domenica 18 novembre 2012

Terapie

Ancora una volta è la giornalista Marina Terragni ad offrirmi lo spunto per il post di oggi.
Nel suo articolo di sabato 17 novembre su "IO donna" infatti, affronta un interessante e delicatissimo argomento domandandosi quanto la forza delle emozioni possa incidere su di una patologia tumorale provocandone l'insorgere o, al contrario, favorendone la guarigione.
E lo fa con riferimento al libro di Christian Boukaram - oncologo e professore di neurologia a Montreal - intitolato "Il potere anticancro delle emozioni" (ed. Urra) di cui riporta alcuni concetti essenziali. 

Partendo dall'osservazione che, a parità di fattori di rischio, non tutti sviluppano la malattia, Boukaram afferma che a creare le condizioni perchè si sviluppi o meno un cancro non sono solo fattori ambientali o genetici, ma anche esistenziali; è quindi evidente la presenza di un legame tra il vissuto psico-emotivo di un individuo e l'insorgere della patologia.
Ipotesi non nuove se vogliamo, ma che nel testo vengono suffragate dai risultati di una ricerca condotta presso l'università dell'Ohio che ha verificato l'utilità della terapia psicologica per aumentare la sopravvivenza e ridurre le recidive, in quanto lo stato mentale del paziente è in grado di esercitare una forte influenza sul DNA di tutte le cellule, comprese quelle cancerose.

Anche se una sintesi è spesso riduttiva e l'argomento esige che ogni affermazione sia fatta con molta cautela, è certo affascinante l'idea che la profonda unità del nostro essere - peraltro sostenuta anche dalla medicina antica - crei un continuo scambio tra corpo e psiche. Afferma infatti la Terragni che il messaggio più importante di questo libro è proprio "il superamento dei dualismi che ci affliggono".
E nello stesso tempo, pur senza sminuire l'importanza delle terapie ufficialmente riconosciute, è interessante pensare alla potente funzione che possono svolgere le emozioni positive, quasi come fiori che sbocciano su di un terreno arido e brullo ricostituendone l'integrità e la bellezza.

Ciò mi sembra un'ulteriore conferma del fatto che anche le emozioni offerte dalla sfera dell'arte possono attivare processi terapeutici capaci di incidere a fondo sulla nostra vita.
Nel creare tali processi - ho avuto occasione di dirlo più volte - la musica ha un ruolo di primo piano soprattutto grazie al suo linguaggio che tocca immediatamente le corde della psiche attraverso le frequenze dei vari suoni e il flusso di energia che essi comunicano. 
E' una qualità che gli antichi conoscevano bene: nella Bibbia si narra che il giovane Davide placava con l'arpa la follìa di Saul e - per venire a tempi un po' più vicini noi - possiamo ricordare che Bach ha composto le Variazioni Goldberg per alleviare l'ansia e l'insonnia del nobile Von Keyserling. 
Oggi poi le applicazioni della terapia dei suoni sono ancora più vaste e lo dimostra il fatto che la musicoterapia è divenuta una vera e propria disciplina paramedica.

Per questo, propongo all'ascolto il "Canone in Re maggiore" di Johann Pachebel (1653 - 1706) che nella profonda regolarità del suo ritmo ci regala una sorta di pacificante respiro. 
Si tratta di un brano conosciutissimo, riadattato in numerose versioni moderne - da quella più famosa degli Afrodite's Child in "Rain and Tears" alla più recente dei Modà in "Come un pittore", per fare solo qualche esempio - dove le canzoni sono costruite sullo stesso giro armonico del Canone.
E al di sotto delle ventotto variazioni di cui esso è costituito che si succedono con crescente complessità, il ritmo di fondo - reiterato e sempre uguale - apre davvero il cuore ad una riposante meditazione regalandoci uno sguardo progressivamente più positivo e sereno.

Buon ascolto!

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Il Canone...la prima musica che mi hai dato perchè mi parlasse di te...

marina

Annamaria ha detto...

...E' vero!!!
Grazie Marina di essertene ricordata!

Ambra ha detto...

Adoro il Canone di Pachelbel. Mi dà un grande struggimento all'anima e mi porta in una dimensione irreale, pervasa di malinconia dolcissima. E' la perfezione.

Giulio ha detto...

Anche se non sempre commento seguo con costanza e interesse il tuo blog. Ma ogni tanto sento la necessità di rinnovare i complimenti per la scelta dei brani ma, soprattutto, per il testo che li accompagna.
A proposito del Canone: conoscevo un prete che era particolarmente "fissato" con questo brano, tanto che mi era toccato farne una trascrizione per organo e suonarlo alla comunione quasi ogni domenica per mesi.
Secondo me è, assieme al "Panis Angelicus" di Franck, il pezzo più intimo mai composto
Un saluto.

Annamaria ha detto...

Grazie Ambra!
Sì, il Canone di Pachebel è pace che ti entra progressivamente nel cuore, ma non una piatta tranquillità, bensì pace viva!
A presto!

ombresenzalucesenzaombre ha detto...

Musicoterapia, la musica , anche se non lo dice un dottore rigenera lo spirito, è cert anche tutto il corpo ne risente

Annamaria ha detto...

Giulio, il tuo prete ha ragione ad essere "fissato" con il Canone, perchè è un brano che - nonostante sia conosciutissimo e variamente arrangiato - ha una freschezza che tocca il cuore, sempre.
Vero, è un pezzo molto intimo come "Panis angelicus" di Franck e aggiungerei anche l'"Ave verum" di Mozart.
Grazie dei tuoi apprezzamenti!...Mi fanno particolarmente piacere perchè vengono da una persona che ha conoscenze musicali e competenze tecniche che a me mancano. Io, nel mio piccolo, cerco solo di far parlare il cuore.
Un salutone!

Annamaria ha detto...

Certamente, Luca! C'è un tale legame tra corpo e spirito che tutto ciò che rigenera la nostra interiorità ha ripercussioni positive anche sul nostro fisico.
Grazie!

viola ha detto...

"quasi come fiori che sbocciano su di un terreno arido e brullo ricostituendone l'integrità e la bellezza" mi ha colpito questa frase proprio perchè ne ho fatta esperienza diretta .. sono d'accordo appieno, le emozioni positive aiutano e rigenerano e la musica è una grande emozione:)
grazie per questi tuoi bellissimi post:)

Annamaria ha detto...

Viola, grazie a te per la tua sensibilità. Anche contemplare le tue foto e i tuoi fiori rigenera nel profondo!