venerdì 6 luglio 2012

Ritmi

Anche se siamo alle soglie delle vacanze, viviamo più o meno tutti giornate ancora piene di impegni e talora arriviamo a sera saturi di ciò che abbiamo assorbito o di quanto ci è caduto addosso e magari - a distanza di ore - è ancora lì col suo peso a interrogarci.

Capita a volte di arrivare alla fine di una giornata con il cuore un po' frastornato.
Ma non è stanchezza fisica, perlomeno non solo quella. Il fatto è che tante cose si sono susseguite: impegni, incontri, contrattempi, discorsi fatti, ascoltati e via dicendo.
E tutte, puntualmente, hanno lasciato un segno che in qualche modo chiede di essere ascoltato o rielaborato.

Invece, succede sempre più spesso che la velocità con cui ogni esperienza si somma alle altre non corrisponda più ai nostri tempi psicologici di reazione: sfasature di ritmo tra ciò che accade all'esterno e la nostra capacità di assorbimento e assimilazione, la mia almeno.
Sono risonanze - positive o negative - che esigono a volte uno spazio più ampio per riecheggiare, essere comprese e non accantonate via perchè altro urge, simili a un cumulo di biancheria che si ammonticchia nel guardaroba in attesa di essere stirata.
Il rischio è che restino lì come occasioni inascoltate, sprazzi di luce da cui non riusciamo a lasciarci illuminare; o al contrario, inquietudini alle quali non sappiamo immediatamente dare un nome e rodono dentro sorde con la loro lima sottile.

Per questo, oggi prendo a prestito un'immagine scattata giorni fa da alcuni cari amici, in Umbria: una meridiana che mi cattura soprattutto per le bellissime parole che vi sono riportate:

"Io ti segno le ore, tu riempile d'amore".


Quasi un progetto di vita, un criterio per dare un senso al tempo, un'intenzione che va al di là dei suoi ritmi - lenti o convulsi che siano - per riempirli, comunque, di significato.

Se il nostro ritmo interiore è in sintonia con ciò che le parole della meridiana suggeriscono, la giornata potrà essere anche una corsa a ostacoli piena di sollecitazioni diverse e magari spiazzanti, ma verranno ricomposte con serenità. Non più tessere di un mosaico fuori posto, ma sorprendente ricchezza quotidiana, come un'onda che scorre sotterranea e tranquilla al di sotto delle onde superficiali, più agitate e forse tempestose.
Come una musica che ricompone l'armonia e riporta la serenità dove prima regnava la confusione.


E a commento di queste brevi notazioni, mi piace postare un brano di Franz Joseph Haydn: il famoso Andante dalla Sinfonia n.101 in Re maggiore "La pendola" nel quale il ritmo che fa da sfondo alla melodia - ora piana e lieve come una danza, ora più accesa e cadenzata - resta sempre uguale, simile a uno sguardo dall'alto o dal profondo dell'anima, che va a posarsi sulle cose con calma, con pace, con misura e regolarità.

Bello anche il video, di cui ringrazio l'autore, con tutta quella sequenza di campanili, meridiane ed orologi che si adatta perfettamente al brano musicale!

Buona visione e buon ascolto!

10 commenti:

Carla, i colori...pensieri della mia mente. ha detto...

accompagnare queste riflessioni molto ben descritte con brani musicali sembra un pochino di alleggerirci, come dici bene, dal frastuono giornaliero.
Un grande plauso AnnaMaria per come sai ben armonzzare le tue pagine.
un grosso saluto.
Carla

Annamaria ha detto...

Carla carissima, che bello ritrovarti qui!!!
Grazie della tua condivisione e un grande abbraccio!

LaFlautista ha detto...

Gran bel progetto di vita! Mi ricorda le parole tue parole accompagnate a "Les Barricades misterieuses" di Couperin... un post su Venezia e sul ritmo della camminata. Mi è rimasto nel cuore. Bacini!

Annamaria ha detto...

Oh sì, Chiara! Me lo ricordo bene quel post! Quella camminata a Venezia sul ritmo dell'amicizia è stata splendida!
Grazie!

Ambra ha detto...

Hai toccato un tema che mi suona dolente. Il nostro tempo si muove troppo veloce e noi siamo costretti ad affastellare mille cose nell'anima senza riuscire a elaborarle fino in fondo.
E' il tempo della superficialità dove per inseguire tutto, si scorre senza approfondire. Che brutto.
Ma il tuo post e la musica sono bellissimi.

Anonimo ha detto...

" Liberarsi dalla coscienza dell'Io è la felicità più grande." (Gautama Buddha).
egle

Annamaria ha detto...

Grazie, Ambra!
Il brano di Haydn è veramente splendido: trovo che in quel ritmo di fondo abbia una grande eleganza, una sorta di supremo distacco con cui guardare le cose.
E mi parso adatto al tema "dolente", come giustamente dici tu.

Annamaria ha detto...

Egle, grazie di essere passata di qui!
Ti abbraccio!

Sandra M. ha detto...

Davvero un video armonioso come le note che lo accompagnano. Abbiamo tutti bisogno di ritmi un poco più lenti....perfino io che, da pensionata, continuo ad avere giornate frenetiche. Forse non si impara mai....

Annamaria ha detto...

Sì Sandra, il video è armonioso e le note di Haydn misuratissime e serene nel loro scandire il tempo!
Se lo si ascolta per un po', si finisce per accordare anche il proprio ritmo a quello della musica.
Ciao!!!