giovedì 22 novembre 2012

Un Bach senza tempo per Santa Cecilia

Ancora una volta, la festa di Santa Cecilia che ricorre oggi viene a ricordarci quanto la Musica scenda dall'alto come una scintilla di Paradiso a illuminare la nostra vita.
Nasce dall'alto, fiorisce dall'anima, s'insinua in noi come il rivolo sottile di una sorgente e rimane nel cuore a scorrere con la leggerezza di un ruscello o la potenza di un fiume in piena, ricco di passione. 
E' da sempre vita che si declina in suoni, infinita e varia come vario e infinito è lo spirito umano dove sette sole note non sono limite angusto alla fantasia, ma orizzonte immenso in cui spaziare volando.

E mi piace pensare che la protezione di Santa Cecilia comprenda proprio tutti coloro che si avventurano in questo volo sognante verso l'infinito della Musica: dai grandi compositori ed esecutori a chi suona solo per diletto, fino ai più piccoli che muovono i primi passi su di uno strumento e sanno gioire della meraviglia delle note con freschezza talvolta rara.
Me lo suggerisce anche il dipinto di Nicola Poussin qui riportato, dove la Santa è raffigurata in mezzo ad angioletti e bambini, quasi a significare il cuore intatto come quello di un bimbo che la Musica ci restituisce, consentendoci di riattingere ad una purezza originaria.

E' per festeggiare allora Santa Cecilia in nome di questa purezza che oggi torno di nuovo a Bach con un brano che - se ce ne fosse bisogno - dimostra una volta di più la grande modernità del compositore e le potenzialità insite in ogni aspetto della sua monumentale produzione. 
Si tratta della "Sinfonia" che apre la "Partita in do minore BWV 826" della quale tempo fa avevo postato il brillante Capriccio.
Il pezzo si compone di due parti, Grave adagio e Andante, molto differenti tra loro. La prima è una lenta introduzione dai toni malinconici e drammatici, mentre quella che segue è un'aria variegata come un filo che si dipana e s'inanella in modo sempre più animato fino a lasciare il posto a una vivacissima fuga.

Lo riporto qui in duplice versione: quella originaria e l'arrangiamento fatto da Les Swingle Singers, gruppo mitico (..almeno per me!), specializzato nella riproduzione di musica classica, ma non solo, attraverso il canto a cappella o con l'accompagnamento di un bassista e di un batterista. 
Il brano è tratto da "Jazz Sebastien Bach" primo cd del gruppo che risale agli anni Sessanta e che - tra l'altro - ha contribuito a familiarizzarmi con la musica classica.

Immenso Bach! Gli cambi il ritmo - ma rispetto all'originale interpretato dalla Argerich....neppure poi tanto! - e ne viene fuori subito un brano jazz, sincopato e accattivante, nervoso quel tanto che ce lo fa amare subito e capace di restarci nel cuore senza perdere nulla di tutto il suo incanto!

Buon ascolto!

 

8 commenti:

amicusplato ha detto...

Cara Annamaria, hai onorato S. Cecilia con uno dei brani che raggiungono la bellezza assoluta!

Bella l'esecuzione della Argerich, anche se per me rimane esemplare quella di Glenn Gould.

Il punto fermo è Bach :-))

Buona nottata :-)

Antonio

Annamaria ha detto...

Che bello ritrovarti qui, Antonio!
Sì, Bach è un punto fermo e questo brano è stato letteralmente la colonna sonora della mia adolescenza.
Quasi come il tuo splendido Mozart!
Grazie!!!

nella ha detto...

Ti ho trovatra Annanaria e sono subito tua followers...
Che bel post e grazie per la musica che ci hai donato!
Quando posso invadere la classica , per me è sempre un piacere anche perchè ho 25 anni di danza sul groppone...
Poi per lavoro, devi allargare il raggio e un po' la perdi, ma non nel cuore.
Grazie veramente a Santa Cecilia, che già con il suo nome così musicale ti ricorda una sonata di Delibes ma ancora soprattutto grazie a te!

Annamaria ha detto...

BENVENUTA qui,NELLA!
Anch'io mi sono iscritta al tuo bellissimo blog e mi riprometto di visitarlo con calma.
Auguri per ogni tua attivià, compresi i tuoi 25 anni di danza che porti nel cuore e che non perderai mai, perchè ogni esperienza che ha a che fare con la musica resta in noi come una ricchezza indistruttibile.
GRAZIE e un grandissimo abbraccio!

ombresenzalucesenzaombre ha detto...

La prezione che fai è già una piccola pièce d'arte, ci fai amare la musica anche malgrado noi. Poi il pezzo di Bach è di vive emozioni,grazie

Annamaria ha detto...

E' la musica che parla da sola, LUCA, e se poi è Bach...è detto tutto!
Grazie e buona giornata!

Sandra M. ha detto...

Concordo. Immenso Bach!
Sai ...porto Filippo (nipotino, tre anni) alla Casa della Musica ogni martedì: corso giocoso, di approccio all'ascolto...lui è entusiasta. Figurati la sottoscritta
Ciao Annamaria, a domani.

Annamaria ha detto...

Chissà che bello...i bimbi sono fantastici nell'approccio alla musica!
A prestissimo, Sandra, e grazie!!!