere qui quanto ho già detto in precedenza sulla personalità di questa donna, ma soltanto sottolineare la sua ricerca incessante di bellezza e di positività in un mondo devastato da una violenza feroce. Lascio quindi a lei la parola attraverso qualche breve stralcio dei suoi scritti:

12 luglio 1942 : "Il gelsomino dietro casa è completamente sciupato dalla pioggia e dalle tempeste di questi ultimi giorni (...) Ma da qualche parte dentro di me esso continua a fiorire indisturbato, esuberante e tenero come sempre e spande il suo profumo tutt'intorno alla tua casa, mio Dio. Vedi come ti tratto bene. Non ti porto soltanto le mie lacrime e le mie paure, ma ti porto persino, in questa domenica mattina grigia e tempestosa, un gelsomino profumato."

14 luglio 1942: "...Mi sembra che si esageri nel temere per il nostro povero corpo. Lo spirito viene dimenticato, s'accartoccia e avvizzisce in qualche angolino. Viviamo in modo sbagliato, senza dignità e anche senza coscienza storica. Con un vero senso della storia si può anche soccombere. Io non odio nessuno, non sono amareggiata. Una volta che l'amore per tutti gli uomini comincia a svilupparsi in noi, diventa infinito." 

23 luglio 1942 : "...Le mie rose rosse e gialle si sono completamente schiuse. Mentre ero là, in quell'inferno, hanno continuato silenziosamente a fiorire. Molti mi dicono: come puoi pensare ancora ai fiori, di questi tempi.
Ieri sera, dopo quella lunga camminata nella pioggia e con quella vescica sotto il piede, sono ancora andata a cercare un carretto che vendesse fiori e così sono arrivata a casa con un gran mazzo di rose. Ed eccole lì, reali quanto tutta la miseria vissuta in un intero giorno."

24 luglio 1942 : "...Se tutto questo dolore non allarga i nostri orizzonti e non ci rende più umani, liberandoci dalle piccolezze e dalle cose superflue di questa vita, è stato inutile."

17 settembre 1942: "...In fondo, la mia vita è un ininterrotto ascoltar dentro me stessa, gli altri, Dio. E quando dico che ascolto dentro, in realtà è Dio che ascolta dentro di me. La parte più essenziale e profonda di me che ascolta la parte più essenziale e profonda dell'altro. Dio a Dio."

30 settembre 1942: "...Essere fedeli nel senso più largo del termine, fedeli a se stessi, a Dio, ai propri momenti migliori.
E dovunque si è, esserci al cento per cento. Il mio fare consisterà nell'essere."

Sono considerazioni che non necessitano di altre aggiunte, se non per sottolineare la capacità di Etty di tenersi ancorata all'Essenziale e di averne fatto un programma di vita. Sempre e comunque.

A commento di queste riflessioni, un famoso brano del compositore e organista francese Gabriel Fauré (1845 - 1924) a proposito del quale ringrazio l'amica blogger Anna del sito "GLI ULTIMI (brucofelice52.blogspot.it) che, tempo fa, attraverso un suo post mi ha offerto lo spunto per conoscerlo meglio e ascoltare, tra gli altri, il pezzo che qui riporto.
Si tratta del canto "In Paradisum" dal "Requiem op.48", composizione priva della drammaticità e della tristezza insite solitamente in un Requiem, ma ricca di tale serenità e stupita dolcezza da essere stata paragonata ad una ninna nanna. E' infatti una musica che lascia un'impressione di grande leggiadrìa e si apre intensamente a suggestioni d'infinito.

Buon ascolto!

8 commenti:

Chiara ha detto...

Il suo diario è davvero splendido... una lucidità spiazzante, davvero.

Annamaria ha detto...

Sì, Chiara, hai fatto proprio centro con la tua osservazione!
Grazie!

nella ha detto...

Che meraviglioso post e che insegnamento di vita, quasi impossibile in certi situazioni, ci ha dato questa donna inimitabile.
L'essere per esserci e il Dio contro Dio...momenti maestosi di una vita , come tantissime altre da non dimenticare mai.
La musica scelta è leggera come un piumino da cipria...
Ci si sente portarre in alto , sempre più su....
Meravigliosa!

Annamaria ha detto...

Sì, NELLA, Etty ci ha dato - anzi ci dà, perchè le sue parole sono ancora vivissime - insegnamenti davvero grandiosi.
E questo Fauré è proprio leggerissimo come dici.
Grazie e un grande abbraccio!

Sandra M. ha detto...

" lo spirito viene dimenticato, s'accartoccia e avvizzisce in qualche angolino...." è la sintesi per uno dei pericoli più grandi del nostro tempo: l'indifferenza e il farsi i fatti propri .
Bellissimo questo pezzo che non conoscevo|!

Anonimo ha detto...

Bello il tuo commento, cara Annamaria. Mi ricordo di Etty. Dolce il pezzo che hai postato.
Scusa se ho difficoltà a scrivere, ma il periodo buio della seconda guerra mondiale e i campi di sterminio mi fanno male al cuore.
All'ultimo anno delle superiori c'era una mostra itinerante di fotografie relative alle persecuzioni naziste. Per non perdere tempo nell'anno dell'esame di maturità gli insegnanti inviarono solo una mia compagna e me con il compito di svolgere poi un tema sull'argomento (era una sorta di concorso). Stetti così male che non scrissi una parola in attesa che la prof. mi chiedesse il compito. Mi guardò solo negli occhi e non disse nulla.
Scusa il lungo sproloquio.
Un abbraccio.
egle




Annamaria ha detto...

Sandra, quella frase del Diario è di sconcertante attualità e non solo quella. Ad ogni pagina ci s'imbatte in considerazioni di una "lucidità spiazzante", come ricordava qui sopra Chiara.
Grazie del tuo commento!

Annamaria ha detto...

Cara Egle, non devi scusarti di nulla! Ricordo benissimo il tuo commento e la tua commozione anche lo scorso anno in questa stessa ricorrenza!
Un abbraccio!!!